ALCASE Italia

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per la lotta al cancro del polmone

Legge 104 e indennità di accompagnamento

Una richiesta di informazioni su Legge 104 e indennità di accompagnamento per il nostro avvocato….  Ecco il testo della mail di Paola:

“Buongiorno avvocato,

vorrei avere delle delucidazioni.

Al malato oncologico in cura con immunoterapia spettano la legge 104 e l’indennità di accompagnamento?

La ringrazio

Paola

Gentilissima Paola,
al malato oncologico spetta l’ indennità di accompagnamento, allorquando la cura dia effetti collaterali, anche di breve durata, che pongono il malato nella condizione di essere assistito nelle azioni quotidiane quali vestirsi, lavarsi o nutrirsi.

La legge 104 segue lo stesso criterio.

La domanda va in ogni caso presentata e in sede di visita medica è opportuno portare con sè relazioni non solo oncologiche, ma anche di altri specialisti, in cui siano specificati i sintomi e la dicitura ” necessita di assistenza continua da parte di familiari o terzi

..


Cordialmente,
Mara Piscitelli

_____________________________________________________________________________________

PS. aggiungiamo questa recentissima informazione in tema di Indennità Accompagnamento 2019.  Tali  informazioni arrivano direttamente dall’Inps, che con un messaggio che chiarisce come d’ora in poi le procedure di richiesta saranno un po’ più semplici da portare a termine. Almeno in alcuni casi.

E’ scattata, infatti, da martedì 1° Gennaio 2019, la nuova procedura semplificata per presentare domanda di accompagnamento. Il riferimento è al messaggio Inps numero 4463 del 28 novembre 2018 e le nuove regole si rivolgono a persone di età superiore a 65 anni (non più in età lavorativa).

2024-06-02T18:56:04+00:00

10 Commenti

  1. Barbara Pellicciari 6 Febbraio 2020 al 6:38 am - Rispondi

    Buondi egregio Avvocato
    Vorrei porle in breve la mia domanda.
    Mia mamma 61 anni 3anni fa ebbe alla vescica un papilloma maligno.le fu riconosciuta indennita’ di invalidita’ x 1anno..lasciandole un problema di incontinenza .
    A distanza di 3 anni anno scorso le e’ stato diagnosticato un adenocarcinoma stadio T2 al polmone.
    .Ha fatto chemio 3 sedute poi intervento…
    L’anno scorso ha percepito invalidita’..quest’anno le spetta?non sta facendo chemio..solo controlli ogni 3/6 mesi
    La ringrazio
    BARBARA

    • Mara Piscitelli 11 Febbraio 2020 al 4:48 pm - Rispondi

      Salve, Barbara.
      Deve verificare sul verbale dopo quando tempo deve essere sottoposta a visita di revisione. Così capirà se anche quest’anno percepirà l’invalidità.
      Per il nuovo problema oncologico, potrebbe richiedere anche indennità di accompagnamento e Legge 104.
      Cordialmente
      avv. Mara Piscitelli

  2. Mariella Del Santo 6 Febbraio 2020 al 12:21 pm - Rispondi

    Buongiorno avvocato,

    le pongo questo quesito: mia madre affetta da adenocarcinoma polmonare al 4 stadio con metastasi ossee l’anno scorso ha avuto il riconoscimento della legge 104 art. 3 comma 3 con accompagnamento con revisione.. Quest’anno, a seguito di revisione la commissione medica, nonostante la condizione clinica di mia madre resti invariata nella sua gravità le ha riconosciuto la legge 104 art.3 comma 1 e le è stato revocato l’accompagnamento. La mia domanda è questa: è possibile fare ricorso in una situazione del genere? Ho diritto io ad avere i 3 giorni per andare ad assisterla?
    La ringrazio anticipatamente.

    • Mara Piscitelli 11 Febbraio 2020 al 4:51 pm - Rispondi

      Salve

      Buona sera, Mariella.
      Purtroppo entro sei mesi dalla notifica dei verbali deve fare ricorso per ATPO in Tribunale e chiedere riconoscimento di indennità di accompagnamento e Legge 104 revocata.
      Ad oggi, dunque, non può richiedere i tre giorni per assistenza.
      Cordiali saluti
      avv. Mara Piscitelli

  3. Sandra 29 Maggio 2022 al 2:08 pm - Rispondi

    Buongiorno, avvocato.
    Ho bisogno di un’informazione su una questione burocratica.
    Le terapie mirate per le mutazioni sono considerate terapia salvavita?
    Per l’ oncologa sì e mi ha rilasciato un certificato che lo attesta, per il medico di base pure e ogni mese ha barrato la casella sul certificato che mi ha rilasciato.
    Per i medici della commissione medico-legale dell’ asp invece sembrerebbe di no. Loro riconoscono solo la chemio come terapia salvavita, nemmeno la radioterapia e considerano il Tagrisso, farmaco molecolare per la mutazione EGFR, al pari della terapia ormonale . Ma non è così!!!
    Che faccio adesso per non fare accumulare nel comporto i mesi di malattia che ho preso?
    Sono malata di cancro al polmone, adenocarcinoma non a piccole cellule, EGFR mutato con secondarismi alle ossa di sterno, femore e bacino, non operabile, scoperto in fase avanzata, 4 stadio.
    Dopo sei sedute di radioterapia, ho iniziato la cura con il farmaco Tagrisso nel dicembre del 2020.
    La ringrazio per le informazioni che mi fornirà.
    Sandra

    • Mara Piscitelli 29 Maggio 2022 al 2:12 pm - Rispondi

      Salve, sig.ra Sandra.
      Indubbiamente è una terapia salvavita e come tale non può essere esclusa dal comporto.
      Le consiglio di scrivere una PEC al direttore del personale, in cui allega la prescrizione dello specialista e del medico di base, chiede chiarimenti per iscritto su quali basi escludano questa terapia e infine li avverte che ricorrerà ad azioni legali nei loro confronti se non riconoscono tali giornate come terapia salvavita.
      Cordiali saluti.
      Avv. Mara Piscitelli

  4. Alessia 29 Settembre 2022 al 12:57 pm - Rispondi

    Buongiorno.
    Tema Legge 104.
    Siamo in fase di “rinnovo” dopo 3 anni.
    La paziente è ancora affetta da tumore ai polmoni ma ferma dai trattamenti (dopo 2 anni di terapie e vari cicli di radioterapia conclusi a dicembre 2021).
    I controlli sono sempre ogni 3 mesi.
    Se la malattia è “ferma”, la paziente non può più beneficiare della legge 104?
    Grazie
    Cordiali Saluti
    Alessia

    • Mara Piscitelli 29 Settembre 2022 al 12:59 pm - Rispondi

      Salve.
      La disabilità e l’invalidità vengono generalmente confermate quando si è in follow up per almeno 5 anni.
      Cordialmente
      avv. Mara Piscitelli

  5. Liliana 15 Maggio 2023 al 5:06 pm - Rispondi

    Gent.le avvocato, mia madre di 66 anni pensionata riconosciuta nel settembre 2022 invalidità del 60% (bco moderata, discopatia l4-l5, sindrome ansioso-depressiva, 3-4 dito dx a scatto, rottura cuffia rotatori spalla dx tendinosi spalla sn) e PORTATORE DI HANDICAP legge 104 (comma 1 art 3).
    Ad aprile 2023 ha subito resezione atipica polmone sx nodulo di adenocarcinoma stadio 1a, non dovrebbe essere sottoposta ad ulteriori trattamenti ma soltanto a follow up per tac torace.
    Vorrei fare l’aggravamento per l’aggiornamento dell’invalidità, secondo lei ci sarebbero i presupposti per un comma 3 della 104? Avrei necessità dei 3 giorni al mese per farle fare delle terapie integrate e per starle più vicina.
    L’anno scorso a papà diagnosticarono adenocarcinoma IV e dopo pochi mesi lo abbiamo perso, è stata una situazione difficile e a mamma in quel periodo hanno diagnosticato la “depressione maggiore ricorrente” consigliandole un antidepressivo che non ha voluto prendere, ad oggi sta meglio e non vuole farsi seguire per questa patologia e non vuole nemmeno che la dichiari nell’aggravamento perché ha paura che le tolgano la patente, è possibile che accada questo?
    La ringrazio e la saluto cordialmente
    Liliana

    • Mara Piscitelli 15 Maggio 2023 al 5:09 pm - Rispondi

      Salve. Per le patologie sofferte da sua madre ( senza includere la depressione) può richiedere, non solo, Legge 104/92 ottenendo la massima gravità (art.3 comma 3) ma potrà chiedere e ottenere anche il 100% di invalidità. Se, inoltre, effettua trattamenti chemio o radioterapici che incidono sul compimento degli atti quotidiani e/o se la sua malattia le compromette le normali attività quotidiane può anche ottenere l’indennità di accompagnamento. Per quanto riguarda la patente di guida collegata alla depressione, l’uso di farmaci antidepressivi potrebbe comportare solo una revisione della patente in tempi più brevi (es. Ogni due anni) o il rilascio di una patente speciale ma potrà comunque sempre guidare.
      Cordialmente
      Avv. Mara Piscitelli

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