RAMUCIRUMAB

RAMUCIRUMAB

Primo inserimento: 26/9/19; ultimo aggiornamento: luglio 2022

Nome commerciale
Cyramza ®

Compagnia farmaceutica produttrice
Sviluppato dalla ImClone Systems Inc. e commercializzato internazionalmente dalla Eli Lilly.

Indicazione approvata dal SSN

Cyramza ® è indicato nel carcinoma del polmone non a piccole cellule (NSCLC):
– In combinazione con erlotinib nel trattamento di prima linea dei pazienti adulti con
NSCLC metastatico con mutazioni attivanti il recettore del fattore di crescita dell’epidermide (EGFR);
– In associazione a docetaxel nel trattamento di pazienti adulti con NSCLC localmente avanzato o metastatico in progressione di malattia dopo precedente chemioterapia con platino.
Cyramza ® è anche indicato per il trattamento di: carcinoma gastrico, colon-retto, ed epatocarcinoma.
Come da documento AIFA del 30/1/20.

Caratteristiche chimico-farmacologiche
E’ un anticorpo monoclonale (IgG1) di origine umana.
La sua formula chimica è: C6374H9864N1692O1996S4. Ha un peso molecolare di 143.6 kg/mol.

Meccanismo d’azione
E’ un inibitore del fattore di crescita vasculo-endoteliale (VEGFR2) che stimola la neoangiogenesi. Bloccando la VEGF2, inibisce la neoangiogenesi tumorale e ne frena la crescita.

Modalità di somministrazione
La dose raccomandata di ramucirumab è 10 mg/kg e.v. da somministrare il giorno 1 di un ciclo di 21 giorni, prima dell’infusione di docetaxel. La dose raccomandata di docetaxel è 75 mg/m2 somministrata mediante infusione endovenosa in circa 60 minuti il giorno 1 di un ciclo di 21 giorni.

Attività antitumorale riconosciuta
E’ stato approvato dall’europea EMA e dall’americana FDA per le stesse indicazioni per cui è approvato in Italia

Attività antitumorale (cancro al polmone)
Il Cyramza ®, associato al docetaxel è dunque una delle possibili terapie approvate per la seconda linea del NSCLC dopo chemioterapia a base di cisplatino. Nel mondo, ad oggi, si contano 11 sperimentazioni cliniche stanno reclutando pazienti con NSCLC, come censito dai NIH. E risultano già acquisite alla conoscenza 70 pubblicazioni scientifiche sul farmaco nel cancro del polmone (PubMed).

Indicazioni cliniche
Si vedano su le indicazioni approvate dal SSN.

Effetti tossici e collaterali

Le reazioni avverse più comuni sono state: neutropenia, affaticamento/astenia, leucopenia, epistassi, diarrea e stomatite. Le reazioni avverse più gravi associate al trattamento con ramucirumab (in monoterapia o in combinazione con chemioterapia citotossica) sono state: perforazione gastrointestinale, emorragie gastrointestinale, eventi tromboembolici arteriosi. Per maggiori informazioni si veda la scheda tecnica dell’EMA europea.

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Nome commerciale
Erbitux ®

Compagnia farmaceutica produttrice
Scoperto dalla ImClone e distribuito in Nord America dalla Bristol-Myers Squibb. Nel resto del mondo, è distribuito dalla Merck KGa

Indicazione approvata dal SSN

– Trattamento di pazienti con carcinoma metastatico del colon-retto con
espressione del recettore per il fattore di crescita epidermico (EGFR) e senza mutazioni di RAS (wildtype):
 in associazione con chemioterapia a base di irinotecan,
 in prima linea in associazione con FOLFOX,
 in monoterapia nei pazienti nei quali sia fallita la terapia a base di oxaliplatino e irinotecan e che
siano intolleranti a irinotecan.
– Trattamento di pazienti affetti da carcinoma a cellule squamose di testa e collo,
 in associazione con radioterapia per la malattia localmente avanzata;
 in associazione con chemioterapia a base di platino nella malattia ricorrente e/o metastatica.

Caratteristiche chimico-farmacologiche
E’ una macromolecola.
La sua formula chimica è: C6484H10042N1732O2023S36. Ha un peso molecolare di 145.781,6 g/mol.

Meccanismo d’azione
E’ un anticorpo monoclonale chimerico (ottenuto da una ricombinazione tra topo/uomo) che agisce inibendo il recettore del fattore di crescita epidermoidale (EGFR).

Modalità di somministrazione
Uso Endovenoso. Erbitux va somministrato una volta alla settimana. La prima infusione viene somministrata a una dose di 400 mg per metro quadro di superficie corporea (calcolata in funzione dell’altezza e del peso del paziente) e dura due ore. Le infusioni successive sono di 250 mg/m e durano un’ora ciascuna. Il trattamento va proseguito per il tempo necessario in funzione della risposta terapeutica.

Attività antitumorale riconosciuta
Approvato dalla FDA americana e dall’EMA europea per il trattamento del cancro del colon retto e della testa e collo (vedi indicazioni AIFA). E’ possibile che verrà approvato anche per il cancro del polmone non a piccole cellule (NSCLC).

Attività antitumorale (cancro al polmone)
L’aggiunta di Cetuximab alla chemioterapia standard nel NSCLC ha dato un prolungamento della sopravvivenza in uno studio multicentrico internazionale di fase III (studio FLEX) e può essere considerata come una valida opzione nel trattamento di prima linea. Nello stesso studio, il Cetuximab risultava maggiormente efficace in una serie di sottogruppi, tra cui i pazienti di razza bianca, e i pazienti con adenocarcinoma. Nel mondo, oggi, risultano censite dai NIH 10 sperimentazioni cliniche su Cetuximab e cancro del polmone, e si contano 151 pubblicazioni scientifiche sull’argomento (PubMed).

Indicazioni cliniche
Non vi sono indicazioni cliniche approvate nel NSCLC.

Effetti tossici e collaterali

I principali effetti indesiderati di cetuximab sono reazioni cutanee, che si verificano in più dell’ 80% dei pazienti, ipomagnesiemia (bassi livelli di magnesio nel sangue), che si osserva in più del 10% dei pazienti, e reazioni correlate all’infusione, che si manifestano con sintomi da lievi a moderati (fra cui febbre, brividi, capogiri e difficoltà a respirare) in più del 10% dei pazienti e con sintomi gravi in più dell’1% dei pazienti. Sono possibili gravi reazioni allergiche.

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Documento EMA

Nome commerciale
Nexavar ®

Compagnia farmaceutica produttrice
Sviluppato da Onyx Pharmaceuticals, Inc. e commercializzato in Europa da Bayer.

Indicazione approvata dal SSN
Pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato, dopo fallimento terapeutico di una precedente terapia a base di interferone alfa o interleuchina-2, o che sono considerati non idonei a ricevere tale terapia. Il Sorafenib è indicato anche per il trattamento dell’epatocarcinoma ed il carcinoma tiroideo differenziato. Allo stato, il Nexavar® non è approvato per il trattamento del cancro del polmone.

Caratteristiche chimico-farmacologiche
E’ una piccola molecola.
La sua formula chimica è: C21H16ClF3N4O3. Ha un peso molecolare di 450,34 g/mol.

Meccanismo d’azione
Il Sorafenib è un inibitore delle chinasi che determinano la proliferazione delle cellule tumorali in vitro. Inibisce la crescita di un ampio spettro di tumori umani, anche attraverso una riduzione dell’angiogenesi tumorale. I suoi bersagli a livello delle cellule tumorali sono i seguenti: CRAF, BRAF, V600E BRAF, c-KIT e FLT-3), mentre a livello dei vasi sanguigni del tumore sono: CRAF, VEGFR-2, VEGFR-3 e PDGFR-ß.

Modalità di somministrazione
Orale, compresse da 200 mg. La dose raccomandata per gli adulti è di 400 mg (due compresse da 200 mg) due volte al giorno (equivalente a una dose totale giornaliera di 800 mg). Va somministrato senza interruzione, fino a quando si osserva un beneficio clinico, o finché non compaiono tossicità inaccettabili.

Attività antitumorale riconosciuta
Sia la FDA americana e la EMA europea danno la stessa indicazione approvata dal nostro SSN. Allo stato, nessuna agenzia del farmaco governativa ha approvato il Nexavar® per il trattamento del cancro del polmone.

Attività antitumorale (cancro al polmone)
In uno studio di fase II su pazienti precedentemente trattati per un cancro al polmone non a piccole cellule (NSCLC), il Sorafenib in monoterapia risultò possedere una capacità di controllo della malattia e garantire sopravvivenza confrontabile a quella di altre piccole molecole ad azione mirata. In più il Sorafenib pare essere efficace anche quando dato in combinazione alla chemioterapia o ad altri inibitori delle tirosinchinasi. Nel mondo, non vi è attualmente una sola sperimentazione clinica in corso sul Sorafenib, come censito dai NIH. In effetti, un discreto numero di studi sono già conclusi e i loro risultati pubblicati (51 pubblicazioni scientifiche: censimento del 19/8/19, su PubMed).

Indicazioni cliniche
Nessuna allo stato.

Effetti tossici e collaterali

Le reazioni avverse più comuni sono state diarrea, rash, alopecia e sindrome mano-piede (corrispondente in MedDRA alla “sindrome da eritrodisestesia palmo-plantare). Per maggiori informazioni, si veda la scheda tenica dell‘EMA

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