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per la lotta al cancro del polmone

Immunoterapia e mutazioni genetiche tumorali

Immunoterapia e mutazioni genetiche tumorali

22 Maggio 2020

Gentile dottoressa,
con adenocarcinoma lepidico-papillare acinare, mucinoso, immunofenotipo positivo per ck7 , negativo per TTf1, assenza di mutazioni genetiche per il gene alk,  ros 1 ,  EGFR (esoni 18-19-20-21), pd-l1 <1% , si può dire che si siano eseguiti  tutti i controlli delle mutazioni genetiche note?

Leggo ve ne sono altre e volevo sapere se non si possa fare un ulteriore controllo per optare per una cura di immunoterapia anche se sperimentale e dove al posto della chemioterapia.

Grazie mille.

Carla

Gentile Signora Carla,

in generale, quella da lei citate sono le mutazioni più frequenti che vengono testate nel caso di adenocarcinoma.

Mutazioni geneticheTuttavia esistono altri geni (come ad esempio KRAS c-MET, BRAF, RET, MEK1- 2) che, se alterati, possono essere responsabili del processo oncogenico che porta allo sviluppo del tumore.

Per alcuni di queste mutazioni geniche, seppur meno diffuse, esistono farmaci mirati che possono essere somministrati ai pazienti positivi per queste mutazioni.

Per un approfondimento sull´argomento, la rimando all´articolo del Dott. Buccheri sui farmaci mirati:
https://www.alcase.eu/farmaci-mirati/

Un’ altra nota positiva che vorrei dirle è che il fatto che PDL-1 sia assente, non significa che suo marito non possa beneficiare di un eventuale immunoterapia con anticorpi diretti contro PD-1 o PDL-1. In basso un articolo che descrive i meccanismi di azione di tali terapie:
https://www.alcase.eu/news-ricerca/immunoterapia-e-tumore-al-polmone/

La invito a discutere ulteriori test genetici e la possibilità di immunoterapia in aggiunta o in alternativa alla chemio con il suo oncologo.

Cordiali Saluti,

Dott.ssa
Virginia Castiglia

Di |2024-06-02T18:53:20+00:0022 Maggio 2020|immunologo risponde|9 Commenti

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9 Commenti

  1. Roberto 29 Settembre 2023 al 10:23 am - Rispondi

    Salve, dott.ssa.
    Volevo chiederle dell’efficacia dell’immunoterapia sulle mutazioni in egfr. A detta di molti oncologi i riscontri dell’immunoterapia su tali mutazioni non sono molto efficace a prescindere dal grado di pdl1.
    Come mai? Sono realtà?
    Ho letto anche che l’immunoterapia potrebbe funzionare per gli esoni non comuni ( tipo esone 18) molto meglio rispetto agli esoni comuni tipo il 19. A lei risulta?
    Qualche farmaco immunologico è consigliato per trattare una mutazione egfr non comune come il 18? Se non dovesse funzionare se ne somministrano altri?
    Infine ho letto di casi in cui inizialmente l’immunoterapia non funziona causando progressione, ma nel tempo riesce a far regredire il tumore, cosa si fa ad accorgersi che è il caso di continuarla a somministrare?
    Grazie mille.
    Roberto

    • Virginia Castiglia 29 Settembre 2023 al 10:25 am - Rispondi

      Gentile Signor Zingarelli,
      Esistono diverse mutazioni a carico del gene EGFR. La delezione nell’esone 19 e la mutazioni puntiformi nell’esone 21 rappresentano quelle più frequenti. Altre come quelle a a carico dell’esone 18, oppure le inserzioni dell’esone 19 o dell’esone 20 sono più rare
      Ad ogni modo la terapia di prima linea è un terapia con farmaci bersaglio inibitore delle tirosine chinasi di cui ne abbiamo parlato in diverse occasioni: https://www.alcase.eu/?s=egfr
      Qualora il farmaco smettesse di funzionare è possibile prendere in considerazione l’immunoterapia in aggiunta o meno alla chemioterapia.
      Al momento sembra che i pazienti con mutazioni dell’ EGFR rispondono meno alle terapie con gli inibitori di PD-1/PD-L1 rispetto ai pazienti senza mutazioni dell’ EGFR a causa dell’ inferiore variabilità genetica tumorale.

      Per quanto riguarda la pseudoprogressione (cioè l’ apparente aumento della massa tumorale a causa del reclutamento dei linfociti in concomitanza con l’inizio dell’immunoterapia) è un fenomeno raro che va valutato con constati controlli radiologici per escludere che ci sia una reale progressione della malattia.
      Cordiali Saluti,
      Dott.ssa Virginia Castiglia

  2. michele 7 Febbraio 2023 al 7:44 pm - Rispondi

    grazie dottoressa, è gentilissima!

  3. Michele 7 Febbraio 2023 al 6:50 pm - Rispondi

    Gentile dottoressa, con tumore non a piccole cellule al polmone, tolto quello di sinistra, con mutazione EGFR esone 19 che ha permesso somministrazione di tagrisso da quasi due anni, ora si evidenzia parziale ripresa su vertebra l2 e linfonodi al mediastinico.
    La domanda è : nel mio caso è possibile/utile la terapia immunologica sulla base PDL1?
    Grazie di cuore
    Michele

    • VIRGINIA CASTIGLIA 7 Febbraio 2023 al 6:55 pm - Rispondi

      Gentile Sig. Michele,
      l’immunoterapia anti PD1/PDL-1 in seconda linea (quando appunto c’è ripresa della malattia durante o dopo il trattamento con la prima terapia utilizzata), può essere una buona alternativa indipendentemente dallo stato del PDL-1 (che immagino le sia stato testato). Infatti, tanti studi hanno dimostrato l’efficacia dell’immunoterapia anti PD-1/PDL-1 anche in pazienti con un espressione di PD-L1 bassa o nulla. Ne parli con il suo oncologo della possibilità di intraprendere questa terapia.
      Cordiali Saluti,
      Dott.ssa
      Virginia Castiglia

  4. Marinella 26 Gennaio 2022 al 10:30 am - Rispondi

    Buongiorno.
    La mia domanda è : in paziente con assenza di tutte le possibili mutazioni la terapia immunologica ha meno possibilità di avere effetto?
    Inoltre, facendo la terapia, le mutazioni possono cambiare?
    Grazie

    • VIRGINIA CASTIGLIA 26 Gennaio 2022 al 10:32 am - Rispondi

      Cara Marinella,
      grazie per la sua domanda che prendo di spunto per fare un po´di chiarezza.
      Quando ad un paziente viene diagnosticato una patologia oncologica, è (o dovrebbe esserlo) necessario fare delle analisi genetiche per valutare la presenza di alcune mutazioni a livello genico (si guarda al DNA).
      Se queste mutazioni sono presenti è possibile utilizzare dei farmaci mirati per la terapia.
      La rimando agli articoli del Dott. Buccheri circa le analisi genetiche raccomandate ed i farmaci mirati:

      https://www.alcase.eu/analisi-molecolari-obbligatorie/

      https://www.alcase.eu/farmaci-mirati/

      Se la mutazione non è presente, i benefici del farmaco allora sono molto dubbi da quanto emerge dagli studi finora disponibili. Le mutazioni infatti, raramente cambiano nel corso della terapia.
      Tuttavia, oltre alle mutazioni genetiche, al momento della diagnosi deve essere misurata l´espressione di PDL-1 (una proteina) sulle cellule tumorali. Le nuove immunoterapie a disposizione infatti vanno a bloccare questa molecola con un anticorpo che si lega ad esso, facendo in modo che le nostre cellule immunitarie riconoscono nuovamente le cellule tumorali come nemiche per poi attaccarle. Per ulteriori informazioni sui meccanismi dell’ immunoterapia la rimando a quest’ articolo:

      https://www.alcase.eu/news-ricerca/immunoterapia-e-tumore-al-polmone/

      Nel caso dell´immunoterapia a differenza dei farmaci bersaglio, sono state notate risposte positive anche in pazienti con un’espressione bassa o nulla di PDL-1. Per tale motivo l´immunoterapia può essere somministrata anche a pazienti PDL-1 negativi.

      Cordiali Saluti,

      Dott.ssa

      Virginia Castiglia

  5. Emanuela 27 Maggio 2021 al 10:20 am - Rispondi

    Buongiorno.
    Vorrei un’informazione riguardo la terapia dell’adenocarcinoma polmonare Ros1 mutato. Vi è una differenza sostanziale per quanto riguarda l’efficacia fra l’utilizzo di crizotinib rispetto ad altri inibitori più recenti utilizzabili sempre in prima linea (a parte il superamento della barriera eMati encefalica)?
    È vero che nei pazienti con questa mutazione l’immunoterapia risulta spesso inefficace? Grazie dell’attenzione,
    Cordiali saluti

    • VIRGINIA CASTIGLIA 27 Maggio 2021 al 10:21 am - Rispondi

      Gentile Emanuela,

      Grazie per la sua domanda. Al momento, non mi sembra ci siano risultati chiari che escludano i pazienti con mutazione ROS1 dal tentare l´immunoterapia anti PD1 o anti PDL-1.

      Detto ciò , per tali pazienti il trattamento di prima linea dovrebbe essere la chemioterapia e i farmaci a bersaglio molecolare. Se tali trattamenti dovessero fallire o il paziente sviluppa resistenza ai farmaci con conseguente progressione della malattia, allora l´immunoterapia potrebbe essere presa in considerazione in seconda linea.
      Le lascio in basso un articolo sul nostro sito circa il trattamento del tumore polmonare ROS1 positivo:
      https://www.alcase.eu/news-ricerca/cancro-al-polmone-ros1-positivo-diagnosi-trattamento-e-prognosi/
      Cordiali Saluti,

      Dott.ssa

      Virginia Castiglia

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