ALCASE Italia

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per la lotta al cancro del polmone

Livelli di PD-L1 e risposta agli immunoterapici

Livelli di PD-L1 e risposta agli immunoterapici

4 Marzo 2020

CONTESTO:

pdl1 e immunoterapia

Immunoterapia basata sull’interazione PD-1 / PD-L1.
(A) L’interazione di PD-1 / PD-L1 provoca la tolleranza immunitaria del tumore. L’interazione PD-1 / PD-L1 stimola i segnali a valle per sopprimere l’attivazione delle cellule T, con conseguente sopravvivenza delle cellule tumorali.
(B) La suddivisione dell’interazione PD-1 / PD-L1 riattiva le cellule T e le risposte immunitarie correlate. Senza l’interazione PD-1 / PD-L1, il segnale di soppressione viene rimosso, portando così all’attivazione delle cellule T, alla proliferazione, alla generazione di citochine e all’eliminazione delle cellule tumorali. KIR, recettore simile alle immunoglobuline a cellule killer.

Fonte: PMC National Library of medicine



Salve, Dott.ssa.

Volevo chiedere che differenze ci sono in termini di efficacia nella terapia con Pembrolizumab tra chi ha un’espressione del PDL-1 < 50% e chi invece > 50%?
Un mio caro parente con adenocarcinoma polmonare al quarto stadio con metastasi localizzate solo alla zona toracica sta facendo terapia combinata con chemio (cisplatino + alimta) e pembrolizumab, ma ha un espressione del PDL-1 bassa (3%).
Possiamo aspettarci ugualmente un’analoga efficacia rispetto a chi ha espressioni PDL-1 più elevate?

La ringrazio
Alessio

Gentile Alessio,

PDL-1 è una molecola espressa sulla superficie di alcune cellule tumorali.

PDL-1 si lega a PD-1, il quale si trova sulle cellule del sistema immunitario. Questo legame fa sì che le cellule tumorali non vengano più riconosciute come estranee e quindi non vengano più attaccate dalle cellule del sistema immunitario.

Il Pembrolizumab è un anticorpo monoclonale che blocca PD-1. Impedendo il legame con PDL-1, le cellule tumorali vengono nuovamente riconosciute come nemiche ed attaccate dal sistema immunitario.

Qualche anno fa quando il meccanismo PD-1/PDL-1 è stato scoperto e le terapie con gli anticorpi monoclonali sono state introdotte, si è iniziato a misurare i livelli di espressione di PDL-1 sulle cellule tumorali dei pazienti (ricavate da preparati istologici di biopsie o asportazioni tumorali), per valutare se ci fosse una correlazione tra tali livelli e la risposta alla terapia immunitaria.

Dati ottenuti da diversi studi clinici, hanno dimostrato che molti pazienti, nonostante bassi livelli di espressioni di PDL-1, hanno una risposta efficace e duratura all´immunoterapia .

È per tale ragione, presumo, che l´oncologo del suo parente ha prescritto il Pembrolizumab, nonostante i livelli di PDL-1 siano solo del 3%.

Cordiali Saluti,

Dott.ssa
Virginia Castiglia

Di |2024-06-02T18:54:01+00:004 Marzo 2020|immunologo risponde|11 Commenti

Scritto da:

11 Commenti

  1. Lorena 23 Marzo 2023 al 3:56 pm - Rispondi

    Dottoressa la ringrazio per la celerità nella risposta, e soprattutto per avermi chiarito il dubbio. Adesso sta facendo cicli di chemioterapia con carboplatino e taxolo, e radioterapia, dopodiché si inizia con immunoterapia, spero non dover mai arrivare ai farmaci per la mutazione di alk, ma che l’immunoterapia, quindi la scienza ci aiutino in maniera definitiva. Grazie

  2. Lorena 23 Marzo 2023 al 3:46 pm - Rispondi

    Gentile dottoressa,
    le scrivo perché mio marito ha un adenocarcinoma al polmone III B.
    Ha fatto una prima broncoscopia, da cui sono stati esaminati alcuni linfonodi e il tumore primitivo. Da questa è risultato un pdl1 di 60% e una traslocazione per alk.
    Un secondo centro a cui ci siamo rivolti ha rifatto la broncoscopia perché secondo loro non era stato correttamente valutato un linfonodo: infatti hanno avuto ragione, trovando anche questo linfonodo positivo, anche se era inferiore a 1cm.
    Il problema che mi affligge è il risultato del pd-l1 che risulta del 35/40%, diverso dal precedente.
    La mia domanda è: può dipendere dal fatto che nel primo caso era stato ricercato sul tumore primitivo e nel secondo caso sul linfonodo o è un errore di uno dei due centri?
    O dipende dalla diversa specificità del substrato?
    Potrebbe essere diverso anche il risultato della mutazione?
    La ringrazio per la sua preziosa risposta.
    Lorena

    • VIRGINIA CASTIGLIA 23 Marzo 2023 al 3:47 pm - Rispondi

      Gentile Signora Lorena,
      La ringrazio per il suo quesito. I motivi per cui i risultati dei due centri sono discordanti (o per lo meno le percentuali del PDL-1 sono diverse) possono essere molteplici.
      In primo luogo è possibile che su campioni diversi (tumore primario e linfonodo) l`espressione di questo marcatore cellulare sia diverso.
      Secondo, è probabile che i due centri utilizzaino strumentazioni diverse o anticorpi (per il riconoscimento del marcatore che hanno una differente affinità)
      Ad ogni modo, oggi sappiamo che l’espressione di PDL-1 non è rilevante per l’efficacia dell’ immunoterapia.
      Cordiali Saluti,
      Dott.ssa
      Virginia Castiglia

  3. Mela 24 Luglio 2022 al 12:26 am - Rispondi

    Buongiorno dottoressa,

    2 mesi fa ad un amico di famiglia è stato diagnosticato un tumore al polmone non a piccole cellule al IV stadio con metastasi. Si è capito che era un tumore solo dal dolore che le metastasi ossee gli provocavano.
    Ora ha ricevuto l’istologico: ha un espressione di PDL1 all’80%, ma è anche risultato positivo alla mutazione K-RAS. Fra una settimana avrà la visita dall’oncologo che gli dirà tutto, ma vorrei un parere da un’altra persona… come pensa procederanno i dottori? Con quale terapia? Ma soprattutto, cosa dobbiamo aspettarci? Abbiamo timore.

    Un cordiale saluto, Mela.

    • VIRGINIA CASTIGLIA 25 Luglio 2022 al 4:03 pm - Rispondi

      Gentile Signora,
      nei pazienti con malattia avanzata senza mutazioni, negativi per mutazioni di EGFR o ALK (per le quali ci sono farmaci a bersaglio molecolare), con un espressione di PDL-1 > 50% il trattamento di prima linea con immunoterapia (anti PD1 o anti PDL-1) è quanto è previsto dalle linee guida AIOM. L’ oncologo potrebbe vista la mutazione K-RAS aggiungere la chemioterapia standard con agenti di platino.
      La rimando al sito in basso (pagina 108) dove è possibile ritrovare il piano terapeutico indicato:
      https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2020/10/2020_LG_AIOM_Polmone.pdf
      Cordiali Saluti,
      Dott.ssa
      Virginia Castiglia

  4. Maria 24 Maggio 2022 al 9:35 am - Rispondi

    Buongiorno dottoressa.
    A mio padre di 82 anni è stato diagnosticato un adenocarcinoma polmonare al 4 stadio. Ha fatto due cicli di Vinorelbina e, dopo tac che mostrava noduli di uguale dimensione ma linfonodi ingrossati ed aumentati , l’oncologo ha proposto di passare a immunoterapia ( unica mutazione pdl1 al 15%) che possibilità abbiamo adesso? L’oncologo ha ragione ad abbandonare chemio?
    E se neanche immunoterapia dovesse funzionare cosa di può fare?
    È forse finita?
    Grazie mille
    Marisa

    • VIRGINIA CASTIGLIA 24 Maggio 2022 al 9:35 am - Rispondi

      Gentile Signora Maria,
      come discusso più volte su questa pagina, l’ espressione di PDL-1 non e’ indicativa della risposta al farmaco. Ci sono tanti pazienti infatti, che pur avendo un espressione di PDL-1 pari a zero, hanno mostrato una risposta duratura all’immunoterapia.
      Provare questa strada mi sembra un’ottima opzione a questo punto del vostro percorso.

      Cordiali Saluti,

      Dott.ssa
      Virginia Castiglia

  5. Sonia 2 Luglio 2020 al 10:52 am - Rispondi

    Buongiorno Dott.ssa
    La ringrazio vivamente della sua sollecita ed esauriente risposta.
    Come mi ha suggerito riferirò ciò che Lei ritiene opportuno possa approfondire il mio oncologo.
    Le mutazioni di routine quelle che anche Lei ha menzionato sono purtroppo tutte negative e al momento l’unica speranza in caso di recidive è l‘immunoterapia.

  6. Gianfranco Buccheri 2 Luglio 2020 al 9:30 am - Rispondi

    Riceviamo il seguente quesito per la Dr.ssa Castiglia e lo pubblichiamo qui, insieme alla sua risposta, per omogeneità di argomento:

    “Buonasera Dottoressa.
    Adk polmonare lobo medio destro pT1N1M0 con modeste aree acinari e papillari A (p.Gly13Asp) con espressione PDL-1 al 55%, trattato con intervento chirurgico radicale e chemioterapia con cisplatino + gemcitabina.
    Vorrei gentilmente sapere se, in caso evolutivo di malattia, posso essere trattata con Penbrulizumab nonostante la brutta mutazione di K-RAS che mi provoca ansia e sconforto.
    Facendo ricerche, ho appreso che, per una migliore risposta all’immunoterapia è importante anche la carica totale mutazionale ( tmb ) delle cellule neoplastiche. Per poterla verificare quale esame occorre fare?…
    Inoltre vorrei un suo parere anche sulla ricerca di altre mutazioni eventualmente presenti sul tumore asportato, che potrebbero essere trattate anche con farmaci sperimentali.
    La ringrazio e porgo cordiali saluti. SONIA.”

    _____________________________________________________

    Gentile Sonia,

    Il Tumor Mutation Burden (TMB): TMB è un nuovo marker clinico che predice la risposta all’immunoterapia in molti tumori.

    Qui un interessante articolo sull’efficacia dell’immunoterapia in pazienti con alto TMB: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/29658845/

    A differenza dei biomarcatori a base di proteine (come ad esempio l’ espressione di PDL-1) TMB è la misura quantitativa del numero totale di mutazioni per area di codifica di un genoma del tumore. Questo significa che per avere tale misura bisogna sequenziare (“leggere” in un certo senso) parte o l’intero genoma (DNA estratto da campione di tessuto neoplastico) di un paziente alla ricerca di mutazioni grazie ad una tecnica chiamata sequenziamento massivo parallelo (NGS).

    Tale esame, a causa degli elevati costi e della specifica strumentazione necessaria, non è ancora utilizzato di routine. Tuttavia, può parlarne con il suo oncologo e chiedere se nell’ospedale dove viene seguita offrono tale analisi. Ci sono anche molte aziende oggigiorno che fanno tests NGS privatamente che può trovare facilmente in rete.

    Per quanto riguarda le altre mutazioni, immagino che con lesame istologico, assieme al PDL-1 e KRAS hanno analizzato anche altre mutazioni per i geni quali EGFR, ALK, ROS1 (questi sono quelli più studiati). In aggiunta e´ possibile considerane altri come c-MET, RET, MEK1-2.

    Per alcuni di queste mutazioni geniche, seppur meno diffuse, esistono farmaci mirati che possono essere somministrati ai pazienti positivi per tali mutazioni.

    Per un approfondimento sull’argomento, la rimando all’articolo del Dott. Buccheri sui farmaci mirati:
    https://www.alcase.eu/farmaci-mirati/

    Cordiali Saluti,

    Dott.ssa
    Virginia Castiglia

  7. Marta 3 Maggio 2020 al 7:45 pm - Rispondi

    Buongiorno dottoressa.
    Volevo un suo parere per la mia mamma a cui è stata fatta la diagnosi di adenocarcinoma a fine febbraio
    In particolare: NSCLC adenocarcinoma polmonare con M+ polmonari e linfonodale diffuse sotto e sovraclaveari.
    PDL 1 95%
    BRAF mutazione p. V600E, Egfr wt, alk wt, ros1 wt, ret It, cost wt.
    Premetto che a settembre le è stato diagnosticato un carcinoma mammario carcinoma duttale, è stata operata, ha fatto chemio e radio solo per prevenzione perché con l’ intervento erano riusciti ad eliminarlo.
    Tornando ad oggi ha iniziato il 6 marzo terapia con dabrafenib e trametinib.
    Dopo un mese, il 3 aprile, si decide di interrompere la terapia in quanto mia madre sente di peggiorare, invece che migliorare e in seguito alla tac total body effettuata nella stessa giornata, che evidenzia un quadro di tromboembolia polmonare e peggioramento del tumore, si decide di passare alla chemioterapia con cisplatino e permetrexed.
    Inizia il 10 aprile con il primo ciclo ma non sta nemmeno un minimo bene anzi!
    Succede poi che il 21 ha accelerazione del ritmo cardiaco e quindi ci rechiamo al primo Pronto Soccorso che non è all’interno dell’ospedale in cui mia madre è seguita.
    Viene ricoverata per versamento ma mettendo il drenaggio scoprono che c’è versamento e accumulo di sangue all’interno della cavità pleurica probabilmente causato dalla terapia anticoagulante che ha iniziato a prendere da quando si è scoperta la tromboembolia.
    Da ieri è a casa con ossigenoterapia a 1 lt/min al bisogno, lunedì andremo dall’oncologo e da quello che so, se va bene, proseguirà con la chemio.
    In ospedale ci hanno detto che, secondo loro, dalla TAC fatta durante il ricovero, il tumore sembra ancora in progressione.
    Volevo sapere cosa ne pensa e cosa posso fare per aiutarla.
    Grazie per l’ attenzione . Buona giornata.
    Marta

    • VIRGINIA CASTIGLIA 3 Maggio 2020 al 7:47 pm - Rispondi

      Gentile Marta,
      da quello che mi scrive sembra che sua madre non risponde né alla terapia mirata con dabrafenib e trametinib (giustificata dalla mutazione BRAF-V600E) nè alla terapia con cisplatino e permetrexed (anche se dopo un solo ciclo, potrebbe essere presto per esprimersi).
      Da quello che mi dice però è che il tumore di sua madre ha un’espressione del PDL-1 altissima, 95%!
      Questa è una buona notizia! Il suo oncologo le ha parlato di immunoterapia anti-PD1 (come ad esempio il farmaco pembrolizumab, Keytruda) o anti-PDL-1 (atezolizumab, Tecentriq)?
      Se non l’avesse fatto, le consiglierei di chiedere informazioni al riguardo. Magari se le condizioni di sua madre si stabilizzano, l’ immunoterapia potrebbe essere un’ opzione!
      Cordiali Saluti,
      Dott.ssa
      Virginia Castiglia

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