ALCASE Italia

ALCASE Italia

per la lotta al cancro del polmone

Opzioni di chemioterapia per il carcinoma a piccole cellule del polmone

Opzioni di chemioterapia per il carcinoma a piccole cellule del polmone

4 Agosto 2020

CONTESTO (CHEMIOTERAPIA DEL CARCINOMA POLMONARE A PICCOLE CELLULE)

Principi generali:

 Il carcinoma polmonare a piccole cellule (o microcitoma ), caratterizzato da una intensa attività replicativa cellulare, è una neoplasia particolarmente sensibile alla chemioterapia.
 Un trattamento polichemioterapico rappresenta lo standard terapeutico del microcitoma, sia nella malattia limitata che estesa, in quanto più vantaggioso della monochemioterapia. Tuttavia la monochemioterapia rimane il trattamento di scelta per pazienti fragili, molto anziani ed in condizioni generali non ottimali.
 Il cisplatino o il carboplatino in associazione all’etoposide rappresenta oggi lo schema di riferimento nella terapia del microcitoma a livello mondiale.

Strategia Terapeutica:
Malattia Limitata. In caso di microcitoma polmonare in fase limitata (stadio I‐II‐III), in cui la malattia risulta essere confinata a livello toracico, è indicato un trattamento combinato chemio‐radioterapico (un totale di 4 cicli di chemioterapia + radioterapia 50‐60 Gy). La combinazione seppure efficace nel controllo della malattia (cisplatino ed etoposide) è in generale gravata da una maggiore tossicità (riduzione dei globuli del sangue, polmoniti…). Se si ottiene una buona risposta al trattamento chemio‐radioterapico va praticata la radioterapia profilattica (senza presenza di malattia) sull’encefalo per prevenire la comparsa di metastasi in tale sede.
Malattia Estesa. In caso di malattia estesa (stadio IV), trova indicazione il solo trattamento chemioterapico. La durata del trattamento è di 4‐6 cicli da definire sulla base della risposta di malattia. Anche in questo caso, se si ottiene una buona risposta di malattia, va praticata la radioterapia profilattica sull’encefalo. Nel caso di pazienti con metastasi cerebrali già al momento della diagnosi, se il paziente è asintomatico, è possibile effettuare inizialmente solo chemioterapia. Se, al contrario, le metastasi cerebrali sono sintomatiche, nonostante il trattamento anti‐edemigeno, va iniziata la radioterapia sull’encefalo seguita e solo successivamente avviata la chemioterapia. Purtroppo dopo il trattamento di I linea la maggior parte dei pazienti tende a recidivare. Trova allora indicazione, se le condizioni cliniche lo permettono, una terapia di seconda linea. La scelta del più adeguato approccio terapeutico è condizionata dal tempo dall’intervallo di tempo intercorso. Nei pazienti responsivi, ricaduti dopo un intervallo maggiore di 6 mesi dalla fine del trattamento precedente (definiti sensibili), è possibile utilizzare nuovamente gli stessi farmaci somministrati come terapia di iniziale. La percentuale di risposte è variabile e dipende dall’intervallo libero da malattia. Nei casi ricaduti più precocemente (<6 mesi) e definiti resistenti, è utile somministrare farmaci diversi. Il topotecan è ad oggi l’unico farmaco ad avere ricevuto una registrazione internazionale per il suo utilizzo in seconda linea. Per pazienti che non hanno beneficiato del trattamento iniziale perché subito progrediti o dopo un breve periodo dalla fine della chemioterapia (< 3 mesi) e che vengono definiti refrattari, la scelta terapeutica è più difficile e sono candidati per terapie sperimentali, se condizioni cliniche permissive.

Fonte: Associazione Italiana di Oncologia Toracica.


Buongiorno, dottore.
Le scrivo per avere informazioni sulla terapia per microcitoma dopo chemioterapia di I ciclo con etoposide e cisplatino per 10 cicli.
Dopo eccellente risposta con riduzione notevole della lesione polmonare e delle metastasi epatiche, si decide di sospendere per un breve periodo.
Alla TC di controllo, dopo aumento della lesione primaria, si rilevano metastasi surrenale e multiple lesioni cerebrali.
Si esegue trattamento radioterapico sulle lesioni con buona tolleranza.
Successivamente si decide una seconda linea chemioterapica con topotecan.
Le chiedo, data la risposta eccellente con il cisplatino e etoposide ed una ripresa della malattia alla sospensione degli stessi, si potrebbe continuare con questi farmaci, anche ben tollerati? Le linee guida indicano il topotecan in questa situazione ma ogni paziente dovrebbe essere valutato in maniera individuale, credo.
Una volta iniziata tale terapia non è più possibile fare altro? Non si può tornare indietro?
La ringrazio
Maria C.

Gentile Maria,

la durata del trattamento chemioterapico con etoposide e cisplatino è stata decisamente più lunga di quanto normalmente si fa nella pratica clinica dove generalmente la terapia viene sospesa dopo 4-6 cicli. L’aver proseguito per addirittura 10 cicli espone il paziente a un rischio maggiore di tossicità, soprattutto neurotossicità.
Inoltre, la ripresa di un trattamento con platino e etoposide viene valutato solo quando l’intervallo tra la sospensione della terapia e la nuova ripresa è di almeno 3 mesi. Nel caso specifico mi sembra di intuire che la scelta del topotecan sia ragionevole.

oncologia polmonare

Cordialmente

Federico Cappuzzo MD
Director Oncology and Hematology Department

2024-06-02T18:48:37+00:00

10 Commenti

  1. Gianfranco Buccheri 24 Agosto 2020 al 7:54 pm - Rispondi

    Riceviamo questa mail su una questione che ha molteplici punti di contatto con la precedente, per cui decidiamo di incollarla qui di seguito, unitamente alla risposta dell’oncologo cui il quesito era indirizzato:

    “salve le scrivo per mia madre anni 69 le è stato diagnosticato microcitoma polmonare a piccole cellule, dopo 6 cicli di chemioterapia tutto si era ridotto e metastasi fegato e linfonodi sparite, ha iniziato immunoterapia 1 ciclo e dopo tac con contrasto è risultato un ritorno del tumore, quindi hanno effettuato altri 2 cicli di chemio con doxorubicina +ciclofosfamide senza nessun risultato, sviluppando una sdah (ormone diuretico) ci hanno detto che è il tumore a “mangiare”il sodio, ora è in cura con un farmaco per contrastarlo,
    Mi domando se è stata su per giù la prassi corretta e che ora si può procedere con la radioterapia per migliorare le condizioni.Grazie dell’eventuale risposta in merito
    valentina”

    _______________________________________________________

    Dr. F. Cappuzzo:
    Il trattamento proposto sembra essere appropriato anche se oggi il microcotoma viene trattato con la chemioimmunoterapia e non con la chemioterapia seguita da immunoterapia. Purtroppo anche con i trattamenti più efficaci il microcitoma può recidivare come mi sembra di capire da quanto ha scritto.”

  2. Pellegrini Salvatore 11 Ottobre 2020 al 4:38 am - Rispondi

    Salve dottore ho 46 anni, dal 21 di agosto ho scoperto di avere un carcinoma a piccole cellule al polmone dx dalle dimensioni 9cm× 7cm , con alcune piccole lesioni di qualche 2/4mm al rene e al fegato. Dopo dieci giorni ho cominciato la terapia mi fanno immuno-chemioterapia x 3 giorni ogni 21gg.
    Non faccio radio , non ho avuto rigetti ne controindicazioni, i valori dell’emocromo sono tutti nella norma (escluso ovviamente i marker tumorali) , produco x fortuna globuli bianchi in esubero e francamente non ho nessun sintomo. Pensa sia il caso di fare altro ? Io sto aspettando il 3^ ciclo per vedere effettivamente il risultato della terapia, visto che fino ad allora non mi fanno la tac col contrasto.
    Crede che il trattamento sia il più corretto o si può provare altro?
    La ringrazio in anticipo per la risposta e le auguro buon lavoro.

    • Federico Cappuzzo 13 Ottobre 2020 al 7:54 pm - Rispondi

      Buona sera, Salvatore.
      Mi spiace, ma non conosco le specifiche della terapia che sta eseguendo.
      Senza dubbio la chemioimmunoterapia è oggi la terapia standard del microcitoma e non occorre fare altro.
      Saluti
      Federico Cappuzzo M.D
      Direttore UOC Oncologia Medica 2
      Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena”

  3. Mary 5 Settembre 2022 al 2:39 pm - Rispondi

    Buonasera, scrivo per un parere..da poco tempo a mio papà hanno diagnosticato il microcitoma polmonare purtroppo è già avanzato, avendo le piastrine troppo basse nn possono iniziare la chemio ,e purtroppo con le cure che stanno facendo le piastrine nn vogliono salire.. Quindi oggi il dottore mi ha detto che nn possono fare nulla.. Abbiamo perso le speranze! Cosa si può fare?… Mary

    • Federico Cappuzzo 8 Settembre 2022 al 8:36 am - Rispondi

      Gent. Signora,
      in linea di massima la chemioterapia non può essere fatta con valori di piastrine inferiori a 100.000. La piastrinopenia non indotta da farmaci è un sintomo piuttosto grave e in genere la prognosi molto severa. Purtroppo in genere è dovuta a una infiltrazione del midollo osseo da parte del tumore e le possibilità di trattamento sono molto scarse.
      Cordialmente
      Federico Cappuzzo MD
      Director Oncology and Hematology Department

  4. Carmen 10 Maggio 2023 al 9:41 am - Rispondi

    Buongiorno.
    La mia mamma è affetta da un microcitoma in stadio limitato scoperto tra marzo e aprile 2023. Ha iniziato il primo ciclo di chemio a base di carboplatino e etoposide, dal prossimo ciclo di chemio inizierà anche la radioterapia. Qualora i valori del l’emocromo dovessero scendere molto, è consigliato l’uso dei fattori di crescita o potrebbero dare problemi in termini di sviluppo di eventuali metastasi?
    Grazie
    Carmen

    • Federico Cappuzzo 10 Maggio 2023 al 9:42 am - Rispondi

      Gentile signora,
      l’uso dei fattori di crescita non è controindicato in questo tipo di malattia anche se personalmente cerco di riservare il loro utilizzo a casi selezionati.
      Cordialmente
      Federico Cappuzzo MD
      Director Oncology and Hematology Department

      • Carmen 19 Maggio 2023 al 3:33 pm - Rispondi

        Grazie professore per la risposta.

  5. Daniela 18 Maggio 2023 al 4:54 pm - Rispondi

    Salve, a mio padre è stato diagnosticato un microcitoma polmonare localizzato al polmone e linfonodi mediastinici.
    Ha iniziato la chemioterapia e nel mentre hanno fatto una tac ed hanno riscontrato delle metastasi al fegato.
    Siamo quindi passati in due mesi da localizzato ad esteso, annullando la possibilità di radioterapia opzione iniziale che però è tardata ad avviarsi.
    Al momento sono intenzionati a proseguire con la chemio e controllare intorno al terzo ciclo cosa sta accadendo.
    Gli ho chiesto dellimmunoterapia e mi ha detto che non è ancora approvata e via dicendo. Leggo però dell’immunochemioterapia… Sono al stessa cosa? Sono cose diverse? Perché parla solo di chemio? Con la chemio potrebbero regredire le metastasi?
    Dopo la prima chemio ha avuto inizio un singhiozzo che non passa, si calma temporaneamente con i medicinali da loro datigli ma non passa. Ora a casa come possiamo gestire cosa? Per di più hanno riscontrato una pressione arteriosa alta e quindi bisognerà fare attenzione al cuore.
    Già la notizia del microcitoma era stata una brutta cosa, ora questo progresso … Ma non riesco a comprendere questa cosa dellimmunoterapia

    • Federico Cappuzzo 23 Maggio 2023 al 10:15 am - Rispondi

      Buongiorno, signora.
      L’identificazione, sia pure tardiva delle metastasi epatiche, definisce uno stadio avanzato di malattia e l’immunoterapia è oggi approvata in questa fase. Non riscontro, quindi, motivi amministrativi per non offrirla al paziente.
      Cordialmente
      Federico Cappuzzo MD
      Director Oncology and Hematology Department

Scrivi un commento

Torna in cima