ALCASE Italia

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per la lotta al cancro del polmone

Uso clinico del Lorlatinib e degli altri farmaci anti-ALK-ROS1

Uso clinico del Lorlatinib e degli altri farmaci anti-ALK-ROS1

27 Maggio 2020

CONTESTO

Lorlatinib , venduto con il marchio Lorbrena negli Stati Uniti, in Canada e in Giappone, e Lorviqua nell’Unione europea, è un farmaco antitumorale sviluppato da Pfizer. È somministrato per via orale ed inibisce inibisce l’enzima noto come anaplastic lymphoma kinase (ALK) e il proto-oncogene ROS1.
Lorlatinib in monoterapia è indicato (Determina AIFA del 23/7/19) per il trattamento di pazienti adulti affetti da cancro del polmone non a piccole cellule (Non-Small Cell Lung Cancer, NSCLC) in stadio avanzato, positivo per la chinasi del linfoma anaplastico (ALK), la cui malattia è progredita dopo:
1. Alectinib o Ceritinib come terapia di prima linea anti-ALK oppure
2. Crizotinib e almeno un altro anti-ALK.
Dati pre-clinici hanno mostrato che Lorlatinib è in grado di superare la resistenza agli altri inibitori ALK e che è in grado di penetrare la barriera emato-encefalica in modelli di tumori tumori ALK-positivi.
I dati di uno studio di fase 1 hanno dimostrato che Lorlatinib ha un’ attività clinica promettente in pazienti con NSCLC avanzato, ALK-positivo o ROS1-positivo, metastasi al sistema nervoso centrale e precedente terapia con ≥1 inibitore TKI.

Fonte: www.alcase.eu

Nel caso in specie si è verificato un versamento nel pericardio, cioè una raccolta di liquido nello spazio del pericardio, la membrana sierosa che contiene e protegge il cuore.


Buongiorno, dott Cappuzzo.

Sono in terapia con Lorlatinib, da poco più di un mese, poiché Alectinib non aveva avuto successo dopo una cura di 7 mesi.

Poiché mi è stato riscontrato la scorsa settimana un peggioramento del versamento pericardico tramite ecografia, il cardiologo ha richiesto un’altra ecografia a 10 giorni, per vedere l’andamento del versamento, da sottoporre all’ oncologo.

La mia domanda è la seguente:
L’oncologo che mi segue potrebbe decidere di sospendere Lorlatinib a favore di un altra terapia, qualora ritenesse il farmaco responsabile del peggioramento, ovvero il versamento del pericardio fosse dovuto alla terapia con Lorlatinib?

versamento pericardico con LorlatinibSe sì, quale terapia potrebbe essere considerata?

Dimenticavo di precisare che a dicembre 19 ho fatto il talcaggio.

Grazie per un Suo cenno di riscontro.

Cordiali saluti
G. Locatelli

Gentile Gabriella,

il versamento può essere legato proprio all’uso di Lorlatinib e non necessariamente è espressione di un peggioramento della malattia.

Certamente il suo oncologo potrebbe decidere di sospendere la terapia, transitoriamente o definitivamente qualora ritenga la situazione non gestibile diversamente.

In genere se i farmaci anti-ALK smettono di funzionare viene considerato un trattamento chemioterapico.

oncologia polmonare

Saluti

Federico Cappuzzo MD

Di |2024-06-02T18:53:08+00:0027 Maggio 2020|oncologo risponde|17 Commenti

Scritto da:

17 Commenti

  1. Elisa 31 Ottobre 2023 al 7:37 pm - Rispondi

    Buongiorno Prof. Cappuzzo,
    ho 71 anni e mi è stato diagnosticato ad aprile 2023 un adenocarcinoma polmonare ALK+ con atelettasia del lobo superiore destro, interessamento dei linfonodi mediastinici e metastasi epatiche.. Ho iniziato la terapia con Brigatinib che ha dato rapidamente risultati positivi. Al controllo TAC di luglio il lobo del polmone si era riespanso, i linfonodi erano liberi da patologia e le metastasi epatiche dimezzate. Ho chiesto se era il caso di fare termoablazione delle metastasi epatiche, ma mi è stato sconsigliato.
    Purtroppo al controllo TAC di ottobre si è riscontrata una piccola ripresa della crescita nel polmone e in corrispondenza di una delle metastasi epatiche, ma soprattutto è comparsa una nuova lesione piuttosto grande (max 3,7 cm) nel muscolo gluteo medio. Mi è stata prescritta radioterapia, che devo ancora iniziare, ma senza fare biopsia della metastasi muscolare che è in rapida crescita e mi procura dolore. Lei pensa che potrebbe essere utile fare una biopsia per individuare eventuali mutazioni che siano aggredibili da un altro farmaco biologico?
    Quel’è secondo lei l’approccio terapeutico più consigliabile ora nel mio caso?
    La ringrazio di cuore per la sua attenzione.
    Elisa

    • Federico Cappuzzo 31 Ottobre 2023 al 7:39 pm - Rispondi

      Cara signora,
      dipende dalla situazione clinica e quindi dalla necessità o meno di iniziare una terapia. La presenza di mutazioni secondarie, comunque, non impatterebbe sulla scelta terapeutica, quindi, in linea di principio, non aspetterei una biopsia per iniziare un nuovo trattamento.
      Cordialmente
      Federico Cappuzzo MD
      Director Oncology and Hematology Department

  2. Claudio 18 Gennaio 2023 al 4:02 pm - Rispondi

    Salve Dottore.
    Mio padre, 65 anni, adenocarcinoma polmonare metastatico, è in trattamento con Lorlatinib dopo trattamento di due anni con alectinib.
    La mia domanda è: dopo quanto tempo smetterà di funzionare anche lorlatinib e in quel caso, la chemioterapia è la terapia d’elezione o ci sono altri inibitori delle tirosin kinasi che potrebbero essere utilizzati?
    Inoltre ho letto che ci sono casi in cui, dopo un certo periodo di trattamento con chemioterapia per sviluppo di resistenza alle terapie target, si era ripristinata la sensibilità alle terapie target.
    È possibile anche per gli ALK traslocati?
    Grazie mille in anticipo
    Claudio

    • Federico Cappuzzo 18 Gennaio 2023 al 4:04 pm - Rispondi

      Gent. Sig. Claudio,
      tutti i farmaci a bersaglio molecolare, come il lorlatinib, dopo un certo periodo di tempo smettono di funzionare per l’insorgenza di fenomeni di resistenza. Il tempo che intercorre tra l’inizio della terapia e la resistenza è molto variabile da individuo a individuo e nel caso specifico non è possibile prevederlo.
      Nei pazienti ALK positivi, dopo alectinib e dopo lorlatinib, al momento, nella pratica clinica la chemioterapia basata sul platino e su pemetrexed è la migliore opzione di trattamento.
      Al fallimento della chemioterapia alcune osservazioni suggeriscono che si possa ripristinare una certa sensibilità agli inibitori di ALK. La ripresa di inibitori di ALK può, tuttavia, incontrare degli ostacoli essenzialmente di tipo burocratico, quindi non di tipo medico, non essendovi al momento la rimborsabilità.
      Cordialmente
      Federico Cappuzzo MD
      Director Oncology and Hematology Department

  3. Claudio 14 Gennaio 2023 al 6:31 pm - Rispondi

    Salve Dottore,
    mio padre, 65 anni, adenocarcinoma polmonare metastatico è in trattamento con Lorlatinib dopo trattamento di due anni con alectinib. La mia domanda è: dopo quanto tempo smetterà di funzionare anche lorlatinib e in quel caso, la chemioterapia è la terapia d’elezione o ci sono altri inibitori delle tirosin kinasi che potrebbero essere utilizzati?
    Inoltre ho letto che ci sono dei casi in cui dopo un certo periodo di trattamento con chemioterapia, dopo sviluppo di resistenza alle terapie target , si era ripristinata la sensibilità alle terapie target. E’ possibile anche per gli alk traslocati? Grazie mille in anticipo

  4. Aurelio 31 Ottobre 2022 al 10:33 am - Rispondi

    Buongiorno dottore.
    Sono Aurelio Falconio di anni 54 (MAI FUMATORE)
    In data 13/11/2020 ho sostenuto un esame TAC a cui è seguito immediato ricovero per aspirazione liquido polmonare e prelievo tessuto.
    Diagnosi: adenocarcinoma polmonare ALK traslocato con ripetizioni pleuriche (IV stadio sec TNM)
    In data 17/12/2020 ho intrapreso terapia biologica con Alectinib Alecensa cps 150 mg – 4 cps x2/die.
    In data 30/05/2022 TAC e In data 24/06/2022 PET gli esami hanno evidenziato una ripresa della malattia.
    In data 28/07/2022 ho intrapreso nuova terapia biologica con Lorlatinib Lorviqua cps 100 mq -1 cps/die
    Attualmente effetti collaterali: dislipidemia mista di grado severo – iperlipidemia con alterazione valori trigliceridi e colesterolo (acclarato effetto collaterale del farmaco)
    Quesito: Il suddetto farmaco LORVIQUA potrebbe contribuire ad ulteriore effetto collaterale con mialgie e dolori muscolari intensi principalmente negli arti inferiori?
    La ringrazio.
    Aurelio

    • Federico Cappuzzo 31 Ottobre 2022 al 7:16 pm - Rispondi

      Gent. Sig. Aurelio
      La mia risposta è sì. Il lorlatinib può dare questi sintomi. In base alla gravità si può valutare una modifica della dose del farmaco
      Cordialmente
      Federico Cappuzzo MD
      Director Oncology and Hematology Department

  5. Immacolata 5 Maggio 2022 al 11:00 am - Rispondi

    Salve dottore.
    La mia mamma è affetta da adenocarcinoma polmonare non a piccole cellule con metastasi ossee e una al fegato. È Alk positiva in cura con Alecensa.
    Dopo aver effettuato il primo controllo sembra tutto stabile, solo che il contrasto le ha provocato un innalzamento di creatinina e dei valori epatici.
    Ora i valori renali sono rientrati ma non quelli epatici. Perciò è in sospensione da farmaci da un mese.
    Volevo chiedere come è possibile che i valori epatici non scendano, pur con la sospensione e perchè solo ora sono così alti mentre prima durante la terapia non lo erano.
    Vorrei capire se riusciamo ad uscirne ed riprendere la terapia. (Attualmente l’oncologa ha dato solo cardo mariano).
    La ringrazio in anticipo di una sua risposta.
    Immacolata

    • Federico Cappuzzo 5 Maggio 2022 al 11:02 am - Rispondi

      Gentile signora,
      il rialzo delle transaminasi può essere dovuto a vari fattori inclusa un’epatite, tossicità da farmaco che ritengo poco probabile avendo ormai sospeso la terapia da un mese o dalle metastasi.
      Non posso dare indicazioni specifiche sconoscendo del tutto il caso ma proverei a capire se le metastasi epatiche sono stabili o no e se la paziente ha un’epatite in atto.
      Cordialmente
      Federico Cappuzzo MD
      Director Oncology and Hematology Department

  6. Domenico 12 Marzo 2022 al 7:53 pm - Rispondi

    Buonasera Professore.
    Ho avuto già modo di scriverle in merito alla malattia di mia figlia di 34 anni relativamente al trattamento delle metastasi epatiche trattate ultimamente con radioterapia SBRT presso l’ospedale di Perugia.
    Risulta purtroppo evidente la scarsa efficacia del farmaco Lorlatinib e chemio associata ( mutazione ALK ) sulle metastasi epatiche. Per questo che l’oncologo sta verificando la fattibilità di rientrare nel protocollo sperimentale del farmaco TPX0131 ad uso compassionevole in un trial negli Stati Uniti.
    Le volevo chiedere cosa ne pensa di questi farmaci sperimentali come anche il NUV 655 e se è possibile l’utilizzo con una sperimentazione in Italia.
    La ringrazio anticipatamente per la sua attenzione.
    Domenico

    • Federico Cappuzzo 12 Marzo 2022 al 7:55 pm - Rispondi

      Caro sig. Domenico,
      i farmaci indicati sono in fase sperimentale e al momento non è possibile esprimere giudizio sulla loro efficacia.
      Al momento nel nostro istituto è in corso una sperimentazione con il Repotrectinib che tuttavia ha dei criteri di selezione molto stretti ma che potrebbe comunque essere valutato.
      Cordialmente
      Federico Cappuzzo MD
      Director Oncology and Hematology Department

  7. Emanuela 27 Maggio 2021 al 9:09 am - Rispondi

    Buongiorno.
    Vorrei un’informazione riguardo la terapia dell’adenocarcinoma polmonare Ros1 mutato. Vi è una differenza sostanziale per quanto riguarda l’efficacia fra l’utilizzo di crizotinib rispetto ad altri inibitori più recenti utilizzabili sempre in prima linea (a parte il superamento della barriera eMati encefalica)?
    È vero che nei pazienti con questa mutazione l’immunoterapia risulta spesso inefficace? Grazie dell’attenzione,
    Cordiali saluti

    • Federico Cappuzzo 27 Maggio 2021 al 9:10 am - Rispondi

      Gentile signora
      Nei pazienti ROS1 riarrangiati l’immunoterapia sembra funzionare meno e il crizotinib, che è un farmaco a bersaglio molecolare, è uno dei farmaci di riferimento.
      Nel nostro centro stiamo anche valutando il repotrectinib sia al posto del crizotinib che nei pazienti che purtroppo non ne hanno beneficiato.
      Federico Cappuzzo MD

  8. Vincenzo 13 Novembre 2020 al 6:36 pm - Rispondi

    Buonasera dottore. Le scrivo per mia madre con carcinoma polmonare e mutazione ALK.
    Dopo trattamento con crizotinib e alectinib, ha cominciato da poco con lorlatinib.
    Dopo tre giorni, con dose di 100 mg al giorno,ha avuto pesanti allucinazioni. Oggi 13 novembre dopo aver consultato il nostro oncologo, abbiamo ridotto la dose per il momento a 50 mg al giorno.
    Gli effetti collaterali sono scomparsi…per il momento.
    Può darmi un consiglio su come continuare? La informo che la mamma ha 80 anni.
    Grazie
    Vincenzo

    • Federico Cappuzzo 13 Novembre 2020 al 6:41 pm - Rispondi

      Buona sera Vincenzo
      Purtroppo eventi di questo genere, inclusi anche disturbi dell’umore e del carattere, sono descritti con questo farmaco. La riduzione di dose è assolutamente appropriata e al momento non sono necessari altri provvedimenti
      Federico Cappuzzo MD

  9. Laura 10 Novembre 2020 al 5:21 pm - Rispondi

    “Buona sera Dottore,

    Mia sorella, 37 anni è affetta da tumore primario al polmone ALK+ e PD-L1 50% con metastasi ossee, fegato e linfonodi. La cura data è ALECENSA da assumere a casa in capsule. Inizialmente il farmaco ha funzionato e vi è stata una riduzione delle varie metastasi ma nella successiva TAC vi è stato un peggioramento con nuove metastasi all’encefalo. L’istituto in cui è seguita ha effettuato biopsia liquida NGS e in attesa di esito è stata sottoposta a radioterapia panencefalica. L’esito NGS conferma mutazione ALK e per loro vi è una resistenza al farmaco quindi hanno deciso di sottoporla a chemioterapia platino – pemetrexed trisettimanale.

    Ho sentito un altro Istituto e loro invece procederebbero con il farmaco Lorlatinib.

    Secondo lei in questa fase quale è il trattamento migliore?

    Ringrazio per la gentile risposta. Laura.”

    • Federico Cappuzzo 10 Novembre 2020 al 5:24 pm - Rispondi

      Ho letto il quesito e la risposta non è semplice, non conoscendo il caso nei dettagli. In linea di massima cerchiamo sempre di evitare la radioterapia panencefalica e la presenza di mutazioni secondarie di ALK (ma non ho il dettaglio di quanto visto dall’NGS) suggerisce che un tentativo con Lorlatinib era giustificato. La chemioterapia includente il pemetrexed è una potenziale valida alternativa anche se in genere si preferisce ricorrere alla chemioterapia quando sono state esaurite le alternative meno invasive.
      Se ha già iniziato la chemioterapia deve proseguirla. In caso contrario credo che il Lorlatinib sia la migliore scelta.
      Consideri che il modo peggiore di decidere una terapia è via email
      Distinti Saluti,
      Federico Cappuzzo MD

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