ALCASE Italia

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per la lotta al cancro del polmone

Esposizione acuta all’amianto: quali rischi?…

Esposizione acuta all’amianto: quali rischi?…

12 Marzo 2017

Carissimi,
vi scrivo per sottoporvi un quesito che forse può interessare altre persone oltre che me e i miei amici coinvolti nell’evento che vi sto per raccontare.
Una domenica mattina delll’inizio di settembre, in una località che per il momento vorrei non menzionare, io e un gruppo di amici mentre eravamo dediti alla nostra pratica domenicale all’interno di un ex capannone agricolo assistiamo o meglio siamo coinvolti nell’incendio di un analogo capannone agricolo usato per lo stoccaggio di foraggi a pochi metri dal luogo dove ci troviamo.
Entrambi i capannoni hanno, o è meglio dire, avevano il tetto di eternit e l’incendio fa scoppiettare e ridurre in briciole il tetto del capannone coinvolto.
Alcuni di noi cercano di salvare il salvabile bagnando con una manichetta d’acqua irrigua le piante di bambù della nostra siepe e altri si prodigano per allontanare oggetti e persone.
Insomma, per vari motivi rimaniamo nelle immediate vicinante di questo incendio che continuava a spruzzare in aria frammenti di eternit per un paio d’ore.
Fin, qui i fatti. Il mio quesito è il seguente: E’ opportuno/necessario che io e tutte le persone coinvolte facciamo un controllo sullo stato dei nostri polmoni? In caso affermativo, che tipo di controllo dovremmo effettuare e dove nel Lazio?.
Spero di non aver abusato della vostra cortesia e vi ringrazio anticipatamente per la vostra risposta e in generale per la vostra esistenza.
Cordiali saluti.
Luciano Capitanio

Caro Luciano,
come forse sai già, l’inalazione di fibre di asbesto può provocare, a distanza anche di 30 anni, tre serie patologie: l’asbestosi (una fibrosi polmonare diffusa reattiva alla presenza di fibre di amianto nell’interstizio polmonare), il cancro al polmone ed il mesotelioma .  La probabilità con cui una di queste condizioni si verifica è dose-dipendente, cioè, maggiore è il numero di fibre di amianto inalate, maggiore è la probabilità che ciò avvenga. Pertanto, è l’esposizione cronica all’amianto che più spesso, anzi quasi sempre, si correla con l’insorgenza delle patologie su ricordate.

Tuttavia, una esposizione breve, ma molto intensa, può essere avere le stesse gravi sequele. Ad esempio, un cittadino inglese, Roger Beale, sviluppò un mesotelioma 33 anni dopo una breve, ma intensissima esposizione all’asbesto.  Roger aveva lavorato per solo 2/3 giorni in una fabbrica dove era stato richiesto di tagliare dell’asbesto senza alcuna protezione (mascherina, ventilazione ecc…).

La vostra è stata certamente una esposizione più breve e certamente meno intensa e, anche se nulla si può escludere al 100%, non dovrebbe provocare conseguenze a distanza.

Per quanto riguarda i test da fare subito per verificare un eventuale danno polmonare, consiglierei: una spirometria con diffusione del CO e una TC ad alta risoluzione. Ovviamente la eventuale non normalità di uno o entrambi i test va valutata tenendo conto di possibili precedenti patologie polmonari, ricavabili su base anamnestica  o clinicamente documentate.  Tali test possono esser fatti nei laboratori di fisiopatologia respiratoria e nei servizi di radiologia di un qualunque centro ospedaliero di buon livello.

GIANFRANCO BUCCHERI

Cordialmente,

Gianfranco Buccheri

Di |2024-06-02T18:57:15+00:0012 Marzo 2017|pneumologo risponde|172 Commenti

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172 Commenti

  1. Enrico 1 Marzo 2024 al 10:03 am - Rispondi

    Gent.mo Dottore,
    buongiorno. Mi scuso innanzitutto per il disturbo. Le scrivo relativamente ad una possibile esposizione all’amianto occorsami.
    Sono uno studente di 24 anni. Il condominio dove risiedo come fuorisede è degli anni 70 ed ha il tetto in eternit. Il problema più che questo è relativo alla possibilità che L’amianto sia stato utilizzato pure nei materiali componenti il muro e l’intonaco. Purtroppo qualche giorno fa si è staccata la rosetta del termosifone che copre il buco nel muro da cui esce il tubo e io, senza pensarci, ho ripulito la polvere caduta e l’interno del foro con l’aspirapolvere. Temo di aver quindi messo in circolo un gran quantitativo di fibre, rimanendo poi in stanza, con porte e finestre chiuse, per grossomodo 24 ore, prima di arieggiare il giorno dopo. Ho letto sul suo sito del caso di un signore britannico che dopo due soli giorni di esposizione ha sviluppato un mesotelioma, così come di un caso riferibile all’esposizione durante l’11 settembre. Sono quindi qui a chiederLe se una esposizione di questo tipo debba destare preoccupazione (considerando anche una possibile predisposizione genetica allo sviluppo di tumori, essendo mio nonno e suo figlio, mio zio, deceduti per tumore polmonare, seppur essendo entrambi forti fumatori, anche in età piuttosto giovane). È secondo lei il caso in futuro di sottopormi a controlli (seppur questi lascino il tempo che trovano, non esistendo una terapia efficace contro il mesotelioma)?
    Scusandomi ancora per il disturbo e per l’abuso del suo tempo e delle sue competenze,
    Le auguro una buona giornata,
    Distinti saluti,
    Enrico

    • Gianfranco Buccheri 1 Marzo 2024 al 10:05 am - Rispondi

      Caro Enrico,
      stabilito il fatto che in Medicina (come nella vita) tutto può succedere, compreso gli eventi più improbabili… Direi che la tua esposizione, se vi è stata (non siamo neanche certi, da quanto affermi, che vi fosse amianto tra i muri di casa), è assai modesta e del tutto non preoccupante.
      Semmai, la tua familiarità per cancro del polmone (ovviamente, non modificabile) è certamente più rilevante come fattore di rischio per questa neoplasia.
      Data anche la tua giovane età, non vi sono screening per diagnosi precoci che ti possa consigliare. Dimentica l’accaduto e fai attenzione a rispettare sempre i precetti di prevenzione che trovi alla pagina di ALCASE: https://www.alcase.eu/prevenzione-primaria/.
      Cordialmente,
      Gianfranco B.

  2. Filippo 8 Febbraio 2024 al 11:42 am - Rispondi

    Buongiorno, grazie per il servizio che offrite.
    Vorrei un gentile parere su una possibile esposizione acuta all’amianto.
    Recentemente mi sono trovato a transitare a pochissimi metri da una operatore edile intento a togliere per mezzo di smerigliatrice la vernice da un vecchio cancello.
    Durante l’operazione si era creata una fitta polvere, dentro la quale sono transitato. Avendo parcheggiato la macchina proprio in prossimità di questo cancello, l’esposizione è stata di una trentina di secondo (al più un minuto).
    Premesso che non ho esatta contezza che la vernice contenesse amianto e in che concentrazione, chiedo se l’esposizione può ritenersi sostanzialmente irrilevante.
    Mi preme un vostro giudizio in merito perché in quel momento non ero solo ma con la mia bambina di 2 anni e la preoccupazione ovviamente è soprattutto per lei.
    Grazie anticipatamente.

    • Gianfranco Buccheri 8 Febbraio 2024 al 3:39 pm - Rispondi

      Sì, Filippo. Posso confermarti che l’esposizione (se vi è stata) é del tutto irrilevante. Anche per la bimba, alla quale auguro un futuro radioso…
      Gianfranco B.

      • Filippo 9 Febbraio 2024 al 2:04 am - Rispondi

        Grazie Dottore, un’ultima rassicurazione, se possibile.
        Sempre ammesso e non concesso che un’esposizione nel mio caso vi sia stata, può esservi stata anche un’esposizione secondaria dei miei familiari per essere stati a contatto con me (capelli) e con i vestiti che indossavo? Ad esempio, io, mia moglie e la bambina dormiamo insieme nel lettone.
        Grazie di nuovo

        • Gianfranco Buccheri 9 Febbraio 2024 al 10:04 am - Rispondi

          Ma certo!.. Se già la tua eventuale esposizione è stata insignificante dal punto di vista clinico, ciò vale ancora di più per una esposizione…”second-hand”!
          Il mio consiglio è dormi tranquillo per quel che riguarda il fatto che mi hai raccontato, ma segui scrupolosamente, come faccio io stesso, tutte le raccomandazioni per la prevenzione del cancro: https://www.alcase.eu/prevenzione-primaria/
          Gianfranco B.

  3. Gianfranco Buccheri 16 Gennaio 2024 al 4:36 pm - Rispondi

    Sì, Paolo. Rispondo qui anche al tuo precedente messaggio.
    Sì, come dicevo, sicuramente i tubi siti nei corridori hanno rilasciato una considerevole quantità di amianto in questi ultimi anni (e lo rilasciano tutt’ora, fino a che non saranno effettuati il lavori programmati). Conta molto, però, anche il tempo di esposizione che non potrà essere stato superiore a qualche minuto per ogni passaggio.
    Dovessi dare una valutazione globale del rischio aggiuntivo che devi sopportare per la tua pregressa esposizione all’amianto direi 1, su una scala di 1 a 10 (dove 10 sarebbe stato il tuo rischio di base senza alcuna esposizione [tutti abbiamo un rischio di base, anche se non abbiamo alcun fattore di rischio]).
    Spero di essere stato chiaro ed esauriente.
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

    • Paolo Bagli 16 Gennaio 2024 al 5:15 pm - Rispondi

      Grazie dottore per la risposta; quindi con questo tipo di esposizione secondo lei ho un’elevata possibilità tra qualche anno di contrarre malattie amianto correlate?

      • Gianfranco Buccheri 16 Gennaio 2024 al 6:09 pm - Rispondi

        No, non ho detto questo. Ho detto che la sua possibilità di ammalarsi di malattie asbesto-correlate è aumentata di circa il 10% rispetto all’ipotesi che lei non abbia mai avuto l’esposizione all’amianto di cui abbiamo parlato…

        • Paolo Bagli 16 Gennaio 2024 al 6:55 pm - Rispondi

          Grazie ancora per il chiarimento.
          Saluti
          Paolo

  4. Paolo Bagli 16 Gennaio 2024 al 12:42 pm - Rispondi

    In relazione al messaggio mandato precedentemente faccio notare che il tubo/manufatto in questione presenta lungo il suo tragitto dei tagli per cui la mia paura è che da questi possa essere uscita parecchia polvere.
    Grazie

  5. Gianfranco Buccheri 15 Dicembre 2023 al 3:01 pm - Rispondi

    Buon giorno, Carlo.
    Innanzi tutto vorrei tranquilizzarti. Non credo che la quantità di fibre di amianto disperse dal tuo nuovo camino possano essere in una quantità preoccupante.
    Tuttavia, certamente, un sopralluogo da parte di un tecnico per verificare che il nuovo camino sia completamente ermetico sul lato che poggia sul vecchio (in eternit) potrebbe essere utile. Se così non fosse, potrebbero essere necessari nuovi lavori per mettere in sicurezza il camino.
    Cordialmente,
    G. Buccheri

    • Carlo 15 Dicembre 2023 al 6:38 pm - Rispondi

      Grazie Dottore. quindi anche se frullinando la canna fumaria eternit, forse il buco era 40 per 50,un po più grande, e la polvere si sia adagiata nel vano camino e quindi rispedita probabilmente in ambiente abitativo posso stare tranquillo. La ringrazio per la risposta, chiamerò dopo le feste un tecnico per mettere in sicurezza il camino, cosa che avrei fatto 2 anni fa se avessi saputo del taglio. Un cordiale saluto. Carlo.

  6. Carlo 15 Dicembre 2023 al 10:21 am - Rispondi

    Buonasera dottore Buccheri, un informazione per cortesia, 2 anni fa ho installato un termocamino, ieri si è scoperto facendo manutenzione che al momento dell installazione, per mettere la canna fumaria del termocamino è stata tagliata col frullino una piccola porzione della canna 20 per 40 cm, in cemento eternit del camino originario. Le polveri non penso siano state raccolte in un contenitore, quindi ho il sospetto che in parte siano rimaste sul termocamino che potrebbe poi averle rimesse in circolo nell ambiente al momento delle varie accensione essendo riscaldamento ventilato e riprendendo l aria comburente direttamente dal vano camino. Vorrei sapere che grado di rischio si corre in questi casi. Grazie Un cordiale saluto. Carlo

  7. fabio 14 Ottobre 2023 al 8:33 pm - Rispondi

    Buongiorno,
    lavoro da 20 anni in un capannone con tetto in ethernit ma non siamo mai stati a diretto contatto in quanto c’è una soletta e un sottotetto in muratura, praticamente l’ethernit non lo vediamo mai.
    Il problema è che durante un alluvione e grandinata di luglio l’acqua era talmente tanta che i tombini all’interno del capannone sono esplosi e si è allagato tutto con l’acqua che arrivava dal tetto quindi che era stata a contatto con l’amianto, nel giro di 24 si è asciugato tutto ma è rimasta negli angoli del capannone dove l’acqua era defluita una polverina grigia un po’ brillante, non l’abbiamo spazzata per paura potesse andare in aria e l’abbiamo fatta analizzare da un laboratorio chimico ed ci hanno confermato che ci sono dei residui di amianto ma a detta loro non è pericolosa perchè è una particella pesante.
    Nella mia ignoranza credo che se ci sono particelle pesanti possano anche esserci particelle più fini magari non presenti in quel campione che abbiamo mandato ad analizzare, tuttavia la mia domanda è: non lavorando l’amianto (fabbrichiamo mobili) se anche ci fosse qualche polvere di amianto negli angoli del capannone, la nostra esposizione è trascurabile o è altamente pericolosa? ci conviene pulire quella polvere per toglierla dal capannone con il rischio che possa andare in giro o è meglio lasciarla dov’è dato che sembra impastata al pavimento anche adesso che è asciutta? nel giro di qualche mese dobbiamo trasferirci in un capannone nuovo.
    grazie mille

    • Gianfranco Buccheri 15 Ottobre 2023 al 12:02 pm - Rispondi

      Caro Fabio,
      mi spiace doverti dare una brutta notizia. La tua è una esposizione cronica (20 anni), cui si è aggiunta un esposizione recente, acuta ma molto intensa.
      Le fibre di amianto si disperdono nell’aria e possono compiere diverse centinaia di metri di distanza dal punto di origine (anche se non le si vede). Il tetto va bonificato subito, altrimenti il tuo rischio di sviluppare un tumore amianto correlato (già significativo, purtroppo…) non potrà che aumentare.
      Cordialmente,
      Gianfranco B.

  8. Salvatore 6 Ottobre 2023 al 5:01 pm - Rispondi

    Buongiorno, dottore.
    Ieri, mentre svolgevo un lavoro dentro una casa abbandonata, ho accidentalmente pestato e spezzato un coperchio di serbatoio idrico in eternit.
    Non appena mi sono accorto di che si trattasse sono subito uscito di corsa.
    Ho aspettato un paio di minuti fuori e poi sono rientrato, trattenendo il fiato, perché dovevo completare il lavoro (stavo prendendo dei sacchi vuoti, quindi ho fatto dentro-fuori per circa altri 2/3 minuti)
    Non mi è arrivato in faccia alcun tipo di polvere, ma sono comunque abbastanza preoccupato. Sono un ragazzo di 24 anni a cui piace stare in forma, mangio bene e non fumo.. l’idea di aver anche in minima parte compromesso la mia salute mi terrorizza.
    Volevo sapere da lei se già solo con il pestare e spezzare in due il coperchio, posso aver respirato fibre…, cioè l’eternit, una volta spezzato, rilascia già in pochi istanti così tante fibre dell’aria?
    Grazie.
    Salvatore

    • Gianfranco Buccheri 6 Ottobre 2023 al 5:02 pm - Rispondi

      Stai tranquillo, Salvatore!
      Sei giovane, in buona salute ed in buona forma fisica. Fai attenzione ad avere una alimentazione corretta e, da quel che capisco, segui tutti i precetti del Codice Europeo contro il Cancro (https://www.alcase.eu/prevenzione-primaria/).
      E non ti ammalerai certo per poche decine di fibre di amianto che -forse- hai respirato!…
      Dico forse perché l’Eternit deve essere molto vecchio e consumato per disperdere fibre di amianto nell’ambiente in maniera significativa, mentre la risposta alla tua domanda: “l’eternit una volta spezzato rilascia già in pochi istanti così tante fibre dell’aria?” è decisamente NO. Pochi istanti sono davvero un nulla per il rischio amianto!
      Cordialmente,
      Gianfranco Buccheri

  9. Serena M. 26 Settembre 2023 al 10:35 am - Rispondi

    Gentile Dottore

    La ringrazio per la celere risposta.
    Grazie di cuore per la Sua cortese attenzione. Apprezzo tanto,

    SM

  10. Serena M. 25 Settembre 2023 al 10:20 pm - Rispondi

    Salve dottore, sottopongo alla Sua cortese attenzione il mio quesito e la mia preoccupazione.

    Sul terrazzo a cui accede il mio appartamento dove abito dall’inizio dell’anno, è presente un modesto vano in cui sono collocati i contatori delle utenze. Tale vetusta struttura è coperta da una piccola tettoia ondulina in Eternit di dimensioni 70×30 cm. che a febbraio scorso (quindi sette mesi fa) è stata rotta, nella porzione di circa 20-30 cm. di bordo, adesso frastagliato, nel corso della sostituzione di un tubo di carico dell’acqua.

    La finestra del bagno di casa (che apre in parte in quanto bloccata dal box doccia all’interno) è purtroppo a solo 1 mt. circa da questo manufatto, in prossimità del quale, pochi metri, è collocato pure l’elemento esterno del condizionatore della camera da letto (le tapparelle della finestra solo qui sono adesso sempre abbassate).

    Le foto sono allegate all’email.

    Nei giorni successivi alla riparazione ho maneggiato i pezzetti di fibrocemento caduti per pulire la superficie sottostante, mi ci sono anche avvicinata molte volte in questi mesi per controllare i contatori e i tubi, poiché non sapevo ancora si trattasse di cemento-amianto.

    Le chiedo allora se la mia esposizione ad eventuali fibre di amianto rilasciate deve già considerarsi cronica -quindi più pericolosa anche se non particolarmente intensa per la modesta superficie danneggiata che è comunque all’aperto- e qual è il rischio concreto che sto correndo in questa situazione.

    Ho 52 anni. I miei genitori erano dei forti fumatori. Li ho persi entrambi.

    Ringrazio.

    Cordialmente,

    Serena

    • Gianfranco Buccheri 26 Settembre 2023 al 9:06 am - Rispondi

      Gentile Serena,
      capisco la sua preoccupazione e, sostanzialmente, la condivido.

      Da quanto mi racconta con dovizia di particolari, direi che l’esposizione a fibre di amianto c’è, è di una certa entità (comunque non trascurabile), non è acuta, anche se non la definirei ancora cronica. In più c’è l’aggravante, che lei stessa mette in evidenza, di una importante familiarità per cancro del polmone.
      Certamente bisogna fare qualcosa: la prima cosa da fare è rivolgersi alla propria ASL (magari in delegazione di condomini) per chiedere che venga bonificato il cortile. L’ASL sarebbe tenuta ad occuparsene.
      Se non basta, perché la sua ASL fa orecchie da mercante, è facile trovare su Internet delle aziende private che fanno ottimamente questo lavoro, ma ovviamente c’è un costo.
      Infine, la soluzione estrema: cambiare abitazione (mi pare di aver capito che l’alloggio non sia di sua proprietà).

      In conclusione, se ad oggi il suo rischio di ammalarsi è aumentato, ma solo di poco, dopo 20-30 sarebbe invece davvero importante.

      Cordialmente,
      Gianfranco B.

  11. Sara 8 Settembre 2023 al 10:05 am - Rispondi

    La ringrazio molto per la risposta e per avermi tranquillizzata. L’unico dubbio che mi resta, sempre forse perché mi sono agitata troppo cercando in internet notizie sull’amianto, è che dopo questi giorni di “esposizione”, che come mi ha spiegato lei è stata breve e a volte nulla, abbiamo visitato altre zone senza il problema dell’amianto naturale per una ventina di giorni: posso rimanere comunque serena come mi ha consigliato? Forse è insensato, ma ho come il timore di aver portato amianto in macchina e sul resto dei vestiti e degli oggetti per tutta la vacanza fino a casa… Lavato tutto, non ci penso più?

    La ringrazio anche per il link ai comportamenti di prevenzione, che sono contenta di rispettare.

    Di nuovo grazie mille.

    Cordiali saluti,

    Sara

    • Gianfranco Buccheri 8 Settembre 2023 al 10:06 am - Rispondi

      Prego, sig.ra Sara. Mio dovere.
      Anche per i vestiti (potenzialmente contaminati e non lavati subito) e per l’auto, stia tranquilla: eventuali fibre di amianto (ripeto davvero pochissime) si saranno diluite progressivamente nell’ambiente fino alla quantità zero. Non ci pensi più!
      Gianfranco B.

  12. Sara 7 Settembre 2023 al 9:41 am - Rispondi

    Buongiorno, siamo stati in vacanza in Corsica e solo al termine abbiamo scoperto che una parte della vacanza, circa 5/6 giorni, l’abbiamo passata in una zona:
    – in cui tempo fa c’era una cava di amianto adesso in disuso da 50 anni e a cui non ci siamo avvicinati (diversi km di distanza).
    – in cui il territorio contiene amianto naturale: alcuni tipi di rocce presenti lo contengono e ci sono punti in cui sono esposte in superficie, anche vicini ai centri abitati, e quindi rilasciano amianto a causa di vento, pioggia, cantieri ecc. e quindi c’è più amianto nell’aria.
    Noi abbiamo soggiornato e frequentato le spiagge di questa regione.
    Sono preoccupata per questa esposizione, soprattutto per i nostri bambini piccoli che hanno giocato in queste spiagge.
    Magari è ansia eccessiva, ma potrebbe darci un suo parere sui rischi di questa esposizione? E, sempre per questa preoccupazione, è sufficiente lavare in modo normale i vestiti che avevamo in questa vacanza?
    Grazie anticipatamente per il tempo dedicatoci.
    Sara

    • Gianfranco Buccheri 7 Settembre 2023 al 9:43 am - Rispondi

      Gentile Sig.ra Sara,
      davvero non mi preoccuperei per il tipo di esposizione di cui mi ha raccontato. Perché l’asbesto naturale esfolia molto meno di quello lavorato (e magari invecchiato), cui siamo regolarmente esposti nelle nostre città… E perché l’esposizione è stata molto breve nel tempo e spesso nulla (es. la cava a chilometri di distanza)…. Ciò vale anche per i bambini.
      Infine, la tranquillizzo anche per i vestiti che può tranquillamente riusare dopo un normale lavaggio in lavatrice.
      Stia serena e, ovviamente, continui a mantenere una salutare attenzione verso TUTTI i fattori di rischio per il cancro: https://www.alcase.eu/prevenzione-primaria/
      Cordialmente,
      Gianfranco Buccheri

  13. Gianfranco Buccheri 12 Agosto 2023 al 12:39 pm - Rispondi

    Bene, Francesco, per il fatto che non hai mai fumato!… Ti dò una buona notizia: non essendolo mai stato, il tuo rischio di sviluppare un cancro del polmone è molto probabilmente inferiore a quello di un forte fumatore!
    Per il resto se c’è una iniziale asbestosi non si vedrà mai con la semplice radiografia del torace: ci vuole, come ti ho già scritto, una TAC del torace ad alta definizione (https://www.sapere.it/sapere/medicina-e-salute/enciclopedia-medica/Indagini-cliniche/tac-polmonare-ad-alta-risoluzione.html) e ne basta una sola: o hai segni iniziali di pneumoconiosi (asbestosi nel tuo caso) o non li hai.
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

  14. Francesco 11 Agosto 2023 al 11:39 pm - Rispondi

    Buonasera dottore e grazie infinite per la sua risposta anzitutto. Non fumo e mai fumato per fortuna! Colgo l’occasione per aver trovato proprio oggi sul tetto anche una canna fumaria con amianto friabile (il peggiore) e li mi sono ca…to sotto sinceramente…possibile che un’esposizione per 4 anni (anche se le finestre le teniamo serrate d inverno) possa incidere? La radiografia l’ho fatta l’anno scorso ed era tutto ok. La rifarò sicuramente quest’anno, quanto tempo dovrebbe passare in caso di effetti collaterali da amianto? Grazie ancora!

  15. Gianfranco Buccheri 11 Agosto 2023 al 10:09 pm - Rispondi

    Buona sera, Sig. Francesco.
    Da ciò che mi pare di capire dal suo scritto, lei e la sua famiglia avete avuto una esposizione all’amianto piuttosto significativa per qualche mese ed una cronica, non del tutto trascurabile, esposizione per 4 anni. Nel complesso, ritengo che essa non sia stata sufficiente per far sviluppare in lei una vera e propria asbestosi conclamata (ma la cosa andrebbe verificata con una TC toracica ad alta definizione), mentre il suo rischio di ammalarsi di tumore asbesto-collegato (mesotelioma, cancro del polmone) è lievemente incrementato rispetto alla popolazione normale. Non penso di molto, ma comunque un po’ lo è certamente.
    Quello che le raccomando di cuore è di smettere immediatamente di fumare (nel caso fosse un fumatore), perché il rischio oncologico in questo caso non si somma, ma si moltiplica per i due fattori. In altre parole, il rischio da asbesto si moltiplica per il rischio derivante dal fumo di tabacco.
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

  16. Francesco 10 Agosto 2023 al 3:10 pm - Rispondi

    Buongiorno, sono in ansia poiche da 4 anni abito in affitto sotto tetto in eternit (solo la parte del salone angolo cottura/bagnetto/balcone esterno), la camera per fortuna no ha il tetto normale ed e’ lontana dall eternit. I primi tempi non lo sapevamo perche coperto nel lato sotto da una struttura in legno (la parte esterna del balcone che fa da tettoia del balcone) e si intravede solo la parte finale che sfocia sulla grondaia da cui poi ci siamo accorti solo poco dopo con mia moglie. Da maggio a luglio 2019 (3 mesi) eravamo ignari che fosse messo maluccio (poiche non si vede) grazie a una grandinata di luglio infatti c e’ stata infiltrazione nel bagnetto, una fortuna perche il proprietario ha dovuto aggregare tutto il tetto rovinato (la parte sopra almeno, la parte sotto che sfocia sulla grondaia no). I primi tempi che non ne eravamo a conoscenza ho pulito le scale del condominio di 3 piani (maggio 2019) dove era pieno zeppo di polvere presupponendo non venisse pulito da molto tempo, polvere che ho respirato in quanto avevo il naso tappato. Da maggio a luglio 2019 quindi l eternit era messo maluccio e con l’aggravante delle polveri delle scale ma anche di casa pulite, mentre da agosto 2019 ad oggi un rischio molto basso in quanto eternit aggregato (anche se la parte di sotto esterno in balcone “protetto” dal controsoffitto in legno no). Premettendo che ce ne andremo da qui l’anno prossimo, sono in ansia poiche mi sono informato da poco sugli effetti tardivi e sono in fase ipocondriaca, mia moglie e’ piu tranquilla e superficiale. Premesso cio, secondo voi sono un soggetto a rischio asbestosi e tumore?? Mia moglie lo potrebbe essere anche se non abbia pulito lei le scale?

  17. Gianfranco Buccheri 31 Luglio 2023 al 10:14 pm - Rispondi

    Buona sera, Sig. Stefano.

    Comincio dalla sua domanda più semplice, cui risponderei dicendo che la sua esposizione all’amianto è stata davvero modesta e che l’incremento di probabilità che, a causa di essa, lei possa sviluppare un tumore della pleura o del polmone è vicino allo zero.

    Per il resto, posso dirle che le fibre di amianto arrivano agli alveoli (o nei bronchioli terminali) e, come lei ha letto, sviluppano una flogosi cronica che non è in grado di eliminare la fibra, ma che si conclude con una “incarcerazione” della stessa in un denso tessuto fibroso (una sorta di capsula cicatriziale). Questa avvolge il corpo estraneo e lo isola dal restante contesto vitale.
    Tale processo di cicatrizzazione (che dura pochi mesi) è determinato a livello cellulare da una intensa attivazione di macrofagi, linfociti e, poi, di fibroblasti (le cellule che producono, appunto, il collagene che forma poi la cicatrice). In pratica, i fibroblasti vanno incontro a numerose divisioni cellulari e replicazioni del loro DNA, col rischio, però, che qualcosa possa andare storto. Che possa, cioè, nascere una cellula tumorale.
    Ovviamente, maggiore è il numero di fibre, maggiore è il processo infiammatorio cronico e il susseguente processo di fibrosi, maggiore è la probabilità che possa nascere un tumore.

    Lei, però, come le ho già detto, stia tranquillo. Stabilito che il rischio zero assoluto non esiste, la sua probabilità di ammalarsi di tumore SOLO a causa dell’episodio descritto è uguale -tanto per parlare di cose concrete e comprensibili- a quella di essere investito da un’auto domattina!

    Spero di essere stato chiaro ed esauriente.
    Gianfranco Buccheri

  18. Stefano 31 Luglio 2023 al 3:09 pm - Rispondi

    Salve,
    poco più di una settimana fa ho aiutato due miei parenti a liberare dall’edera alcuni pannelli (5-6) di copertura in eternit (cemento-amianto) in buono stato di conservazione, io ho indossato una mascherina (una ffp2 con valvola ad uso professionale, però tengo un po’ di barba sul viso che può aver ridotto l’efficacia), mi sono tenuto quasi sempre a qualche metro di distanza e mi sono occupato solo di raccogliere con un forcone le radici strappate dai pannelli, caricarle su un carretto e spostarle.
    L’edera era attaccata alle lastre da decenni, e per indicarne la rimozione uso il verbo “strappare” perché questa si attacca con le sue minuscole radichette al materiale.
    L’operazione è durata poco più di un’ora, all’aria aperta, ed è stata fatta perché convinti che la ditta specializzata che sarebbe venuta il giorno dopo non si sarebbe occupata di sistemare i pannelli coperti dall’edera, per poi scoprire invece che ci avrebbero pensato loro.
    Adesso tutto l’eternit in ogni caso è stato portato via dalla ditta.

    Nonostante lì per lì avessi considerato e accettato il rischio di poter respirare un po’ di amianto, avendo in mente che sarebbe stata un’esposizione molto breve, all’aperto, e io indossassi una buona protezione, mi sono trovato poi ad andare a cercare informazioni più approfondite sui rischi relativi alla sua inalazione.
    Ho così scoperto che ci sono persone che si ammalano per esposizione ambientale non ben riconoscibile, che insomma non solo chi ci ha lavorato per anni si può ammalare (quando questo è quello che si sente sempre dire in giro).
    Inoltre ho scoperto che la presenza di fibre di amianto causa una sorta di continuo stato di infiammazione, con il nostro sistema immunitario che rimane costantemente impegnato nel cercare di eliminare il problema senza riuscirci, questo mi genera l’idea di aver in qualche modo compromesso inesorabilmente il mio corpo, e sto facendo fatica a tranquillizzarmi e ad accettare il fatto compiuto, percependomi come se avessi già perso il mio stato di salute.

    È vero che tutti respiriamo almeno in minuscole quantità fibre di amianto disperse nell’aria?
    Ho letto che nei centri città vengono rilevate in media 100ff di amianto per metro cubo d’aria.

    Cosa ne pensa del rischio a cui mi sono esposto?

    Infine le chiedo se può condividere con me una visione più equilibrata di ciò che avviene nel corpo dal punto di vista medico…
    se è in realtà normale che il nostro corpo assuma sostanze nocive e che le contrasti perennemente, se il nostro corpo è in grado di eliminare, almeno in parte, queste sostanze o se riesce almeno ad arrivare a una situazione di stallo e non di costante pericolo che vinca l’inizio dello sviluppo di una malattia, perché purtroppo quando vado a leggere le modalità con cui si può sviluppare una malattia l’immagine che ne traggo è sempre piuttosto pessimistica.

    Grazie per la disponibilità

  19. Gianfranco Buccheri 10 Luglio 2023 al 9:22 pm - Rispondi

    Buona sera (questa volta…😉), Gabriele.
    In effetti, la distanza della tua casa dalla porcilaia è significativa e ciò giustamente può rassicurare. Anche per i tuoi figli, che presto cambieranno casa!
    Gianfranco Buccheri

  20. Gabriele 10 Luglio 2023 al 3:18 pm - Rispondi

    Grazie mille dottore della rapida e professionale risposta, si le ho descritto il più possibile fedelmente l’episodio in modo che avesse tutti gli elementi per valutare, poi come le dicevo siamo rimasti nella zona del pannello ancora 2-3 ore per spostare tavoli (puro legno in questo caso! Che però sicuramente essendo vicini erano un po’ contaminati da fibre perse dal pannello colpevole) ma spero che una volta chiuso il sacco con dentro ‘la fonte’ il grosso del pericolo fosse andato. Approfitto della sua cortesia per direi che a questo andrebbe aggiunto un rischio cronico dato dal fatto che la casa dove abitiamo ora, da 5 anni a questa parte (non quella futura dove c’era il pannello) è in aperta campagna, ma a 120 m da una porcilaia con un vecchio tetto in eternit. È una distanza già preoccupante? Per ora -forse ottimisticamente- ho sempre pensato che il rischio di rilascio di fibre da quel tetto sia compensato dal fatto che stando in aperta campagna dovremmo avere un livello di fondo migliore che in città (es: nessuna industria/capannone nel raggio di 2 km, no strade, tra la nostra casa e la porcilaia ci sono vari alberi, ecc). In questo caso non lo chiedo tanto per me che per lavoro sono spesso fuori quanto per i miei bimbi. Grazie ancora (questa era l’ultima domanda!) e buona serata

  21. Gabriele 10 Luglio 2023 al 2:39 am - Rispondi

    Buongiorno Dottore

    Le scrivo per un episodio recentissimo che mi è capitato. Ho 36 anni (non fumatore, faccio un mestiere intellettuale quindi poche occasioni di contatto diretto con amianto a parte come tutti quello presente nei luoghi di vita). Ho comprato una casa degli anni ’70 di cui prima di ristrutturarla stiamo svuotando il cortile dalle cose lasciate dal proprietario precedente. Tra esse ho trovato un pannello tipo cartongesso contro soffitto di circa 80×40 cm che ha stampata normativa Din (ignifugo), non ne sono sicuro ma data l’età della casa presumo sia molto probabile contenesse amianto. Questo pannello non era fissato ma solo appoggiato a uno scaffale del cortile (esterno), dietro altre cose (vecchi tavoli, ecc tutti accatastati). Una settimana fa quando sono tornato alla casa (non abitiamo ancora lì) l’ho trovato parzialmente divelto e con alcuni frammenti a terra, penso essendo esterno sia stato spezzato dal forte vento di un temporale che c’era stato qualche giorno prima. immaginando la pericolosità di potenziale amianto libero in una zona in cui comunque dobbiamo accedervi spesso anche con la mia famiglia, un po’ irrazionalmente mi è venuta fretta di sbarazzarcene, perciò con mio cognato abbiamo fatto la procedura di rimozione fai da te dell’asl (del pannello rimasto sullo scaffale più frammenti a terra) con tuta guanti e ffp3 (‘usa e getta’), abbiamo dato una passata di incapsulante e poi con cautela abbiamo messo il tutto un sacco poi chiuso (es i frammenti ho cercato di sollevarli delicatamente con una pala per starvi più lontano e fare presto a prenderli e metterli nel sacco). Tutto il lavoro sarà durato un’ora fino alla chiusura del sacco, poi siamo rimasti nella zona (sempre con mascherina) a finire di spostare altri pannelli/tavoli. Mi è venuto il dubbio di avere commesso un’imprudenza dato che ho visto dopo che questi pannelli sono considerati friabili e non compatti (e quindi più pericolosi e in teoria non si applicherebbe l’auto rimozione), d’altra parte l’alternativa sarebbe stata lasciarli in balia delle intemperie ancora per giorni/settimane fino all’arrivo di qualche ditta specializzata. Ho visto che in molte delle risposte sopra tranquillizza gli utenti su esposizioni brevi, spesso però si tratta di materiale compatto (eternit, …) non fragile. In questo caso a che livello di rischio siamo io e mio cognato? Cosa ci consiglia? Grazie mille davvero, buona giornata

    • Gianfranco Buccheri 10 Luglio 2023 al 2:15 pm - Rispondi

      Buon giorno a te, Daniele.
      Grazie per la tua mail e la tua fiducia.
      Vedo che sei molto preciso e dettagliato nel descrivere la tua (probabile) esposizione all’amianto. Esposizione, di cui, come al solito, non mi preoccuperei più di tanto: molto breve, anzi un lampo se confrontata ad una vita intera!!… e per di più al 96% protetta, secondo quanto di meglio oggi è possibile fare…
      Stai tranquillo e conduci una vita sana: la tua migliore assicurazione contro ogni malattia!
      Lo conoscerai già, certamente…ma “repetita iuvant, replicata sanant!”: https://www.alcase.eu/prevenzione-primaria/

  22. Lorenzo 3 Luglio 2023 al 1:41 pm - Rispondi

    Buongiorno Dottore,

    Mi è capitato di leggere recentemente che alcuni intonaci applicati tra gli anni 60-70 del secolo passato potevano contenere, sporadicamente, amianto in concentrazioni che variano dallo 0,1 al 5%.
    La cosa mi ha allarmato perché lo scorso anno ho effettuato in casa mia una decina di fori a parete con il trapano per appendere dei quadri, il tutto ovviamente senza mascherine. Addirittura mentre facevo il primo buco un getto di polvere mi è finito in un occhio… mi sono subito sciacquato e ho immediatamente aspirato la polvere e areato i locali per evitare il più possibile di respirarla, anche se inevitabilmente qualcosa avrò respirato.
    Ora io non so minimamente se nell’intonaco delle pareti del mio palazzo (è un fabbricato anni 70, il mio appartamento è stato ristrutturato da un paio d’anni), però mi chiedo se un’eventuale esposizione come sopra descritta potrebbe avere conseguenze sulla mia salute, tenuto conto che ho appena compiuto 30 anni.
    Altro aspetto che mi da pensiero è il fatto che nelle cantine sono presenti manufatti in amianto regolarmente segnalati con appositi cartelli (i classici tubi coibentati): so che vengono ispezionati una volta l’anno e che l’amministratore di condominio è molto scrupoloso a riguardo, tant’è vero che appaiono in eccellente stato di conservazione. Scendo di rado in cantina per pochi minuti e quasi sempre con mascherina FFP2.
    Altro aspetto che mi incuriosisce è l’esposizione ambientale all’amianto, che riguarda tutti noi: in città non è infrequente imbattersi in tettoie, canne fumarie tutt’oggi in amianto. Leggendo i precedenti post mi sembra di capire che vivere vicino a tali manufatti comporti un serio rischio per la salute, tuttavia in città tale condizione appare quasi impossibile da evitare! Come comportarsi?

    Mi scuso per la lunghezza della domanda e grazie in anticipo.

    • Gianfranco Buccheri 3 Luglio 2023 al 4:46 pm - Rispondi

      Buon giorno, Lorenzo.
      Vorrei farti una domanda provocatoria: “Non prenderesti mai la bicicletta perché potresti avere una caduta accidentale con grave trauma cranico?…”.
      Penso che riterresti tale accidentalità possibile, ma estremamente improbabile. Talmente improbabile che, immagino prenderai la bicicletta tutte le volte che vuoi, e per tutta la tua vita…
      Bene. Il tuo rischio di incorrere in malattie asbesto-correlate (non c’è solo il cancro del polmone!) è della stessa entità di quello dell’esempio che ti ho appena fatto.
      Dunque vivi sereno!…
      PS. per avere un rischio, clinicamente significativo, l’esposizione deve essere COSTANTE, PROLUNGATA NEL TEMPO, e di entità NON TRASCURABILE.
      Cordialmente, Gianfranco B.

      • Lorenzo 3 Luglio 2023 al 7:05 pm - Rispondi

        Grazie mille Dottore, ə stato davvero chiarissimo

  23. Gianfranco Buccheri 21 Maggio 2023 al 9:50 pm - Rispondi

    Caro Andrea,
    la mia risposta non può che essere articolata. La tua esposizione non è certo acuta, ma definirla “cronica” mi pare eccessivo.
    Direi che hai avuto una piccola (anzi, piccolissima!) esposizione, prolungata nel tempo, ma per un modestissimo numero di anni (assolutamente nulla in confronto con l’intensità e la durata della media di un’esposizione professionale).
    Dunque, fai cambiare il tubo e vivi sereno: il tuo maggior rischio per un cancro del polmone o della pleura è trascurabile.
    Cordialmente,
    Gianfranco B.

    • Andrea Luigi Brambilla 22 Maggio 2023 al 8:18 am - Rispondi

      Grazie mille! per quanto riguarda anche la mia preoccupazione del fatto che le particelle possano arrivare su dalla cantina e passare la porta ed entrarmi in casa può dirsi infondata?
      Grazie mille

      • Gianfranco Buccheri 22 Maggio 2023 al 9:25 pm - Rispondi

        Sì, direi proprio di sì (se la porta rimane chiusa, ovviamente).

        • Andrea Luigi Brambilla 22 Maggio 2023 al 10:18 pm - Rispondi

          Grazie mille! È stato gentilissimo e mi ha tranquillizzato.
          Si la porta la si apre solo appunto in quelle sporadiche volte che si scende per riattaccare la corrente.

        • Andrea Luigi Brambilla 23 Maggio 2023 al 12:06 am - Rispondi

          Gentilissimo dottore, ho un’ultima domanda.
          Per quanto riguarda invece le particelle che potrebbero uscire dalla finestrella (il tubo coibentato con materiale contenente amianto sta a 2/3 metri di distanza dalla finestra) della taverna che si affaccia sul mio giardino, dal quale passo giornalmente, e sul quale a volte d’estate, sosto per passare del tempo all’aria aperta (non davanti la finestra ma, girato l’angolo della casa a 5,6 metri). Può questa invece esser considerata un’esposizione che aumenta significativamente la mia esposizione? Il fatto di stare alL’aria aperta diluisce molto le particelle?
          Scusi ma sono ipocondriaco e l’ansia mi sta facendo pensare a tutte le possibili variabili

          • Gianfranco Buccheri 23 Maggio 2023 al 8:53 pm

            Buonasera, Andrea.
            Ancora due brevissime risposte alle tue domande:

            1): “Può questa invece esser considerata un’esposizione che aumenta significativamente la mia esposizione?
            DIREI PROPRIO DI NO. La finestrella aperta non ha aumentato il tuo rischio in maniera statisticamente apprezzabile.

            2). “Il fatto di stare alL’aria aperta diluisce molto le particelle?
            CERTAMENTE Sì.

            Caro Andrea, se hai risolto (o risolverai presto) il problema del tubo rivestito d’amianto, bisogna che tu smetta di martoriare la tua povera mente con questo pensiero fisso.
            La propria salute è importante e ci sono tanti modi per preservarla. Il migliore (per quanto riguarda il rischio oncologico) è seguire le regole del Codice Europeo contro il Cancro: https://www.alcase.eu/prevenzione-primaria/. Se lo farai scrupolosamente e senza fare eccezioni, ti assicuro che il tuo rischio di sviluppare un tumore in futuro sarà molto inferiore a quello medio degli Italiani!!…
            Gianfranco B.

  24. Andrea 21 Maggio 2023 al 3:11 am - Rispondi

    Buongiorno.
    Vi scrivo per chiedervi se il mio caso puo esser definito esposizione cronica.
    Nella cantina dove vivo da due anni c’è un tubo ricoperto da presumibilmente lana isolante e gesso contenente amianto, questo tubo per dei lavori antecedenti al mio arrivo in un lato è stato troncato e quindi ora presenta del materiale friabile esposto, tenendo conto che, in cantina ci scendo si e no 15 volte all’anno senza quasi mai stazionarci per più di qualche minuto, che le finestre della cantina sono costantemente aperte e che la cantina è collegata alla casa da una scala e chiusa da una porta, che rimane chiusa tutto il tempo, può questo definirsi esposizione cronica? Grazie

  25. Anna 22 Marzo 2023 al 9:44 pm - Rispondi

    Buonasera dottore, La ringrazio per la risposta e rassicurazioni.
    Ho parlato oggi al telefono con uno specialista che, guardando fotografie satellitari su google maps mi ha confermato che c’é una grandissima probabilità che il tetto sia in amianto che secondo lui non é neppure necessario fare un prelievo per confermare. A differenza di quello che mi aspettavo, ha minimizzato il problema dicendo che trasferirsi in un edificio senza copertura in amianto “non fa nessuna differenza” in quanto l’amianto é ancora presente in troppi edifici e che dato che le particelle si disperdono nell’aria raggiungendo qualsiasi casa intorno “non necessariamente la qualità dell’aria di casa mia sarà diversa da quella dei miei vicini”. Ha addirittura detto che il problema dell’amianto é sovrastimato e che, se un minimo rischio esiste, l’unico modo per annullarlo almeno qui in Portogallo, sarebbe trasferirsi in una zona rurale.
    Sono piuttosto confusa da questa sua opinione e sinceramente non so come comportarmi. Lei pensa che una radiografia polmonare sarebbe utile per capire effettivamente il grado di rischio a cui sono esposta e se ha senso prendere dei provvedimenti?
    Mi scuso per essermi dilungata e la ringrazio per la pazienza.
    Cordialmente, Anna

    • Gianfranco Buccheri 23 Marzo 2023 al 2:14 pm - Rispondi

      Buona sera, Anna. Non commento quanto riferito circa la situazione ambientale del Portogallo, perché non ho elementi per farlo. Come le ho già detto, il suo rischio (nel caso si possa trasferire in un area libera da asbesto, è del tutto trascurabile.
      La radiografia toracica, in questa fase, non serve (perché sia positiva il danno da asbesto deve essere molto grande..).
      Cordialmente,
      Gianfranco B.

  26. Gianfranco Buccheri 22 Marzo 2023 al 6:16 pm - Rispondi

    Buona sera, Anna.
    Beh… nel tuo caso non si tratta di un’esposizione acuta, ma cronica (se il tetto risulterà effettivamente coperto con lastre di amianto), che valuterei di assai bassa entità. In tal caso, il rischio di sviluppare una malattia o un tumore da asbesto esiste, ma è davvero modestissimo (ovviamente, se azzeri l’esposizione nei prossimi mesi).
    Non stare in pensiero, comunque. Tutto sommato, stimo che la tua probabilità di morire per cancro da asbesto è inferiore a quella di avere un incidente stradale mortale.
    Cordialmente,
    Gianfranco B.

  27. Anna 22 Marzo 2023 al 12:54 am - Rispondi

    Buonasera Dottore,
    scrivo perché da 5 anni vivo in Portogallo in un appartamento all’ultimo piano di un edificio costruito a fine anni ’70 e recentemente ho scoperto che il tetto é coperto da lastre di Eternit.
    Esiste un sottotetto/sala macchine che separa il mio appartamento dalla copertura, ma in ogni modo il balcone é piuttosto vicino al cornicione del tetto (4m).
    Il tetto é visibile solo da lontano perché l’edificio é alto, ma a giudicare dal colore (macchie bianche e aree rosse/arrugginite) sembra che la copertura sia ancora quella originale degli anni 70 e che lo stato di degradazione sia avanzato, considerando anche il fatto che la località é marittima e quindi esposta a forti venti e intemperie.
    Ci tengo a precisare che il Portogallo é ancora molto indietro per quanto riguarda le regolamentazioni sull’uso e smantellamento dell’amianto e che, essendo questa una ex zona industriale, nelle vicinanze esistono alcuni ex capannoni abbandonati con tetti in eternit.
    Sono in cerca di uno specialista che possa fare un sopralluogo per confermare la presenza di amianto, l’eventuale stato di conservazione e il grado di rischio per la salute, ma vorrei sapere da Lei se i 5 anni vissuti in questo appartamento possono considerarsi come un’esposizione cronica al materiale e, di conseguenza, se devo considerarmi ad alto rischio di contrarre malattie polmonari. Ho 33 anni.
    La ringrazio in anticipo per la risposta.

  28. Gianfranco Buccheri 13 Marzo 2023 al 4:27 am - Rispondi

    Prego, Domenico!..
    Sì, posso confermare che, in base alle informazioni che mi hai dato, il tuo rischio asbesto-correlato è trascurabile.

  29. Domenico 12 Marzo 2023 al 10:45 am - Rispondi

    Grazie dottore,
    il lavoro l’ho già lasciato un paio di anni fa, la mia forte preoccupazione è dovuta al fatto che nell’ambiente in cui ho lavorato erano ancora presenti le macerie della copertura in amianto.
    La mascherina, e la tuta le ho sempre portate, quindi se mi conferma che il rischio è trascurabile, io la ringrazio perché mi fa essere un pò più sereno.
    Buona giornata, e grazie!

  30. Domenico 10 Marzo 2023 al 10:36 pm - Rispondi

    Buonasera Dottore,
    Mi chiamo Domenico e le scrivo per raccontarle la mia esperienza. Ho iniziato a lavorare circa 3 anni fa in una fabbrica di barche il cui tetto in amianto era stato in parte bruciato da un incendio. Il titolare aveva assicurato tutti gli operai che sarebbe stato riparato entro 20 giorni ma così non fu, e disse inoltre che si trattava di un tipo di amianto non cancerogeno… Cosa di cui dubito fortemente, non avendo mai sentito parlare di amianto no cancerogeno. Così ho lavorato nello stabilimento per circa 3 mesi nei quali il primo mese ho utilizzato solo la mascherina e tute da lavoro usa e getta, poi mascherine professionali e sempre tute da lavoro. In tutto questo tempo ho lavorato con la resina vinilestere e abbiamo più volte smosso polveri depositate.
    Quanto mi devo preoccupare? E cosa mi consiglia?
    Grazie in anticipo per la risposta

    • Gianfranco Buccheri 11 Marzo 2023 al 9:17 am - Rispondi

      Buon giorno, Domenico.
      Dell’amianto sai tutto: non esiste un tipo di amianto non cancerogeno. Per la resina, non mi risulta una chiara carcinogenicità.
      Avendo lavorato solo 3 mesi in ambiente esposto a micro-quantità di asbesto, il tuo rischio attuale è minimo…anzi, direi trascurabile. Cosa assai diversa sarebbe se vi avessi lavorato per 30 anni.
      Che fare?… Senza eccessive ansie, con calma, cerca di trovare un lavoro migliore (e meno dannoso!…).
      Cordialmente,
      Gianfranco B.

  31. Gianfranco Buccheri 23 Febbraio 2023 al 1:48 pm - Rispondi

    Rebecca, il passato è passato e non lo si può cancellare…
    Ma, poiché il problema dell’amianto è il rischi cancro, puoi azzerare tutti gli altri fattori di rischio per il cancro.
    Segui SCRUPOLOSAMENTE il Codice Europeo Contro il Cancro:
    https://www.alcase.eu/prevenzione-primaria/
    Cordialmente
    Gianfranco B.

  32. Rebecca 22 Febbraio 2023 al 8:30 pm - Rispondi

    Buonasera, scrivo piena di ansia e di angoscia, sono capitata qui per caso e spero che qualcuno possa rispondermi. Sono una ragazza ed ho 25 anni, ho vissuto e vivo in una casa che ha in giardino, per coprire le auto, delle tettoie in amianto anche molto vecchie messe tantissimo tempo fa. La distanza dalla finestra della mia camera è di circa 20 metri. Sono nata in questa casa e non avrei mai pensato fosse amianto finché non ho potuto studiare e conoscere l’argomento. Ho provato a far cambiare idea ai miei genitori ma loro sono cresciuti con l’idea che “è dannoso solo se si rompe” “quando ero piccolo si usava per tutto e ad ammalarsi è stato solo chi lo ha lavorato” “costa troppo toglierlo”. Per questo le lastre rimangono lì e io non so cosa aspettarmi, so che quando avevo circa 2 anni probabilmente sono state anche spostate, non so. Sta di fatto che nell’ignoranza di un bambino e di un genitore da piccola ho giocato sotto queste tettoie a volte, o comunque ho messo la mia auto lì sotto per diverso tempo. Tra qualche mese andrò via di casa ma la paura di una vita vissuta qui mi blocca il futuro. Ho tanti progetti, un matrimonio in vista, una famiglia, ho iniziato a lavorare dopo anno di sacrifici all’università e non sapere nulla, il non aver potuto fare nulla, mi uccide. Penso che magari posso averlo portato con le scarpe in casa, nei vestiti, non so. Sono molto ipocondriaca ed ho paura ma voglio sapere la verità. Cosa devo fare? È possibile salvarsi con la prevenzione? Ho molta paura… Grazie

  33. Gianfranco Buccheri 26 Gennaio 2023 al 4:26 pm - Rispondi

    Buona sera, Viola.
    Stia tranquilla, quello he ha letto sui report dell’ARPA è corretto, tranne per il fatto che abitare a 30 metri da una vecchia tettoia di amianto non determina UN incremento di rischio rispetto a quello di avere una abitazione senza amianto in stretta prossimità. Ovviamente l’incremento di rischio, come da report ARPA, è estremamente modesto.
    Fa, comunque, benissimo a tentare di far rimuovere la tettoia.
    Cordialmente,
    Gianfranco B.

  34. Viola 26 Gennaio 2023 al 9:05 am - Rispondi

    Le chiedo scusa se intervengo in questa risposta, purtroppo mi trovo nella stessa situazione di Laura, nel senso che ho scoperto il mio vicino avere una tettoia in Eternit a circa 30 m da casa mia, parzialmente deteriorata, e sto lottando legalmente per fargliela togliere. Vivo li da 5 anni con due bambine piccole e sono terrorizzata, non ce ne siamo mai accorte prima a causa di una siepe. Tuttavia, ho letto in alcuni report Arpa che all’aperto le fibre si diluiscono in enormi volumi d’aria e le misurazioni in prossimità di edifici in eternit non danno valori significativamente più elevati della media riscontrabile in qualunque città. Le tettoie vanno assolutamente rimosse, ma veramente secondo lei il rischio per chi abita li vicino è così più elevato della popolazione generale, perfino più elevato di chi ha saltuariamente segato fratturato spazzato o rimosso amianto? Le chiedo scusa ma sono molto preoccupata in più il mio vicino fa enormi resistenze a prendere provvedimenti. Grazie.

  35. Laura 16 Gennaio 2023 al 6:03 pm - Rispondi

    Buonasera Dottore,
    cercando in internet ho trovato questa rubrica. Sono una studentessa di medicina alla fine del percorso, ma purtroppo l’ipocondria non mi ha mai abbandonata per tutti questi anni. Le scrivo per chiederle, in base alla sua esperienza, quali rischi possano comportare due tettoie (non grosse) di amianto poste a circa 20-30 metri dalla propria abitazione (nella quale presto mi dovrò trasferire). Si tratta di un rudere dall’altro lato della strada circondato da un campo e dotato di 2 annessi che appunto presentano queste coperture. In questi casi non riesco a far dominare la ragione e penso sempre alle conseguenze più catastrofiche (come ad esempio il mesotelioma pleurico). Spero possa confortarmi e intanto la ringrazio di cuore.
    Laura

    • Gianfranco Buccheri 16 Gennaio 2023 al 8:29 pm - Rispondi

      Buona sera, Laura.
      Se devi andare ad abitare nell’abitazione che mi hai descritto e che si trova ad una distanza 20/30 metri da una vecchia tettoia in amianto, il rischio comincia ad essere significativo, soprattutto vi starai lì per anni.
      Bisognerebbe fare qualcosa per eliminare questo pericolo… Hai provato a sentire la ASL del tuo paese/città?… Loro dovrebbero avere dei servizi dedicati.
      Gianfranco

  36. Raffaello 2 Ottobre 2022 al 9:29 am - Rispondi

    Buongiorno Dottore
    Le scrivo in merito alla sua esperienza rispetto alle malattie asbesto correlate.
    Sono Raffaello, ho 38 anni e vivo in provincia di Monza Brianza.
    Da circa due anni convivo con un pensiero che mi rovina le giornate e vorrei il parere di un esperto del suo calibro per poter analizzare obiettivamente il seguente episodio :
    Utilizzando impropriamente una camera d’aria di bicicletta tagliata a formare un tubo ho tentato di utilizzarla per svuotare una piscinetta creando il vuoto al suo interno per risucchiare l’acqua. Purtroppo dopo svariate violente inalate (a pieni polmoni ) l’unica cosa che ho ottenuto, invece di risucchiare l’acqua è stata quella di Inalare tutto il talco industriale in essa contenuto ( utilizzato per non far appiccicare la gomma quando la camera d’aria è sgonfia)
    Dopo forti colpi di tosse mi sono subito ripreso e mosso da non so bene quale presentimento ho fatto analizzare il talco….le analisi mi hanno spiazzato perché è stata rilevata una presenza non quantificabile ( presumibilmente poche tracce) di fibre anfibole di asbesto.
    Allego le analisi.
    Dalla sua esperienza ritiene che questo episodio possa avermi esposto al rischio di sviluppare una malattia asbesto correlata?
    Ovviamente non faccio riferimento alle malattie dovute all’esposizione cronica (asbestosi) ma al terribile mesotelioma pleurico.
    Sono consapevole che Lei, in quanto Medico, si occupi della malattia e non direttamente delle dinamiche che la scatenano; tuttavia la sua esperienza mi ha spinto al rivolgermi a Lei in merito al mio episodio.
    Avrà già immaginato che sono una persona particolarmente ansiosa, in passato ho assistito un caro, colpito da questo terribile male per il quale non è stato nemmeno possibile stabilire l’effettiva esposizione.
    Grazie in anticipo per l’eventuale riscontro.
    Cordialmente
    Raffaello

    • Gianfranco Buccheri 2 Ottobre 2022 al 9:31 am - Rispondi

      Ciao, Raffaello. La quantità di amianto che potresti aver inalato, durante l’episodio che mi hai raccontato, è veramente trascurabile. Puoi dimenticare quell’episodio (e te lo raccomando fortemente) e vivere tranquillo. Ovviamente ciò non vuol dire che non devi fare attenzione ad evitare, nei limiti del possibile, altre esposizioni all’asbesto e soprattutto che non sia necessario seguire le regole di prevenzione del cancro, regole qui contenute: https://www.alcase.eu/prevenzione-primaria/
      Cordialmente,
      Gianfranco B.

  37. Gianfranco Buccheri 18 Settembre 2022 al 11:18 pm - Rispondi

    Si, certo. E’ per quello che ho parlato di un “certo” (nel senso di qualche) incremento di rischio….

  38. Gianfranco Buccheri 17 Settembre 2022 al 4:08 pm - Rispondi

    Certamente, Lauretta, lavorare con un’esposizione modesta, ma prolungata per anni e continua, comporta un certo incremento di rischio di sviluppare patologie asbesto correlate…
    Può provare a sentire cosa le consigliano di fare in ASL di pertinenza. Tutelare la salute dei cittadini è un loro compito!
    Gianfranco B.

    • Lauretta 18 Settembre 2022 al 9:31 am - Rispondi

      La ringrazio dottore, ciò mi fa preoccupare alquanto.
      Fortunatamente non trascorro più di tre giorni a settimana in quell’area.
      Trattandosi di eventuale dispersione esterna, è plausibile secondo lei che l’aria diluisca le concentrazioni, prima che si annidino in misura rilevante dentro ai locali?
      Mi scuso per questa angoscia che mi tormenta e la ringrazio.

  39. Lauretta 17 Settembre 2022 al 9:48 am - Rispondi

    Egregio dottore,
    mi trovo da poche settimane a lavorare in un complesso aziendale di palazzine con uffici, i cui tetti sono visibilmente ancora in lastre di eternit, a circa 15-20 metri dalle finestre che naturalmente vengono aperte.
    Pur trovando la situazione piuttosto assurda e obsoleta, nessuno sembra curarsi di eventuali rischi che, quantomeno, spero siano stati valutati.
    In alcun punti le lastre risultano annerite, ma almeno a vista non rotte.
    Può annidarsi all’interno dei locali una concentrazione letale?
    Che rischi sto correndo secondo lei? Meglio scappare a gambe levate?
    La ringrazio per il suo parere.

  40. Gianfranco Buccheri 10 Settembre 2022 al 10:02 pm - Rispondi

    Ma, no, Cinzia! Stia tranquilla per se stessa e ancora di più per la sua bimba (le fibre di amianto non passano nel latte, né nel sangue, ma solo negli spazi aerei… e nell’interstizio polmonare).
    Cordialmente,
    Gianfranco B.

  41. Cinzia 10 Settembre 2022 al 8:34 am - Rispondi

    Salve dottore sono un po preoccupata per una cosa che ho vissuto …sono una giovane mamma che è stata ospite nel giardino di un’amica ma solo dopo circa 3/4 ore mi sono resa conto che il tetto di qst villetta era completamente in amianto presa dall’ansia non sono nemmeno riuscita a capire se erano integre oppure no …ma la mia più grande preoccupazione sta oltre alla possibilità di aver inalato fibre in amianto anche se posso continuare ad allattare la mia piccola di 6 mesi o se posso attraverso il latte arrecarle pericolo grazie di tutto

  42. Sergio 6 Giugno 2022 al 2:25 pm - Rispondi

    Salve dottor buccheri ho letto il suo interessante sito e la mia mente mi ha portato a quando lavoravo come operaio edile. Ho cambiato lavoro da circa un mese ho 24 anni e mi è capitato di essere presente per una decina di volte (forse più) a qualche episodio di qualche collega ignorante che ha rotto qualche tubo in eternit (noto materiale contenente amianto) a martellate o l’ha tagliato generando polvere. Io ero li sempre senza mascherina e trattasi di esposizioni al chiuso.
    Vorrei gentilmente chiedere quale rischi corro caro dottore?

    • Gianfranco Buccheri 6 Giugno 2022 al 5:49 pm - Rispondi

      Mettiamola così, Sergio.
      Il tuo rischio di sviluppare un tumore polmonare (o un mesotelioma) è di pochissimo aumentato, ma 100 volte meno di quello di un forte fumatore…
      Vivi sereno e rispetta TUTTI i precetti a te applicabili (cioè, non quelli riservati alle donne…) del Codice Europeo contro il Cancro, che trovi a questo link: https://www.alcase.eu/prevenzione-primaria/

  43. Giovanni 1 Giugno 2022 al 6:38 pm - Rispondi

    Salve dottore nonostante sapessi del pericolo amianto mi sono imbattuto nella rimozione di lastre dal solaio di una piccola stalla 15 mt. Avevo una tuta in carta e maschera per polveri comprata in ferramenta ,la questione è che abbiamo rotto alcune lastre per poterle caricare cocomunque abbiamo fatto polvere e nonostante la mascherina qualcosa l’avrò inalata tra mani sporche e sollevamento della stessa in momenti di colore eccessivo. RESTA LA MIA UNICA ESPERIENZA, che mai più ripeterò, ho fatto il tutto all’aperto, ora ho paura per l’area circostante alberi di frutta poter portare i miei cari e naturalmente con forte ansia e paura la mia salute ,sono stato a lavorare circa 5 ore.
    Mi hanno detto che non tutte le lastre contengono amianto ma possono essere in fibrocemento
    meno nocivo perché prodotto dopo il 1994. La ringrazio per l’attenzione e ascolterò con passione la sua risposta.
    Grazie mille per la disponibilità.

  44. Lucio 18 Marzo 2022 al 10:58 pm - Rispondi

    Salve dottore,
    Avrei bisogno del suo parere in quanto da quando ho scoperto che sono così vicino a questo materiale non vivo più serenamente. Da circa due mesi vivo in una casa dove ho un terrazzino da cui fuoriesce una vecchia canna fumaria in amianto completamente spaccata in due, diciamo che non sono mai a casa ed il terrazzino è al piano di sopra ma comunque ci sono salito almeno 10 volte anche se per pochi minuti dato che lo devo far ancora ristrutturare, in più tutta la restante parte della canna fumaria passa ad un metro dalle mie finestre che spesso lascio aperte, la zona è anche molto ventilata. Ho detto al proprietario che deve farla rimuovere subito altrimenti vado via e mi ha assicurato che lo faranno la prossima settimana, mi auguro tramite qualche azienda specializzata. Vorrei sapere secondo il suo parere quanto potrebbero aver inciso questi due mesi con questa esposizione sulla mia salute. Inoltre pare ci sia un’altra canna fumaria uguale, a distanza di circa 20 metri dal mio terrazzo dove però fuoriesce solo la parte superiore dal tetto, la restante parte credo sia murata e percorra l’edificio dall’interno, devo insistere per far rimuovere anche quella? Grazie in anticipo per la risposta.

    • Gianfranco Buccheri 18 Marzo 2022 al 11:52 pm - Rispondi

      Non credo avrai gravi conseguenze sulla salute, Lucio. Stai sereno. Fai rimuovere tutto l’amianto in prossimità del tuo alloggio e non dimenticare gli altri fattori di rischio per il cancro ai polmoni: sono importanti anche quelli!
      Leggi qui: https://www.alcase.eu/prevenzione-primaria/
      Cordialmente,
      GF Buccheri

    • Paolo Bagli 16 Gennaio 2024 al 9:32 am - Rispondi

      Buongiorno Dottore,volevo chiederle un’informazione su una situazione che mi preoccupa molto e mi fa sta facendo vivere davvero male.
      Nel dicembre 2021 mi sono trasferito in una casa che è provvista di cantina.
      In questa dal momento in cui mi sono trasferito ho allestito una piccola palestra per tenermi in forma oltre a stipare biciclette,valigie ed oggetti vari.
      In questa cantina (sempre tenuta con finestrella aperta) ho passato in questi 2 anni almeno 1 ora/1 ora e mezza a settimana tra allenamenti e visite varie per mettere in ordine.
      Qualche giorno fa scendendo in cantina ho trovato sui tubi del riscaldamento del corridoio principale che porta alle varie cantine gli adesivi “attenzione pericolo amianto”.
      Mi sono allarmato ed ho subito sentito l’amministratore che mi ha risposto testualmente “Buongiorno,
      nei giorni scorsi è stato effettuato un sopralluogo da parte dell’ingegnere incaricato per la valutazione rischio amianto in condominio.
      dopo aver visionato il manufatto ha messo le etichette adesive ed ha prescritto l’incapsulamento di questo materiale. questa procedura consiste nel trattare il rivestimento con una vernice speciale compattante che impedisce il rilascio di fibre.
      nei prossimi giorni verrà effettuato il sopralluogo con una ditta specializzata per questo tipo di trattamenti per poi procedere con il lavoro.”
      Alla mia ulteriore richiesta di informazioni circa la gravità o meno della situazione (se ci fossero già state fuoriuscite di polveri) lui ha glissato dicendo che il corridoio è una zona di passaggio in cui si sosta poco e non c’é un pericolo…questa frase mi spaventa ancora di più perchè penso che in questi anni possa aver inalato molte polveri nonostante una volta passato questo corridoio chiudessi la porta della mia cantina (a circa 2-3 metri da questo tubo/manufatto).
      Ovviamente non tornerò mai più in questa cantina nè farò scendere la mia bambina di 3 anni ma può dirmi se devo fare qualcosa a livello di screening?
      Non sono un fumatore e non ho familiarità col tumore al polmone ad eccezione di mio nonno mancato per questo motivo ma dopo 50 anni di fumo di sigarette (che penso possa aver influito parecchio).
      Più che altro vorrei capire una cosa e cioè se questo ingegnere incaricato del sopralluogo avesse riscontrato già presenza di polveri si sarebbe limitato a mettere le etichette adesive sul tubo o avrebbe dovuto comunicarci della gravità della situazione impedendoci di accedere alla cantina?
      Grazie e mi scusi se sono stato prolisso.
      Saluti

  45. Gianfranco Buccheri 28 Febbraio 2022 al 8:59 pm - Rispondi

    La mia prima risposta sarebbe…no, non è il caso. Ma se, vogliamo essere super-super-scrupolosi, le consiglierei di sottoporsi a delle prove funzionali respiratorie (complete di test di diffusione) e a una TC del torace ad alta definizione. Tali esami dovrebbero essere normali, se non coesistono altre patologie respiratorie di cui non sono al corrente..

  46. Gianfranco Buccheri 28 Febbraio 2022 al 4:37 pm - Rispondi

    Nel tuo caso, Sandro, direi che -da ciò che mi racconti- l’esposizione alle fibre di amianto è ancora modesta, ma non trascurabile. I rischi (sviluppo di tumori asbesto correlati) dipendono dalla durata e dalla intensità dell’esposizione, che nel tuo caso non è esattamente uguale a zero. Posso solo raccomandarti di continuare a fare attenzione alla possibilità di inalare polveri sospette (come fai già) e, come dico a tutti, di evitare gli altri fattori di rischio per il cancro (https://www.alcase.eu/prevenzione-primaria/). In primis, il fumo di sigaretta, attivo e passivo…
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

    • Sandro 28 Febbraio 2022 al 6:04 pm - Rispondi

      Caro dottore la ringrazio per la risposta volevo solo correggere un errore. Le esposizioni avute per la maggior parte delle volte sono state all’aperto e un due tre volte al chiuso, ma non è stato mai rotto da me.
      Mi chiedevo dottore se devo sottopormi a qualche esame specifico e se posso stare tranquillo oppure le esposizioni da me avute sono molto pesanti. Chiedo scusa se ne sto approfittando ma sono molto preoccupato

  47. Gianfranco Buccheri 23 Febbraio 2022 al 4:20 pm - Rispondi

    Prego, Elena. Ribadisco quanto su detto: vivi serena e, se non lo fai già, segui , alla lettera, TUTTE le raccomandazioni per la prevenzione del cancro: https://www.alcase.eu/prevenzione-primaria/ !!

    • Elena 25 Febbraio 2022 al 11:37 am - Rispondi

      Grazie mille di nuovo!!!

      • Sandro 28 Febbraio 2022 al 3:11 pm - Rispondi

        Salve dottori
        chiedo scusa per il disturbo ho visto il vostro sito e mi è venuta l’idea di esporre una mia preoccupazione riguardo una serie di esposizioni ad amianto. Io sono un operaio edile e nella mia vita ho avuto purtroppo una 10 di esposizioni lontane l’una dall’altra a amianto. Purtroppo mai con protezione respiratoria.
        Comunque non per mia ingenuità ma per l’ignoranza dei miei colleghi che ho hanno rotto un tubo in eternit o lo hanno tagliato con un attrezzo elettrico da taglio. Queste esposizioni le ho avute quasi sempre al chiuso comunque.
        Dottore vorrei chiederle che rischi posso correre?

  48. Elena 21 Febbraio 2022 al 8:07 am - Rispondi

    Buongiorno gentilissimi dottori,
    Ho un po’ d’ansia per una cosa successa ieri.
    Sono stata 4/5 ore in una località di mare dove ahimè c’erano molte coperture in cemento amianto… io che ho la fobia cercavo di evitarle come la peste, diverse erano anche danneggiate.
    Poi risalendo dal mare mi sono trovata a camminare affianco ad un ristorante sempre con tetto in cemento amianto che però aveva il lato dalla mia parte rotto in vari punti… ora il tetto era alto qualche metro da terra, ed io mi sono messa la giacca davanti al viso e la camminata in quel tratto è durata pochi secondi… solo che c’era vento, non ho nemmeno ben capito in che direzione soffiasse… anche se non credo andasse dall’altro verso il basso.
    La mia domanda è: corro rischi per questa esposizione?
    Ripenso sempre a tutte le occasioni in cui nella vita posso essermi trovata a contatto, senza rendermi conto, con questo materiale dato che è ovunque e mi prende l’angoscia… non è forse vero che tutti ne siamo esposti?
    L’intera popolazione italiana dovrebbe essere morta, no?
    Esiste gente esposta anche più pesantemente all’amianto che non si é mai ammalata?
    Sono molto angosciata perché qualche anno fa ho avuto un’esposizione che mi è stato riferito essere di minimo rischio, però da allora non vivo più bene, a volte cado nella paranoia…
    Grazie in anticipo

    • Gianfranco Buccheri 22 Febbraio 2022 al 8:29 pm - Rispondi

      Ma stai tranquilla, Elena!!
      Non hai letto le mie risposte precedenti!?… E’ vero che uno può avere un incidente stradale mortale, anche andando in autostrada a 100 km all’ora, ma è pure vero che le probabilità sono così basse che nessuno ci pensa su 2 volte, prima di fare un nuovo viaggio in auto!!
      Le tue probabilità di sviluppare un mesotelioma sono pressapoco simili alle mie. Dunque, goditi la tua vita con serenità (come facciamo tutti noi italiani esposti (come tu stessa comprendi) a multiple, ripetute, fugaci esposizioni a fibre di amianto!…
      Cordialmente,
      GF Buccheri

      • Elena 23 Febbraio 2022 al 2:30 pm - Rispondi

        Grazie infinite dottore! Chiedo l’ultima cosa giuro, poi non la disturbo più!
        Quanto è pericoloso aver sostato diversi metri di distanza per qualche minuto da un capannone che stava andando a fuoco? Il tetto era ahimè in cemento amianto ma non mi sembra proprio di ricordare che il tetto bruciasse, solo il fieno sottostante, il tetto era toccato solo dal fumo per quello che ho visto e ricordo, il fumo andava in un’altra direzione rispetto alla mia (ero piccola e completamente ingenua!)
        Grazie infinite…

  49. Gianfranco Buccheri 17 Febbraio 2022 al 12:10 am - Rispondi

    Prego, Cristina.
    Sì la probabilità di ammalarti di mesotelioma o cancro del polmone (tumori che, entrambi, possono guarire se diagnosticati precocemente), sono quasi irrilevanti. Stai tranquilla.

    • Cristina 17 Febbraio 2022 al 8:14 am - Rispondi

      Grazie infinitamente dottore! Non sa quanto mi ha sollevato!
      Cordiali saluti

    • Cristina 23 Febbraio 2022 al 2:38 pm - Rispondi

      Dottore mi perdoni ma documentandomi si siti autorevoli ho letto che non si guarisce dal mesotelioma… si può solo cercare di allungare la sopravvivenza di circa 5 anni per i più fortunati!

      • Gianfranco Buccheri 23 Febbraio 2022 al 4:15 pm - Rispondi

        Beh.. Si, Cristina. Hai ragione, sono stato un pò “sbrigativo”: le probabilità di guarire definitivamente da un mesotelioma sono davvero bassissime. Ma, talvolta avviene in caso di diagnosi estremamente precoce e trattamento chirurgico radicale…

  50. Cristina 16 Febbraio 2022 al 8:01 am - Rispondi

    Grazie mille professore, quindi se ho capito bene ho più probabilità di morire in un incidente stradale piuttosto che per l’esposizione? Posso non pensarci più? E se ho capito bene il fatto di avere un pavimento che potrebbe contenere amianto in una parte del condominio nella quale non andiamo mai, non è un pericolo, pur essendo dei nostri vicini? Dal mesotelioma non guarisce mai? È mortale al 100%?
    Corro lo stesso rischio che hanno corso e corriamo tutti dato che l’amianto è “ovunque” nell’ambiente circostante? Grazie ancora infinitamente se potrà rispondere anche a queste domande…

  51. Gianfranco Buccheri 16 Febbraio 2022 al 12:16 am - Rispondi

    Ciao, Cristina.
    Per l’episodio della tettoia, sì certamente hai respirato un poco di amianto (non so per quanti anni), però non credo davvero possa essere una esposizione tale da doversi allarmare.
    Per tutto il resto stai tranquilla. Se vogliamo metterla in modo semplice e facilmente comprensibile, hai lo stesso rischio che tutti noi abbiamo di incorrere in un incidente stradale mortale!…

  52. Cristina 15 Febbraio 2022 al 1:53 pm - Rispondi

    Buongiorno professore,
    Le scrivo una per chiederLe un parere in merito ad una mia esperienza che a distanza di qualche anno mi mette molta ansia, un’esposizione all’amianto che periodicamente mi torna alla mente e mi butta nella disperazione…
    Nel 2014 feci rimuovere una copertura in cemento amianto presente nella mia proprietà dato che era danneggiata in un punto.
    Ora io non ricordo da quanto era danneggiata (un pezzo di una decina di cm di lunghezza si era staccato, non so come ed era rimasto per terra nel punto in cui era caduto, ed io senza toccarlo lo coprii con un secchio), fatto sta che io portavo da mangiare quasi tutti i giorni (perché raramente se ne occupavano altri) ai miei cani che stavano dentro alla gabbia (quindi completamente areata) che aveva come tetto questa copertura. Io sostavo per qualche secondo proprio davanti a quella parte rotta, tutti i giorni, Inoltre a volte spazzavo sotto alla tettoia (che nella parte di sotto era in perfetto stato) e qualche volta capitava che spazzando il manico della scopa si incastrasse contro la tettoia ed io violentemente la disincastravo, anche se non era un’azione realmente violenta, si disincastrava con poco! Ora, quanto rischio per questo comportamento? Io non ricordo per quanto tempo feci questa operazione ma dev’essere stata questione di due, massimo tre anni… ma ho un ricordo molto confuso.
    Inoltre, esistono persone esposte all’amianto che non si sono ammalate di nulla? Non è forse vero che tutti siamo e siamo stati esposti all’amianto? Non dovremmo essere perciò tutti in pericolo?
    Poi le mie paranoie si sono spinte anche oltre: vivo in un condominio degli anni 60, io feci analizzare l’intonaco del mio appartamento per verificare che non ci fosse amianto e le analisi diedero esito negativo poi tre anni fa i nostri vicini di pianerottolo ristrutturarono tutta casa, togliendo pure i vecchi pavimenti (non so che tipo di pavimenti avessero in casa, anche se un giorno durante i lavori, trovai sul marciapiede una piastrella che aveva l’aspetto del vinil amianto o linoleum) e per giorni sulle scale era pieno di polvere… oggi inoltre ho notato una piastrella dall’aspetto strano che sembra appunto linoleum oltretutto danneggiata nel loro giardino. Chissà cosa c’era in quella polvere che io mi ritrovavo a volte anche in casa! Da poco ho notato che nel loro garage c’è un pavimento che potrebbe essere in vinil amianto, e anche questo mi ha intimorito… un altro inquilino del palazzo sostiene che non ci sia amianto in questo condominio, dato che lui assistette alla sua costruzione… ma non può sapere se in ogni singolo manufatto ci sia o no amianto! poi ripenso a tutte le altre occasioni in cui posso essere stata esposta in passato senza neanche rendermene conto, e cado nella angoscia più totale!
    Le chiedo se può tranquillizzarmi e se posso definitivamente archiviare questi episodi e vivere serena.
    La ringrazio immensamente! E scusi per la lunghezza…
    Cordiali saluti
    Cristina Giaroli

  53. Gianfranco Buccheri 10 Febbraio 2022 al 3:27 am - Rispondi

    Tranquillo, Alfredo.
    Ammesso che vi sia stata, l’inalazione di fibre d’amianto che tu potresti aver avuto è quasi insignificante.
    Io, al tuo posto dormirei sonni tranquilli… 😊

  54. Alfredo 9 Febbraio 2022 al 12:53 pm - Rispondi

    Gentile dottor Buccheri,
    Innanzitutto voglio ringraziarla vivamente per questo servizio che tanto gentilmente offre a noi utenti. La sua sensibilità è professionale è di esempio per tutti.
    La mia storia è la seguente. Al momento ho 27 anni. Circa 9 anni fa, a 18 anni, trascorsi tre settimane in casa di mio zio in Inghilterra e in questo periodo lo aiutai, per circa una settimana, per una o due ore al dì, a rimuovere della vecchia carta da parati da un’altra abitazione che aveva da poco acquistato. Purtroppo non avevo mascherine e in quei giorni abbiamo rimosso la carta da parati a mó di carteggiatura, ossia con carta vetrata e alle volte vaporizzatore ad acqua e raschietto. Durante queste operazioni era frequente ovviamente la dispersione di polvere nell’aria, polvere che sicuramente ho inalato o che comunque mi è rimasta addosso per un po’. Ora, a distanza di anni, ho casualmente letto che alcune tipologie di carta da parati vecchia potevano contenere percentuali (1-4%) di crisotilo serpentino e son andato nel panico, al punto che, dopo 9 anni, ho fatto una rx al torace ma che non ha evidenziato alcuna lesione o infiltrazione in atto alla pleura (insomma, esito negativo). Secondo lei, una esposizione del genere (a tali percentuali, purtroppo senza mascherina), per un totale di circa 1/2 ore per sette giorni (totale 10/14 h), è comunque da considerarsi un importante fattore di rischio per il futuro? Preciso che non sono fumatore e questa è stata la mia unica esperienza lavorativa a rischio (dato che nella vita faccio una professione intellettuale lontana da luoghi a rischio) . La mia paura è che io abbia inalato dosi massicce di crisotilo in quei pochi giorni e che tra 10/20 anni mi ammaleró di mesotelioma o asbestosi. Ovviamente, sto considerando la peggiore delle ipotesi, nel senso che purtroppo non ho certezze sulla presenza o meno di asbesto in quella carta da parati. Quindi ragiono in via ipotetica.

    Grazie di cuore per la risposta.

  55. Bernardo 24 Gennaio 2022 al 8:39 pm - Rispondi

    Grazie dottore per la risposta. Io non fumo. Però mi chiedo come sia possibile che una esposizione del genere possa essere addirittura superiore alla situazione di un forte fumatore. Questo amianto è così tanto dannoso?
    Bastano poche fibre per ammalarsi?

    • Gianfranco Buccheri 25 Gennaio 2022 al 2:37 am - Rispondi

      Si, Bernardo. Le fibre di amianto provocano un grave danno ai polmoni, quando vengono inalate, dovuto ad una reazione infiammatoria cronica in risposta alla presenza della fibra a livello alveolare. Questa non si risolve mai, data la indistruttibilità della fibra, e al lungo andare si genera una fibrosi polmonare e non infrequentemente il cancro…

  56. Gianfranco Buccheri 24 Gennaio 2022 al 1:32 am - Rispondi

    Caro Bernardo,
    la tua è -da come la descrivi- una esposizione episodica, ma ripetuta nel tempo. In questo caso, direi che il rischio di sviluppare un mesotelioma o una cancro del polmone è di poco superiore a quello di un forte fumatore… Questo rischio non può più essere rimosso, ma tu puoi provare a ridurre al massimo la esposizione futura e, sopratutto, smettere di fumare subito se fumi (i due rischi si sommano).
    Cordialmente,
    GF Buccheri

  57. Bernardo 23 Gennaio 2022 al 7:44 pm - Rispondi

    Salve professore buccheri avevo una domanda per lei per fare chiarezza. Sono abbastanza ipocondriaco. Diverse volte mi è capitato avere contatto con l’amianto ( ho spazzato in un locale caldaie in cui vi erano tubi in eternit che sono stati rimossi. Qualche altra volta l’hanno rotto delle persone e una voltaio non sapendo si trattasse di eternit. Volevo sapere dottore che rischi corro di avere qualche malattia?

  58. Gianfranco Buccheri 3 Gennaio 2022 al 11:45 pm - Rispondi

    Buona sera, Chiara.

    Intanto, come per tante risposte date in precedenza, anche in questo caso, l’esposizione alle fibre di amianto deve essere stata pressoché nulla… Dunque puoi dormire sonni tranquilli.

    Per quanto riguarda l’ultima tua domanda (molto interessante) direi che la liberazione di fibre di amianto nell’ambiente da parte dell’oggetto che lo contiene è continua e dipende da tatti fattori come la dimensione della superficie esposta, la concentrazione dell’ amianto nella stessa superficie e dalle caratteristiche della superficie (liscia e regolare o irregolare e spezzettata)…. Nell’istante, poi, di una rottura o taglio di tale superficie le quantità di fibre disperse aumenta molto significativamente, ma solo per qualche ora.

    Spero di essere stato chiaro.
    Gianfranco Buccheri

  59. Chiara 3 Gennaio 2022 al 2:09 pm - Rispondi

    Buongiorno dottore,

    ho bisogno di un parere che mi faccia dormire sonni tranquilli. Un anno e mezzo fa abbiamo fatto rimuovere un camino per sostituirlo con una stufa. Pochi giorni fa, togliendo i tubi della stufa per altri motivi, ci siamo accorti che dal soffitto parte una canna fumaria in cemento amianto che è stata tagliata dai muratori del precedente intervento di rimozione del camino, evidentemente per livellarla e portarla al livello del soffitto. Questa risulta dunque frastagliata alla base. I muratori hanno successivamente chiuso il soffitto dove si trova la canna lasciando giusto lo spazio di un foro in cui inserire i tubi della stufa.
    Io non ero presente nella stanza nel momento in cui i muratori l’hanno tagliata, ma sono stata più di un anno con una canna fumaria frastagliata nel soffitto, anche se ci sono sempre stati i tubi della stufa a chiudere il foro.
    Secondo lei questa esposizione può considerarsi cronica e dunque rischiosa per la salute? Non ho ben capito se le fibre di amianto si liberano nei momenti della rottura/taglio o possono continuare a diffondersi nell’aria dalle fratture ormai causate.
    La ringrazio per la disponibilità
    Chiara

  60. Gianfranco Buccheri 23 Novembre 2021 al 10:08 am - Rispondi

    Direi proprio di sì, Tommaso. Dormi sonni tranquilli… A meno che, ovviamente, incidenti simili capitino spesso nel corso della tua vita.

  61. Tommaso Ramacciotti 23 Novembre 2021 al 9:34 am - Rispondi

    Buongiorno Dottore,

    ieri incautamento ho fatto un taglio con flessibile su una canna funaria sul tetto (quindi all’aperto). Durante il taglio ho indossato una mascherina FFP2, il taglio di circa 30 cm è durato meno di un minuto. Successivamente mi sono accorto essere in eternit…
    Il taglio con il disco ha ovviamente provocato molta polvere, per fortuna ero all’aperto ed avevo una mascherina FFP2 (che leggo non sia sufficiente per l’amianto). Posso considerare in ogni caso un’esposizione trascurabile in virtù anche che indossavo la FFP2?

    Grazie

  62. Gianfranco Buccheri 12 Novembre 2021 al 10:17 pm - Rispondi

    Caro Stefano,
    in effetti si tratta di una minima, anzi, minimissima (permettimi di usare questa libertà di espressione) esposizione cronica, di durata prolungata. Onestamente non credo si tratti di un rischio alto, ma neanche inesistente. Quantificarlo è difficile, ma se dessimo il valore di 100 al maggiore rischio possibile a seguito di esposizione all’amianto e zero al rischio nullo da asbesto… darei al tuo rischio un valore compreso fra 2 e 8.
    Un consiglio: non ti concentrare solo su questo fattore di rischio, ce ne sono tanti altri su cui lavorare!!
    Leggi qui, ad esempio: https://www.airc.it/cancro/prevenzione-tumore/prevenzione-per-tutti/codice-europeo-contro-il-cancro

  63. Stefano 12 Novembre 2021 al 12:00 am - Rispondi

    Buongiorno Dottore

    A Suo avviso, quale rischio può comportare l’aver frequentato saltuariamente, nel corso dei miei 35 anni, un cortile molto ampio (circa 2500 mq.) dove a mia insaputa si trovavano due porzioni di lastre in eternit di circa 60x 60 cm (frammenti rotti di una lastra più grande) più una sezione di canna fumaria rotta ad una estremità (lungo tutto il suo perimetro)..?
    Più precisamente ho frequentato quest’ambiente per un totale di circa un mese e mezzo all’anno, in giornate mai consecutive tra di loro e distribuite abbastanza uniformemente durante l’arco dell’anno..questo per tutti i miei 35 anni di vita.

    Da un lato mi tranquillizza il fatto di non aver vissuto li…e che l’eternit presenta una matrice compatta, percui il rilascio di fibre non dovrebbe essere stato molto consistente…dall’altra mi preoccupa un po’ l’esposizione prolungata negli anni…

    Grazie per l’attenzione e cordiali saluti

  64. ALCASE Italia 3 Agosto 2021 al 5:45 pm - Rispondi

    ATTENZIONE
    Poiché quesiti e risposte su questo argomento son già davvero numerosi, si raccomanda di leggerli velocemente tutti prima di postare un nuovo commento. La risposta al proprio quesito potrebbe esser già lì.
    In ogni caso, si darà risposta solo ai commenti che verranno giudicati sensibilmente diversi
    da quelle già presenti e previa donazione all’Associazione ALCASE Italia. In tal caso si chiede di effettuare una piccola donazione, scrivendo a: segreteria@alcase.it e allegando la ricevuta del versamento.

  65. Andrea 1 Agosto 2021 al 2:02 pm - Rispondi

    RICEVI, RISPONDO & PUBBLICO:

    “Buongiorno dottore, vorrei porle un quesito, secondo lei una lastra di eternit integra gettata in mezzo a delle sterpaglie che sono bruciate può avere liberato fibre in quantità oppure esse restano inglobate nella matrice cementizia, il tutto credo considerando che il fuoco non dovrebbe alterare il legame cemento amianto. Andrea”

    _______________________________________________________

    Se questa è stata la tua unica esposizione all’amianto, Andrea, puoi stare tranquillo. Il tuo rischio di sviluppare un cancro del polmone o della pleura secondario a tele esposizione è infinitesimale.
    Gianfranco Buccheri

  66. Luca Iovieno 23 Maggio 2021 al 8:31 am - Rispondi

    RICEVO, RISPONDO E PUBBLICO:

    “Buongiorno dottor buccheri e buona domenica.
    Volevo porle un quesito che apparentemente sembra contraddittorio ma è ciò che oggi mettono purtroppo su internet.
    Appunto leggendo ho visto in alcuni siti che spesso i macrofagi riescono a ‘digerire’ o fagocitare i materiali come carbone o asbesto. Allora la mia domanda è come è possibile quindi che le persone si ammalino di malattie asbesto correlate. E poi ecco anche lei in una delle sue risposte a confermato che tali macrofagi non digerendo tale sostanza provocano uno stato infiammatorio polmonare. Io non metto in dubbio la sua parola dottore però mi chiedo allora perché su internet si esprimono in questo modo? Forse riescono a digerirne in piccole quantità? Spero possa darmi una risposta per chiarezza.
    Luca.”

    ___________________________________________________________________

    Buona domenica a te, Luca!

    Rispondo con piacere alla tua domanda perché mi permette di fare chiarezza sulla patogenesi dell’asbestosi e dei cancri correlati all’asbesto.

    Dunque. I macrofagi (che non sono altro che globuli bianchi opportunamente modificati allo scopo) fagocitano (con difficoltà e spesso solo in parte) le fibre di amianto. Quindi, tentano di digerirle, cioè ridurle in componenti chimici più piccoli, non dannosi per l’organismo. In realtà, non vi riescono assolutamente, perché nessun essere vivente possiede strumenti adatti a “digerire” cristalli od altro materiale inorganico.

    Risultato: i poveri macrofagi accorsi in nostro soccorso muoiono, con la fibra di amianto dentro il loro corpo, e vengono degradati ed eliminati da altri macrofagi, mentre la fibra rimane lì integra, libera di continuare il suo processo di infiammazione cronica. Quest’ultimo “terminerà” (in realtà, non termina mai) con la formazione di tessuto fibroso (quello delle cicatrici) che continua a tenere dentro di sé tutto l’amianto inizialmente presente…

    Quando le cicatrici del processo riparativo appena descritto son tante e diffuse in tutti i polmoni si ha la malattia professionale cronica, nota col nome di asbestosi. Ma l’infiammazione cronica stimola anche la moltiplicazione delle cellule di rivestimento della pleura e quelle dell’epitelio bronco-alveolare le quali, a furia di dividersi, possono andare incontro ad una mutazione genetica in grado di generare un tumore (mesotelioma e cancro del polmone, rispettivamente)…

    Per il resto, su internet si legge di tutto: non solo notizie totalmente false o inventate, ma anche tante inesattezze.
    Sta a noi scegliere la fonte che riteniamo degna di credibilità…

    Gianfranco B.

  67. Marco trevisani 4 Maggio 2021 al 5:13 am - Rispondi

    RICEVO, RISPONDO & PUBBLICO:

    “Salve dottore volevo porle un quesito. Sono preoccupato per me. Qualche volta ho letto le sue risposte a diversi utenti ed ero tranquillo però siccome la mia mente non fa altro che pensare sono arrivato a un dubbio che mi sta corrodendo. Leggere di una singola esposizione amianto mi fa capire di correre un rischio piuttosto basso. Però io riflettendo ho avuto simili esposizioni descritte da altri utenti e a distanza di diverso tempo. Delle volte fatto a pezzettini col martello un paio di volte tagliato, insomma una decina di episodi così, non uno solo. Premetto che sono un salutista e non fumo per niente. Però vorrei sapere che rischi corro dottore? Devo eseguire qualche esame? Quale potrebbe essere il più mirato? MARCO”

    _______________________________________________________________________
    Caro Marco, devi solo fare attenzione a che le brevi esposizioni acute ripetute nel tempo non diventino troppe. Fino ancora a 10 non è un grossissimo problema, ma se diventassero 20, 30 o 40 in tutta la tua vita un certo rischio ci sarebbe.
    Per il resto devi solo seguire le regole del decalogo europeo contro il cancro (che cito spesso in questo blog) e che, mi pare, tu segui già per quelle più importanti.
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

    • Trevisani marco 12 Maggio 2021 al 5:12 am - Rispondi

      La ringrazio dottore ,la questione cambia se avessi indossato la mascherina o il discorso è comunque uguale grosso modo!?

      • Gianfranco Buccheri 12 Maggio 2021 al 10:03 am - Rispondi

        Prego. Diciamo che l’uso di mascherine di buona qualità può abbattere fino al 90% la quantità inalata di fibre di amianto…

  68. Antonio 13 Aprile 2021 al 11:35 am - Rispondi

    RICEVO, RISPONDO & PUBBLICO:

    “Salve,
    Circa 15 anni fa ho passato circa 10 weekend vicino ad un bagno con il tetto in eternit. A fine estate ho passato alcune ore con degli operai che lo rompevano con un martello.
    La lavorazione era esterna ed ero a circa 10m di distanza, in quel momento non conoscevo il rischio avevo 8 anni.
    Penso di aver avuto contatto diretto e di aver inalato un po’ di fibre.
    Adesso mi chiedo se posso star tranquillo o se posso avere comunque danni in futuro.
    Voglio precisare che qualche settimana fa ho fatto una TAC ad alta risoluzione per motivi non legati alla vicenda con esito negativo.
    Grazie anticipatamente. Antonio.”
    _____________________________________________________________________

    Buon giorno, Antonio.
    Direi che, nel complesso, la tua esposizione è stata piuttosto modesta. Se non ne hai avuto altre, puoi stare tranquillo.
    E, mi raccomando, segui tutte le buone regole di prevenzione dei tumori: https://www.alcase.eu/prevenzione-primaria/
    Gianfranco Buccheri

  69. Gianfranco Buccheri 13 Marzo 2021 al 10:22 pm - Rispondi

    RICEVO, RISPONDO & PUBBLICO:

    “Salve dottore sono un operaio edile e vorrei parlarle del famoso eternit. Mi spaventa a morte sono disperato. Qualche giorno fa il culmine. Un capo mastro che smerigliava con un attrezzo elettrico da taglio una piastrella poggiata su un serbatoio in eternit. Cavolo eppure è risaputa la sua nociva attività per mezzo dell’amianto. Comunque ha procurato un 50-60 taglietti su questo serbatoio,generando fibre più piccole. Dottore io mi chiedo che rischi corro? Il tutto era al chiuso. Credo sia stata l’unica vera esposizione seria,oltre al fatto che subito dopo ho spazzato a terra un paio di volte. Altre 2 volte è stato rotto a martellate ma non ricordo altre esposizioni. Ho letto le vostre risposte rasserenanti ad altri utenti ma leggendo su internet è scritto che i macrofagi non riescono a ‘digerire’ queste fibre di amianto procurando uno stato infiammatorio cronico che porta poi a gravi malattie (carcinoma polmonare,mesotelioma pleurico,asbestosi).. potreste essere più chiaro a riguardo? La ringrazio. Lucky Luke”

    ________________________________________________

    Quello che hai letto è corretto. Anche una sola fibra di amianto scatena la reazione dei macrofagi che, non riuscendo a metabolizzarlo, provocano in loco una piccola reazione infiammatoria cronica.

    Ma, in questo contesto (esposizione acuta all’amianto), sono anche corrette le mie risposte che tendono a non drammatizzare il rischio di importanti sequele morbose, soprattutto se l’esposizione oltre che acuta è stata di piccola o modesta entità (come nel tuo caso).
    Il perché è presto detto, la probabilità che tali sequele insorgano in un futuro lontano è funzione del numero di fibre accumulate nei polmoni in mesi e anni… Maggiore è la quantità di fibre inalate, maggiore è il rischio che diventa, appunto, significativo e clinicamente rilevante in caso di esposizione prolungata (cronica), anche piccola.

    In conclusione, una sola fibra di amianto può provocare, dopo 20 o 30 anni, un cancro al polmone o un mesotelioma, ma le probabilità che ciò avvenga sono infinitesimali…praticamente zero.

    OK?… Spero di averti tranquillizato.

    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

    PS. quanto su non vuol dire che non bisogna fare la dovuta attenzione e che non sia necessario evitare, il più possibile, ogni esposizione… anche accidentale!

    • alberto 10 Aprile 2021 al 8:40 am - Rispondi

      RICEVO, RISPONDO & PUBBLICO:

      “Buonasera, da tempo vivo con l’ansia a seguito di un’esperienza fortemente traumatica. Per 1 mese ho lavorato in un cantiere per il restauro di un edificio storico. In due dei 6 piani dell’edificio erano presenti due onduline in eternit, in condizioni discrete, essendo al massimo sbeccate in un angolo. Ho fatto più volte presente alla ditta che sarebbero dovute essere rimosse da personale specializzato, ma mai mi é stata data retta, sino a che non ho deciso di licenziarmi. Durante quel periodo io non ho mai lavorato sulle pareti adiacenti le onduline (che erano di circa 1 metro per 60 cm), concentrando il mio lavoro specialmente nei piani del ponteggio dove non fossero presenti. Nessuno ha lavorato su quelle onduline durante quel cantiere, mantenendole dunque intatte. Un solo episodio mi ha visto coinvolto in maniera ravvicinata, ovvero un’operazione in cui per circa 1 minuto ho assistito un muratore mentre faceva la ricostruzione di una pietra vicino l’ondulina. In quel caso il muratore ha poggiato i suoi attrezzi sull’ondulina. Sono molto ipocondriaco e me ne rendo conto, però avrei bisogno di un parere al riguardo. Alberto.”

      __________________________________________________________

      Ma hai letto, Alberto le mie risposte ai quesiti simili al tuo?… Quella che descrivi è una possibile, minima esposizione acuta!… Dunque stai sereno e, piuttosto, segui segui tutte le altre regole di prevenzione del cancro: https://www.alcase.eu/prevenzione-primaria/

  70. Gianfranco Buccheri 4 Gennaio 2021 al 4:40 pm - Rispondi

    Buon giorno, Stefano.
    Ti ringrazio per il tuo commento, che trovo particolarmente interessante e ben esposto.
    Certamente ciò che dici è vero: il fattore determinante il rischio di sviluppare una patologia asbesto correlata -incluso il cancro del polmone- è la quantità assoluta di fibre di asbesto inalate.
    Per un dato tempo, questa è maggiore se si lavora direttamente l’asbesto e minore se si fa una lavorazione che espone a un ridotto contatto con esso.
    Ma la quantità assoluta di fibre inalate dipende anche (e moltissimo) dalla durata dell’esposizione (ed in ciò hanno assolutamente ragione i miei colleghi), soprattutto per quello che riguarda le lesioni i tipo degenerativo (pneumoconiosi e fibrosi polmonare da asbesto).
    Il mesothelioma invece, come tutti i tumori, può essere innescato anche da una sola fibra (e ciò può spiegare il caso dell’operaio inglese)… ma la probabilità che ciò avvenga è certamente molto maggiore se le fibre son tante ed il contatto con esse è prolungato nel tempo.
    Mi auguro di esser stato chiaro e di aver soddisfatto la tua curiosità.
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

    • Stefano 5 Gennaio 2021 al 5:12 pm - Rispondi

      Si Dottore, se ho capito bene, l’aspetto fondamentale da tener presente è appunto la QUANTITA’ ASSOLUTA DI FIBRE DI ASBESTO INALATE…
      Se questa è notevole, allora è più probabile la comparsa di patologie ad essa correlate anche dopo esposizioni relativamente brevi..

      Contestualmente, se la quantità di fibre inalate è minore o poco rilevante, sarà necessario un tempo di esposizione più lungo per determinare gli stessi effetti sulla salute.

      Nel caso dell’operaio inglese, sembra che per quei 2/3 giorni avesse segato asbesto (presumibilmente puro o quasi) senza protezioni e con una sega a disco, cioè il peggio del peggio, in termini di produzione di polvere; conseguentemente è lecito pensare che si fosse letteralmente riempito i polmoni di fibre, da qui l’altissima probabilità di incorrere in patologie future nonostante un’esposizione così breve.

      Sicuramente vi è poi tutta una serie di variabili (fumo, stato di salute generale ecc..) che possono essere determinanti nella comparsa o meno di patologie, a parità di quantità di fibre inalate…ma immagino che qui si apra un capitolo a parte, dove l’unica via possibile è quella di un’analisi specifica caso per caso.

      Grazie ancora per la diponibilità, cordiali saluti
      Stefano

  71. Stefano 3 Gennaio 2021 al 6:10 pm - Rispondi

    Buongiorno Dottore

    Le scrivo in merito ad un dubbio che mi assilla da tempo riguardo la comparsa di malattie amianto correlate.
    Leggendo sul web, sento spesso affermare da Suoi colleghi (o comunque da altre fonti attendibili) che sono necessari mesi o anni di esposizione continuata e di una certa entità, prima che l’amianto possa causare seri problemi all’apparato respiratorio di una persona..
    Allo stesso modo, mi è altresì capitato di leggere notizie riguardanti la comparsa delle suddette patologie (in particolare mesotelioma) in soggetti che hanno avuto a che fare con l’amianto per tempi molto brevi, nell’ordine di settimane o addirittura giorni (caso di un operaio inglese colpito appunto da mesotelioma che affermò di aver lavorato, senza protezioni, per soli 2/3 giorni in una fabbrica dove gli fu richiesto di tagliare amianto).

    Come può essere spiegata questa situazione apparentemente contraddittoria?
    Forse perchè nel secondo caso (comparsa di patologie dopo tempi di esposizione molto brevi) queste persone lavoravano amianto puro…mentre nell’altro caso le persone hanno avuto a che fare con manufatti che contenevano amianto solo in minima parte (magari racchiuso in una matrice compatta come può essere il cemento)…il che determina a mio avviso una situazione meno pericolosa…e necessita di tempi di esposizione più lunghi per avere effetti negativi sulla salute..

    E’ corretto quanto ho affermato?

    La ringrazio per l’attenzione e porgo cordiali saluti

  72. Gianfranco Buccheri 21 Dicembre 2020 al 9:35 am - Rispondi

    In effetti penso di poter rassicurare anche te, Emiliano. Finora la tua esposizione all’amianto è stata assai modesta e di brevissima entità.
    Non è necessario cambiar lavoro, ma piuttosto seguire sempre le regole di prevenzione qui descritte: https://www.arpae.it/cms3/documenti/_cerca_doc/amianto/lavorare_protetti_amianto.pdf

    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

  73. Emiliano 21 Dicembre 2020 al 9:13 am - Rispondi

    Salve,

    Mi trovo a fare un tirocinio da idraulico, è capitato nel corso di un anno di lavor di venire a contato con dell’amianto nell’isolamento di tubi dell’aqua calda.
    probabilmento nel corso di un anno sarà sucesso 7-8 giorni per un’esposizione di qualche ora.
    Quanto mi devo preoccupare? Sono molto ansioso a riguardo e sto considerando di l’asciare il lavoro per questo motivo. Ma le sue risposte precedenti sembrano rassicuranti.

    Emiliano

  74. Gianfranco Buccheri 11 Dicembre 2020 al 5:28 pm - Rispondi

    Sì, signora. Come le ho già detto, può stare tranquilla. La quantità di fibre di amianto da lei inspirate è stata certamente… “marginale”.
    Gianfranco Buccheri

  75. Iaia 4 Dicembre 2020 al 2:17 pm - Rispondi

    “Buongiorno Dottore,
    Purtroppo ieri è successa una cosa che ritengo davvero grave. Nel mio appartamento erano in corso dei lavori di pavimentazione. Il piastrellista senza avvisarmi ha smantellato il precedente strato di pavimento (in materiale sintetico, degli anni ‘60) e ha levigato la colla nera sottostante per far aderire il cemento delle nuove piastrelle. La zona è di soli ca. 2 metri quadri e il locale era chiuso al momento del lavoro (areato tramite finestra) ma suppongo che si sia innalzata una nuvola di polvere non indifferente, e questa potrebbe essere uscita da sotto la soglia. Ora sono davvero angosciata. Ho chiesto di eseguire un test su di un campione della colla nera. Il locale è stato comunque piastrellato.
    Cosa rischio concretamente qualora la colla dovesse risultare contenere amianto? Ho cercato di pulire la zona circostante con stracci umidi (tutto poi eliminato). Grazie per una pronta risposta.. sono disperata. Iaia”

    _______________________________________________

    Gentile Signora,
    Stia tranquilla. Davvero, non c’è ragione di essere così in ansia. L’esposizione all’amianto è pericolosa se cronica o se acuta, ma in quantità significativamente alte. Dubito che questa condizione, “abbondante esposizione acuta”, sia il suo caso.
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

    • Iaia 11 Dicembre 2020 al 2:13 pm - Rispondi

      Buongiorno Dottore,
      purtoppo l’esito del test è stato che vi era effettivamente dell’amianto nella colla (nelle piastrelle viniliche fortunatamente no). Pensa comunque che vista la piccola superficie dell’ambiente (2.5 mq) non vi sia stato inquinamento ambientale, e che quanto da me “respirato” puo’ essere considerato marginale?
      Grazie ancora
      Iaia

  76. Anna 9 Agosto 2020 al 9:53 am - Rispondi

    Grazie. Mi consiglia anche di svolgere dei controlli medici periodici per monitorare l’insorgenza di eventuali tumori?

  77. Daniele 2 Luglio 2020 al 5:51 am - Rispondi

    Ricevo ancora il seguente quesito su un’argomento che, evidentemente, raccoglie un vasto interesse in ambito preventivo:

    “Salve dottore, secondo lei aver effettuato inavvertitamente una ventina di fori con trapano su un oggetto in cemento-amianto peraltro presente in giardino da sempre (7 anni con la nostra presenza) in giardino e poi pulito trapano e punte senza protezioni cosa comporta? oltre che sulla esposizione che se ho ben capito non è proprio significativa, ed oltre ad eliminare l’oggetto contenente amianto, eventualmente trapano e punte, bisogna bonificare anche il terreno, le piante (prato, siepi, basilico, menta rosmarino,… ) o basta basta irrorarli abbondantemente con acqua, oppure bisogna estirpare e buttare tutto? in casa senza dubbio la polvere è arrivata avendo sempre le finestre aperte, basta una classica pulizia o altro? Riguardo ai vestiti senz’altro alcuni sono finiti in lavatrice con altri, conviene buttare via tutto il possibile o con i lavaggi le polveri vanno via? Grazie per il supporto… Daniele.”

    ______________________________________________________________________

    Qui la mia risposta:

    Si. Come hai ben capito, ancora una volta, si tratta di una esposizione breve e di modesta entità (molto diversa sarebbe una esposizione giornaliera o settimanale alla stessa quantità di polveri!!). Cosa fare adesso?… Ovviamente evitare ulteriori esposizioni acute o croniche in quantità significative, lavare bene gli ortaggi (le fibre di amianto, comunque sono pericolose solo se inalate), e riusare tranquillamente gli abiti usati (la polvere viene portata via in lavatrice…).
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

    • Anna 9 Agosto 2020 al 6:18 am - Rispondi

      Salve dottore, per circa 10 anni ho vissuto in una casa con tetto in eternit, parte del quale partiva dalla finestra di camera mia. Non erano visibili rotture, ma segni di cattivo stato (macchie gialle nere bianche). Devo iniziare dei controlli? È un rischio cronico?
      Anna
      ___________________________________________________________________

      Qui la risposta del Dr. Buccheri:

      Sì, Anna. E’ un rischio cronico, nel senso che c’è la possibilità di sviluppare un tumore da amianto (mesothelioma o cancro del polmone), anche dopo 30 anni dalla esposizione. Però non è un rischio altissimo, essendo inferiore a quello del forte fumatore. L’unica cosa che posso consigliarti, a questo punto, è quello di seguire nella maniera più stretta le raccomandazioni prescritte nel codice europeo contro il cancro, di cui si parla a questo link: https://www.alcase.eu/home/giornata-mondiale-contro-il-cancro-2017/

  78. Silvia 10 Giugno 2020 al 4:43 pm - Rispondi

    Buongiorno Dottore,
    avrei cortesemente bisogno di un suo consulto per una situazione che mi desta qualche preoccupazione.
    Il mio appartamento, in cui vivo da circa 6/7 anni, insiste su una pertinenza condominiale, su cui sono istallate 2 canne di eternit. Una, più vicina, è stata rimossa circa 3 anni fa, mentre la seconda (distante circa 10- 15 m) è ancora lì. Nonostante sia apparentemente intatta e non lesionata, sto tentando di informarmi per farla sostituire. Volevo poi precisare che la rimozione della canna più vicina non credo sia avvenuta a regola d’arte ed ho paura che durante i lavori sia stata lesionata visto che ho trovato molta polvere entrata anche in casa.
    Inoltre, dopo aver acquistato l’appartamento, ho rinvenuto due vecchie canne di eternit appoggiate a terra all’interno della pertinenza, che ho fatto rimuovere dopo circa due anni (non sapevo di che materiale fossero). Premesso che apro le finestre lato pertinenza molto raramente e non passo molto tempo a casa, Lei ritiene che l’esposizione sia comunque rilevante?
    La ringrazio molto per la cortese risposta.
    Silvia

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    Cara Silvia,
    certamente non è stata un esposizione rilevante. Ma, non si può dire neanche che sia stata nulla.

    Per impedire che il tuo attuale rischio di sviluppare -fra 20-30 anni- un cancro al polmone o alla pleura cresca, prosegui nella tua azione di stimolo del condominio al fine di ottenere una completa eliminazione delle fonti di asbesto prossime alla tua abitazione e, magari, usa i promessi incentivi statali del 110% (?!) per isolare il tuo alloggio con infissi impenetrabili non solo dal freddo…ma anche dalle fibre di amianto! 😉

    Gianfranco Buccheri

  79. Valentina 23 Aprile 2020 al 10:37 am - Rispondi

    Buongiorno Dottore, sono una neo mamma estremamente preoccupata. Lavoro presso un ufficio dal 2015 adiacente per pochi metri ad un capannone abbandonato con tetto in amianto che nello stesso anno ha preso fuoco. Abbiamo scoperto fosse coperto di quel materiale solo nel 2018 una volta che la mia azienda ha deciso di acquistarlo. Ho scoperto di essere incinta nel maggio del 2018 e nel giugno del 2018 hanno bonificato la struttura. Mi chiedo quanto sia stata esposta io nel corso dei 3 anni in ufficio e quanto il mio bimbo? Sono davvero preoccupata. La ringrazio molto in anticipo.
    Valentina
    ________________________________________________________________________

    Beh!… Valentina. Non è esattamente quella che si chiama un’esposizione acuta, la tua! E’ durata tre anni, che non è tanto in termini di durata di esposizione, ma è già significativa. Nell’ambito di un rischio comunque basso, molto dipende dall’isolamento con l’esterno del tuo ufficio e se -e per quanto tempo-, hai lavorato con le finestre aperte. Il tuo bimbo, invece, non ha alcun rischio amianto, perché il minerale entra nei polmoni (dove esplica la sua tossicità) solo per via aerea, non per via ematogena placentare.
    Cordialmente,
    Gianfranco

    ________________________________________________________________________

    Buongiorno dottore, la ringrazio intanto tantissimo per la sua celere risposta. Sono estremamente sollevata per quanto riguarda la situazione del mio bimbo. Grazie tante. Per quanto mi riguarda i miei timori sono relativi al fatto che non ero presente al l’incendio ma operativa il giorno successivo (quando i vigili del fuoco ci hanno concesso di rientrare post spegnimento del rogo e piccoli focolai). Pur non sapendo che materiali fossero bruciati e lo ammetto ma ignorantemente non avrei saputo distinguere amianto da altro materiale ho sempre lavorato a finestre chiuse. Ripeto, i timori si rifanno al fatto che le lastre cadute sul terreno post incendio ed eliminate solo 3 anni dopo le vedevo dalla finestra. Grazie ancora dottore.

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    Ma, allora, Valentina, se le finestre erano chiuse, puoi stare tranquilla anche per te. L’esposizione ai postumi dell’incendio sono poi di per se un fatto abbastanza irrilevante.
    Gianfranco Buccheri

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    Dottore approfitto della sua gentilezza se posso per un ultimo ulteriore chiarimento. Cosa intende quando dice che l’esposizione ai postumi dell’incendio sono tendenzialmente irrilevanti? Il fuoco può aver bruciato le fibre anche se vedevo le lastre dalla finestra? Per correttezza del caso le segnalo che non sempre riuscivo ad obbligare i miei colleghi a non aprire una finestra non rivolta al capannone ma altro lato. La ringrazio ancora molto per la sua disponibilità.

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    Valentina, OK per il nuovo chiarimento…e però… non approfittare più! 😉
    Il fuoco NON è in grado di alterare le fibre di asbesto (come non altera la pietra). Le fibre di amianto rimangono pericolose comunque, in rapporto, alla quantità inspirata. Ma, qualche ora di esposizione ad un moderato contenuto di amianto costituisce …appunto…un rischio irrilevante.
    Buona notte a te a a chi ci leggerà ancora oggi.
    Gianfranco Buccheri

  80. Stefano 10 Aprile 2020 al 11:47 am - Rispondi

    Si Dottore, in sintesi la casa in questione è attualmente disabitata…per il resto mi trovo a dover lavorare nell’appezzamento di terreno per un totale di circa un mese e mezzo all’anno, in giornate distribuite durante tutto l’arco dell’anno..a distanze che vanno da un minimo di 30 m a oltre 200m dal capannone danneggiato.
    Riguardo la denuncia, ho già provveduto, …con lo scoppio della pandemia che stiamo vivendo, sicuramente ci saranno dei ritardi, in ogni caso avrò premura di assicurarmi che la mia voce non rimanda inascoltata, essendo un mio diritto e trattandosi a tutti gli effetti di inquinamento ambientale da sostanze cancerogene che può nuocere anche ad altri.
    Di nuovo la ringrazio per la sollecitudine, saluti

  81. Gianfranco Buccheri 10 Aprile 2020 al 10:25 am - Rispondi

    Non certo rischi rilevanti, sia acuti, che cronici, Stefano, visto che non abiti lì e non sei stato esposto per anni. E vista la tua oculata prudenza nell’accedere alla tua casa di campagna. Per la salute, penso tu possa stare tranquillo. Però un sollecito in comune e/o una denuncia all’ASL (se il vicino non porta via tutto) …ci starebbe.

  82. Stefano 10 Aprile 2020 al 9:19 am - Rispondi

    Buongiorno Dottore

    Avrei anche io un quesito da porle: possiedo una casa in campagna con terreno dove saltuariamente mi trovo a dover lavorare..esattamente sul confine del suddetto terreno (e quindi a una ventina di metri in linea d’aria dall’abitazione) vi è un capannone di proprietà del vicino, con copertura del tetto in pannelli di eternit..
    Il problema è che è stata seriamente danneggiata circa due mesi fa a causa di raffiche di vento impetuose…una quantità quantificabile in alcuni metri quadri di copertura, è stata divelta e frammentata dal vento..
    Il vicino ha provveduto a raccogliere questi frammenti sparsi nelle vicinanze, ma non ancora a rimuovere la copertura danneggiata dal tetto.
    Alla luce di quanto ho letto nelle risposte precedenti, la situazione può divenire pericolosa se non si interviene, potendo quindi parlare di esposizione cronica… ho già fatto una segnalazione al mio comune perchè si intervenga.
    Fino ad ora, da quando si è verificato il danno, in questo terreno mi sono recato solo alcune giornate (4-5) non consecutive tra loro…e non mi sono mai avvicinato al capannone se non per pochi minuti ogni tanto, mantenendo sempre distanze nell’ordine di minimo 30 metri o superiori… secondo lei ho corso dei rischi particolarmente rilevanti?
    Grazie per la disponibilità

  83. Vincenzo 9 Aprile 2020 al 9:02 pm - Rispondi

    Buonasera Dott. Buccheri, ultimamente mio padre mi ha rivelato che quando faceva il muratore ha tagliato anche lastre e tubi di eternit (durante le varie ristrutturazioni), senza usare alcun tipo di protezione. Questi episodi chiaramente non sono stati quotidiani, ma occasionali, tuttavia è difficile anche per lui quantificarli. Ora sono ormai 10 anni che è in pensione e fortunatamente non gli è successo nulla, ma oltre alla preoccupazione per la sua salute mi è sorto il dubbio su quella mia e di mia madre. Ho infatti letto che è possibile avere una forte esposizione da chi ha lavorato a contatto con l’amianto a causa dei vestiti da lavoro o delle varie fibre che restano sul corpo e che vengono portate a casa.

    La mia domanda è per quanto riguarda mio padre si tratta di un esposizione lavorativa e quindi corre alti rischi per il futuro (ora ha quasi settant’anni)?

    Per quanto riguarda me e mia madre potremmo aver subito un’esposizione rilevante e dovremmo preoccuparci?

    • Gianfranco Buccheri 10 Aprile 2020 al 10:33 am - Rispondi

      Vincenzo, approssimativamente per quanti anni (5/10/20 o più) tuo papà ha tagliato lastre e tubi di Eternit? E approssimativamente con che frequenza (1 volta a settimana/1 volta al mese/1 volta ogni 6/12 mesi)?…

      Capirai che senza queste informazioni è molto difficile darti una valutazione anche sommaria del suo e vostro rischio…

      Gianfranco B.
      PS. in ogni caso farei fare a tuo papà una lastra del torace (meglio una TC senza mezzo di contrasto) e una valutazione funzionale respiratoria… per cominciare ad escludere una iniziale asbestosi.

      • Vincenzo 10 Aprile 2020 al 10:55 pm - Rispondi

        Buonasera Dott. Buccheri, mio padre ha fatto il muratore per 35 anni e mi ha detto che la frequenza di contatto con l’eternit era in media 2 o 3 giorni l’anno. Ha aggiunto che in realtà usava una mascherina di protezione ma non è sicuro se fosse ffp3. L’esposizione avveniva durante le ristrutturazioni in cui veniva a contatto con tubi in eterni o piccoli parti di tetto che ahimè a volte tagliava mentre durante la costruzione dice che al massimo usavano lana di roccia. Mi ha anche detto di aver fatto già una tac al torace una 15 anni fa a seguito di una spirometria di routine un po’ debole (diagnosi asma). Non hanno trovato tracce riconducibili ad amianto e le successive spirometrie erano normali.
        Per quanto riguarda l’esposizione domestica secondaria, i vestiti da lavoro venivano messi in un contenitore a parte e mia madre li lavava sempre a parte in lavatrice, inoltre mio padre utilizzava un camioncino da lavoro e non l’automobile di familglia. Esposizione di mia madre per tutti i 35 anni. Mia esposizione 15 anni.
        Spero che le informazioni siano sufficienti per poter dare una valutazione a grandi linee di tutti e tre. Grazie per la risposta.

        • Gianfranco Buccheri 11 Aprile 2020 al 10:24 am - Rispondi

          A grandi linee, Vincenzo, direi che un certo rischio esiste per tuo papà, ma è piuttosto basso (date la scarsa esposizione cronica e le precauzione attuate). Ovviamente, per tua mamma e per te il rischio è ancora più basso (vicino allo zero).
          Prove di funzionalità respiratoria e TC-toracica potrebbero esser utilmente ripetute, dopo 15 anni!…

          Per il resto vivete sereni, e non dimenticate di adottare -regola aurea che vale per tutti- le misure descritte nel CODICE EUROPEO CONTRO IL CANCRO (https://www.europeancancerleagues.org/wp-content/uploads/2018/01/ecac_IT.pdf). Il che è quanto di meglio si può fare per prevenire ogni tipo di cancro (una volta eliminata l’esposizione a cancerogeni noti).

          Cordialmente,
          Gianfranco B.

      • Francesca 30 Agosto 2021 al 7:02 am - Rispondi

        RICEVO, RISPONDO & PUBBLICO:

        “Buongiorno,
        Scrivo perché sono davvero molto preoccupata.
        Il mio compagno ristrutturando il bagno di casa ha staccato delle mattonelle (per trasformare la vasca in doccia) e ha frantumato la colla con cui erano attaccate. La casa è del 1954 ed è possibile che la colla contenesse amianto. Ci lavorava un paio di ore la sera per qualche giorno. Forse una settimana. A volte anche io l’ho aiutato a spazzare le macerie. Corriamo grossi rischi? Non ci dormo più la notte, anche perché in casa a volte c’era anche il nostro bimbo di 5 anni. Faremo analizzare la colla, ma ho una gran paura della risposta. Francesca”

        __________________________________________

        Francesca, come più volte ribadito in questa rubrica, un’esposizione acuta come la tua non è davvero un grande problema per la salute. E, poi, aspettiamo di sentire se davvero è stata un’esposizione ad amianto!.. No?!
        Gianfranco B.

  84. Stefano 5 Novembre 2019 al 2:42 pm - Rispondi

    Buonasera Dott. Buccheri, volevo farle una semplice domanda, lavorando nell’edilizia non si sa mai cosa respiriamo , può capitare di smantellare dei pavimenti con colla in amianto, mi domandavo , le mascherine fpp3 hepa con una filtrazione minima del 99.95% sono sicure contro tutte le polveri in particolare quelle di amianto o qualcosa si respira sempre . le dico questo perchè è mio solito utilizzarle ma la paura che qualcosa passi ugualmente mi assale.
    volevo un suo consiglio o parere , sto vivendo male questa situazione per via del mio lavoro , vedo amianto ovunque e la paurar di respirare anche una sola fibra che potrebbe crearmi un tumore mi assale. Sono un salutista e non fumo
    saluti

    • Gianfranco Buccheri 10 Novembre 2019 al 3:22 pm - Rispondi

      Per ciò che mi consta, Stefano, quel tipo di mascherina dà un’ottima protezione, ma ovviamente non è assoluta. Fai bene ad usarle, usale rispettando tutte le avvertenze e le istruzioni d’uso, e vivi sereno: il tuo rischio di ammalarti di mesotelioma è probabilmente ridotto a quello di rimanere coinvolto in un incidente stradale!
      Gianfranco B.

  85. Gianfranco Buccheri 10 Ottobre 2019 al 7:45 am - Rispondi

    Prego, Nicola. Sì, le fibre di amianto sono talmente “sottili” che, quando le respiriamo, non ce ne accorgiamo neanche. Tuttavia, sentiamo il grosso particolato (la polvere generica, che può anche contenere fibre di amianto), e, in chi è asmatico come te, può provocare (o accentuare) una qualche ostruzione bronchiale…

  86. Nicola Tosi 9 Ottobre 2019 al 10:34 pm - Rispondi

    Gentile professore la ringrazio per la risposta.
    Si si l’idea è quella di pulire per poi sostituire la copertura appena finito l’inverno.
    Durante i giorni in cui ho effettuato le pulizie ho notato un po’ di ostruzione a livello bronchiale. Ma penso possa essere anche polvere “tradizionale”.
    Forse sbaglio, ma penso che la polvere di amianto sia talmente sottile da dar modo al nostro organismo di accorgersene. Sbaglio?
    In tutto questo, soffro anche di asma! Tale patologia può in qualche modo influire?

  87. Nicola Tosi 9 Ottobre 2019 al 6:58 pm - Rispondi

    Buonasera dott.Buccheri
    Volevo porre una questione. Faccio l agricoltore e ultimamente ho acquistato un capannone di circa 400mq coperto in doppia lastra di amianto (ondulina-fibra di vetro forse-ondulina) con tettoia davanti fatta solo di ondulina. La tettoia ha preso una tempestata ma la copertura interna è integra anche se gocciola dentro (non ci sono buchi ma evidentemente le giunzioni non tengono più). Ho passato 2 settimane a mettere a posto, pulire e spazzare, cosa che non è stata fatta da almeno 20 anni.

    Secondo lei? Sono a rischio? Dovrei farmi controllare?

    Grazie!

    Cordialmente

    Nicola

    • Gianfranco Buccheri 9 Ottobre 2019 al 8:44 pm - Rispondi

      Gentile Nicola,
      certo l’esposizione anche se ancora classificabile come acuta è significativa. Tuttavia non ci sono accertamenti per quantificare il rischio.
      Il mio consiglio è fare ancora più attenzione alle regole del codice europeo contro il cancro (http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?menu=notizie&p=dalministero&id=1779) e far bonificare dall’amianto la sua proprietà (altrimenti l’esposizione diventa cronica e davvero pericolosa).
      Cordialmente,
      Gianfranco Buccheri

    • Marta cogliati 14 Maggio 2020 al 8:51 pm - Rispondi

      Buonasera dottor Buccheri, volevo un’informazione. Oggi per sbaglio, trasportando varie cose in discarica, devo aver caricato in macchina una lastra contenente amianto. Un pezzetto si e’ rotto e sono uscite polveri.
      A questo proposito volevo chiederle se la polveri rimangono sui vestiti ed in macchina e se inoltre posso averle disperse in giro per casa al mio ritorno, prima di docciarmi.
      In tal caso: come farle uscire? E’ sufficiente areare o devo usare prodotti particolari?
      Temo che si attacchino alle pareti e divengano cronicamente inalabili.
      Grazie di cuore e scusi per il tedio, ma sono un po’ in ansia…
      Marta

      _________________________________________________________________________

      Cara Marta, sì, le polveri si posano sui vestiti e possano essere disperse per casa. Per un solo evento, tuttavia l’aumento del rischio di sviluppare dopo 20/30 anni un tumore pleurico o polmonare rispetto al basale, è del tutto irrilevante. Ovviamente, lavare i vestiti e, con mascherina, la tappezzeria della macchina, areare l’abitazione, lavarne i pavimenti e spolverarne i mobili (anche questo con mascherina) subito dopo l’evento è una misura prudenziale raccomandabile.
      Cordialmente,
      Gianfranco Buccheri

  88. Alessandro 26 Settembre 2019 al 10:38 pm - Rispondi

    Salve, abito a 10 metri da un capannone molto grande. Tutta la tettoia di questo capannone è in amianto e avrà 50-60 anni. Le lastre sono integre, non presentano segni di rottura. Ora la mia situazione è la seguente: ho 26 anni, ho sempre vissuto in questo luogo e nell’ultimo mese sono diventato ipocondriaco. Ho paura di tutto ciò che possa portarmi a sviluppare malattie: avevo paura di avere un tumore al cervello e ho somoatizzato sintomi che, una volta svolta la risonanza magnetica e scoperto che non avessi nulla, sono scomparsi; nelle ultime due settimane mi sono fissato con il discorso amianto e ho avuto dei leggeri fastidio al fianco sinistro, a livello della prima costola fluttuante, percepisco inoltre un senso di pressione allo sterno e alle volte mi sento come se fossi in debito di ossigeno. Sono un ragazzo sportivo e quando mi distraggo o faccio attività questo debito non si presenta, ma quando vado a letto e penso a dove abito, mi sale il terrore. Ho fatto rx torace 2 settimane fa e non è uscito assolutamente nulla, inoltre ho anche svolto la visita medica agonistica con spirometria (questo 1 mese fa, prima che avessi questi sintomi) ed era tutto a posto. Ho paura di avere il mesotelioma pleurico e sono ossessionato da questo. La situazione in cui abito mi porterà alla morte? La tettoia di questo capannone è intatta, non si sgretola al tatto (mi è stato riferito, non l’ho assolutamente provato io), ma devo comunque preoccuparmi? E possibile che con una rx negativa abbia comunque il mesotelioma? Grazie e scusate.

  89. Massimiliano 5 Settembre 2019 al 5:17 pm - Rispondi

    Salve, mi è capitato un paio di anni fa di respirare delle fibre emesse da una smerigliatrice in funzione su una barca a circa venti metri da me, accusando due brevi fitte in sede polmonare che tutt’oggi mi perseguitano, specialmente quando inalo del fumo passivo.
    Mi consiglia di fare qualche esame?

    • Gianfranco Buccheri 11 Settembre 2019 al 7:57 pm - Rispondi

      Di nuovo, Massimiliano, l’esposizione breve a fibre di amianto (e nel tuo caso non certo massiva, né certa) ha nulla rilevanza in termini di rischio. Per le.. “fitte”, se ripetute, continue, e significative, devi fati vedere da un pneumologo.
      Ciao,
      Gianfranco B.

  90. Traini Andrea 20 Agosto 2019 al 4:00 pm - Rispondi

    Caro dottore, ho avuto delle esposizioni brevi ma di media intensità che posso raggruppare in 16 anni di attività ,in 6 giorni lavorativi, ovvero, ho scavato un condotto manualmente con pietre rivestite di amianto e coibentato una stanza con vecchi pannelli di amianto e relativa pulizia del lpcale con scopa, ovviamente purtroppo nessuna protezione alle vie respiratorie, vorrei capire se mi trovo nella condizione di basso rischio o meno. Grazie.

    • Gianfranco Buccheri 20 Agosto 2019 al 8:44 pm - Rispondi

      Beh!… Andrea, se sono davvero solo 6 i giorni di esposizione, direi che il tuo rischio è ancora basso, certamente assai minore di quello di un modesto fumatore!

  91. antonio 30 Giugno 2019 al 7:09 pm - Rispondi

    Nuonasera dott. Buccheri. Mio foglio, effettuando un lavoro di ristrutturazione fai da te, ha smantellato una paretina in cartongesso contenente amianto, di cui il proprietario non aveva accennato. Secondo me ha avuto una intensa esposizione per un paio d’ore. Cosa mi consiglia di fare?

    • Gianfranco Buccheri 7 Luglio 2019 al 8:54 pm - Rispondi

      Nulla, se non ha sintomi particolari. Legga gli altri analoghi quesiti (e relative risposte) in quest’area di discussione…

  92. Gianfranco Buccheri 19 Giugno 2019 al 9:37 pm - Rispondi

    Ricevo questa mail , che pubblico qui per omogeneità di argomento:

    “Buonasera, forse esagero ma sul traghetto per la corsica scopro con terrore che la zona dell’Haute Corse è piena di amianto naturale (ex miniera e presenza diffusa di serpentine, oltre alla famosa spiaggia di Nonza). Che rischi si corrono, occorre evitare qualcosa? Mi rassicuri, la prego, sembra un problema grave per i residenti, ma per i turisti?
    Paolo Gabriellini.”

    Segue la mia risposta:

    “Caro Paolo, la tua, se lo sarà, sara’ una esposizione acuta (e per di più di entità assolutamente trascurabile) all’amianto. Leggi dunque i miei precedenti commenti sull’argomento e, penso, sarai sufficientemente rassicurato.
    Certo non è consigliabile fare trekking in miniera e puoi anche escludere di soggiornare in aree che i locali temano essere fortemente contaminate. Più per buon senso che per altro…
    In conclusione, stai tranquillo e fai una bella vacanza!”

    • PAOLO 20 Giugno 2019 al 9:08 am - Rispondi

      Grazie. Evitata tutta la costa ovest, sono rimasto ad almeno venti km dall’area della miniera ora chiusa e quasi del tutto bonificata. Da capire perché le asl locali ammettano l’accesso alla spiaggia sostenendo che le particelle riversate nei decenni sono inerti… sui monti ho intravisto alcune venature neroverdi della roccia che credo sia crisolite ma credo che finché sono integre(non lavorate) non siano rischiose, vero? Grazie

      • Gianfranco Buccheri 20 Giugno 2019 al 4:19 pm - Rispondi

        Potenzialmente anche le fibre di amianto naturali, e non lavorate sono cancerogene. Si tratta sempre di quantità di emissione (un vecchio tetto rivestito di amianto libera nell’ambiente una quantità di fibre di gran lunga maggiore di una roccia compatta) e tempo di esposizione (acuta vs. cronica)….

  93. Stefano 13 Giugno 2019 al 6:43 pm - Rispondi

    Grazie per la risposta Dott.
    forse ho spiegato male, per fibre di amianto intendo quelli che sono nelle composizioni delle colle, in internet spiega che le colle usate per le pavimentazioni in periodi antecedenti agli anni della messa in bando dell’amianto possono contenere tracce di amianto dal 5 al 25 % dunque essendo uno stabile del periodo anni 70 ed essendo una palestra di una scuola può starci che possano contenerle .
    Cmq pur usando sempre mascherine ffp3 ho una certa ansia quando si ristrutturano vecchi edifici . Sono un salutista e non fumo neanche e il pensiero di aver respirato questa roba mi crea ansia ,non so se giustificata o esagerata , anche perchè oggi quello che respiriamo è cangerogeno
    cmq grazie Dott.

    grazie

  94. Gianfranco Buccheri 12 Giugno 2019 al 9:30 pm - Rispondi

    Le fibre di amianto, Stefano, posso certamente aumentare il rischio di mesotelioma e cancro al polmone. Non so a quali altri fibre ti riferisci. Certe colle, inoltre, contengono sostanze cancerogene, ma bisogna conoscerne la composizione chimica (devi chiederlo ai tuoi responsabili d’azienda). Infine se l’esposizione èstato di solo alcune ore e tu hai usato la mascherina, il pericolo non dovrebbe essere eccessivo, in qualunque caso.
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

  95. Stefano 12 Giugno 2019 al 12:44 pm - Rispondi

    Buonasera Dott. Buccheri, sono un muratore e molto spesso per lavoro è prassi respirare polveri, ultimamente smantellando un pavimento in una palestra della scuola Linoleum ( ma non in fibra amianto almeno credo perchè sono in rotoli gommosi in metri e non in mattonelle vinil amianto ) mi è venuto un dubbio sulla colla utilizzata di un grigio scuro se questa possa contenere dell’amianto. L’edificio risulta essere 1974 , è stato raschiata la colla con conseguente polverone , mi domando se questo può essere pericoloso, (comunque ho utilizzato una mascherina usa e getta ffp3 ) anche se mi dicono che con le mascherine qualcosa passa sempre.
    Adesso mi è venuta una grande ansia leggendo che anche una fibra può causae un cancro al polmone.
    Lei che ne pensa?
    Grazie

  96. Gianfranco Buccheri 7 Giugno 2019 al 10:18 am - Rispondi

    Il tuo, Emilio, non è invece una esposizione acuta, ma CRONICA, sicuramente in grado di provocare gravissime malattie (asbestosi, mesotelioma, cancro del polmone), dopo molti anni (20-30) da esposizione all’amianto.
    Devi fare qualcosa: prova a informarti all’ASL e chiedi con forza una bonifica ambientale.
    Gianfranco

    • Serena 28 Agosto 2019 al 8:15 pm - Rispondi

      Gentile dottore,
      ho 40 anni e vivo da sempre in una zona di campagna dove alcuni vicini hanno ancora capanne con tetto in eternit. Devo pretendere una bonifica, oppure se le lastre non sono troppo usurato il rischio è basso? Sono preoccupata in particolare per il mio bambino.
      Grazie infinite

      • Gianfranco Buccheri 11 Settembre 2019 al 8:02 pm - Rispondi

        In effetti, Serena, se queste case son vicine alla tua abitazione, il rischio -alla lunga- comincia a divenire significativo. La bonifica mi pare necessaria.
        Gianfranco

  97. Emilio 6 Giugno 2019 al 9:06 pm - Rispondi

    Salve vivo in una cada da 3 anni a circa 10 metri da alcune casette piccole con tetto in eternit che sono li da almeno 40 anni……1 tetto di questi è rotto……devo preoccuparmi per me e i miei cari???
    Grazie…..

  98. Gianfranco Buccheri 5 Giugno 2019 al 8:28 pm - Rispondi

    Stessa risposta, Giovanni. Un’esposizione acuta, ma breve, non ha significativi effetti dannosi sulla salute. Stai tranquillo.

  99. Giovanni 5 Giugno 2019 al 5:21 pm - Rispondi

    Buong giorno ho un problema simile a questo, in campagna di un amico vi erano dei pannelli di cemento amianto sopra una collinetta e sono caduti di sotto alcuni spezzandosi alzando una gran polvere, dovuta al terreno e ai pannelli, mentre noi eravamo al di sotto e quindi siamo stati investiti da questa polvere.
    Si può considerare trascurabile o mi consiglia accertamenti?

    • Jennifer 9 Settembre 2020 al 10:02 am - Rispondi

      Riceviamo, rispondiamo, e pubblichiamo:

      “Salve dottore, mio marito ieri e oggi ha distrutto dei contenitori per l’acqua simil giara di amianto, ieri ha indossato la mascherina ma non i guanti e si è anche tagliato, oggi entrambi, ma ho paura che anche se ha indossato la mascherina non ha fatto nulla, perché è quella semplice usa e getta, è stato dalle 8 del mattino fino le 18 spaccando ste cose al chiuso, e oggi sta continuando, devo preoccuparmi?
      Jennefer”

      __________________________________________________________________________________________________

      Cara Jennefer,
      Le fibre di amianto sono pericolose se inalate, ma non se assorbite per altre vie (in modica quantità). Certo, una mascherina professionale avrebbe dato maggiori garanzie. Suo marito sembra essere un pò…imprudente, ma la probabilità che la sua imprudenza sia…punita dal destino equivalgono a quelle di aver un incidente stradale domattina. OK?.. Tranquilla ora?
      Gianfranco Buccheri”

  100. Gianfranco Buccheri 13 Dicembre 2018 al 6:47 pm - Rispondi

    No, non è il caso. Magari, evita per il futuro altre situazioni a rischio…

  101. Marco 13 Dicembre 2018 al 5:04 pm - Rispondi

    Quindi secondo lei Dottore non devo fare nessun accertamento?
    La ringrazio ancora…Buona serata.

    • Angela M. 1 Febbraio 2023 al 7:56 am - Rispondi

      Salve dottore, il mio quesito è il seguente: per circa dieci anni ho lavato gli indumenti di mio marito che si occupava di smaltimento amianto. Loro indossavano le tute apposite ma non in tutte le fasi, pertanto credo che fibre sì siamo depositate anche sugli abiti da lavoro che io a casa lavavo e asciugavo in asciugatrice. La mia domanda è: ieri mi sono sottoposta a una tac con contrasto torace per accertamenti legati ad una patologia autoimmune, in quanto dovevano escludere problemi al timo… se io avessi respirato una quantità significativa di amianto, ci sarebbero segni sulla tac?
      La tac è del tutto negativa. Vorrei sapere se è segno di scarsa esposizione. Grazie.
      Angela

      • Gianfranco Buccheri 1 Febbraio 2023 al 12:43 pm - Rispondi

        Buona sera, Sig. Angela.
        In effetti, una lieve esposizione alle fibre di amianto, sulla base di quanto mi racconta, c’è stata, nel suo caso, ed il rischio di sviluppare un mesotelioma o un tumore polmonare nei prossimi 35 anni esiste, anche se lo definirei davvero molto modesto. La TAC normale esclude soltanto la presenza di una asbestosi (reazione infiammatoria cronica alla presenza delle fibre), non il rischio oncologico futuro…
        Le consiglio, pertanto di ridurre il suo rischio oncologico, minimamente aumentato, mettendo in atto tutte le misure di prevenzione raccomandate, che può trovare qui: https://www.alcase.eu/prevenzione-primaria/
        Cordiaslmente,
        Gianfranco B.

  102. Marco 8 Dicembre 2018 al 11:35 am - Rispondi

    Medicitalia.it
    Utente 492XXX Utente 492XXX 02.12.2018 05:55:03
    ESPOSIZIONE AMIANTO
    Buonasera Dottore,vorrei sottoporle un quesito riguardante una situazione spiacevole nella quale sono stato coinvolto alcuni anni fa.
    Nella mia campagna e’ presente un impianto con il tetto in Eternit,io molto ignaro del reale pericolo di questo materiale ho provveduto ad installare in questo tetto una canale per evitare il deterioramento della parete.
    Durante la lavorazione ho dovuto praticare una ventina di fori in questo tetto per andare ad installare i supporti in cui inserire il canale (i fori sono stati piccoli,giusto per inserire la vite).
    Durante la lavorazione ho naturalmente cercato di trattenere il fiato piu’ a lungo possibile nel momento di andare a forare questo tetto.
    I fori sono stati eseguiti da sotto.mentre foravo ho cercato appunto di mantenere il fiato piu’ a lungo possibile girando la testa dalla parte opposta della polvere ma credo comunque di aver inalato qualche fibra,anzi sicuramente.
    Volevo precisare che ho 23 anni durante il periodo in cui ho eseguito il lavoro fumavo ma ho poi smesso ed ora e’ quasi un anno che non fumo.
    Ho avuto altri 2 contatti con il cemento-amianto ma sicuramente non gravi come l’episodio del canale.
    Una volta ho dovuto provvedere a rimuove alcuni pezzi di eternit rotti da mio padre qualche giorno prima presumo da una fogna.
    Nel secondo episodio ho dovuto rompere un pezzettino di tubo in fibrocemento per inserire al suo interno un’altro tubo.
    L’episodio del canale e’ quello che mi mette piu’ in ansia.
    Voglio precisare che non eseguirò mai piu’ nessun tipo di lavoro su materiali contenti amianto sia per motivi personali ma anche di rispetto verso le altre pestone.
    Sono gia stato rassicurato dal mio medico di base dicendomi che queste malattie vengono solo a persone che hanno lavorato per molto tempo a contatto con questo materiale ed a persone che hanno vissuto in luoghi fortemente inquinati e che non avro’ mai tale malattia.
    Visto che non posso rivolgermi ad un medico del lavoro (e mi sarebbe interessato magari avere un parere anche da questa figura) volevo chiedere a lei a quanto rischio mi sono esposto di contrarre un mesotelioma e se devo fare qualche esame.
    La ringrazio per la pazienza e le auguro buona giornata.

    • Gianfranco Buccheri 8 Dicembre 2018 al 6:24 pm - Rispondi

      Caro Marco, ovviamente, la risposta non può essere diversa da quella data qualche giorno fa ad Alessandro e Mario (leggi poco più su).
      Esposizione breve, rischio bassissimo o trascurabile!..
      Cordialmente,
      Gianfranco Buccheri

  103. Mario 3 Dicembre 2018 al 4:15 pm - Rispondi

    Buonasera,
    Grazie per la risposta.
    Vediamo se ho capito bene, anche se ho rimosso il materiale ed ho inalato per 8/9 ore anche polvere derivata dalla colla, il mio rischio e basso o nullo a causa della breve esposizizione. Considerando che per le malattie tumorali non esiste un valore soglia ,ma più se ne respira e più aumenta il rischio ( esempio settimane o mesi ).

    Grazie

    • Gianfranco Buccheri 5 Dicembre 2018 al 8:20 pm - Rispondi

      Perfetto, Mario. Hai capito bene.
      C’e’ però da puntualizzare il fatto che il valore soglia e’ quasi sempre (non solo in medicina) un valore al di sopra o al di sotto del quale una certa relazione è considerata o meno significativa. È dunque un valore convenzionale accettato dagli esperti, non necessariamente quel valore al di sotto del quale la relazione e’ nulla.
      Nel tuo caso, il rischio da esposizione è certamente al di sotto del valore soglia convenzionale…non nullo.
      Cordialmente,
      Gianfranco Buccheri

  104. Gianfranco Buccheri 28 Novembre 2018 al 5:29 pm - Rispondi

    Ricevo sullo stesso argomento questa mail di Mario:

    “Buongiorno,
    Ho 34 anni vorrei raccontarvi un avvenimento avvenuto 3 anni fa.
    Ho eseguito personalmente una rimozione dì pavimento in vinil-amianto (16% crisotilo il pavimento è stato tolto senza rorture) e ho raschiato la colla( contente amianto 5% crisotilo ) con una paletta per poi mettere una pavimento ad incastro in legno. Questa operazione è durata circa 8 ore la superficie era di circa 15 mq, quando ho eseguito i lavori non conoscevo il pericolo che mi è stato riferito da un condomino che ha eseguito delle analisi. La mia domanda è la seguente cosa ho rischiato? Un esposizione occasionale può fare insorgere un mesotelioma o un tumore polmonare?
    Grazie”
    _____________________________________________________

    La risposta per lui è la stessa già data qui sù ad Alessandro:
    1. L’esposizione acuta a fibre di amianto aumenta il rischio di insorgenza di tumori asbesto-collegati, ma
    2. la aumenta in maniera praticamente nulla o comunque minima, a seconda della quantità di fibre respirate e durata della breve esposizione…

  105. Gianfranco Buccheri 18 Novembre 2018 al 12:36 pm - Rispondi

    Alessandro, l’asbesto viene rilasciato nell’ambiente anche da materiali integri, in quantità minime, che però con gli anni possono diventare significative…

    Aver respirato per quattro giorni dell’aria che, molto verosimilmente, conteneva una discreta quantità di fibre di asbesto, aumenta dunque il tuo rischio di sviluppare un tumore asbesto-collegato.

    Il punto è la quantificazione del rischio. Nel tuo caso, esso è bassissimo, al punto da poter essere ragionevolmente ignorato.

    Per farti un esempio, valuto che che l’esposizione a radiazioni ionizzanti di 2/3 TAC sia un rischio equivalente al tuo.
    E allora?… Non facciamo più TAC?…

    Un caro saluto,
    Gianfranco

  106. Alessandro 17 Novembre 2018 al 5:07 pm - Rispondi

    Buongiorno,

    Ho una domanda simile. Qualche anno fa con alcuni altri studenti in Inghilterra abbiamo girato un cortometraggio in un vecchia “baracca” chiusa da anni. Per prepararlo abbiamo spazzato per terra e mosso molta polvere. Abbiamo poi girato per 4 giorni.

    Solo alla fine del terzo, ci siamo accorti che parte del tetto era in eternit.

    Abbiamo comunque concluso l’ultima mezza giornata ma ovviamente molto preoccupati.

    Ora a distanza di qualche anno essendo reimbattutomi per caso nell’argomento, mi chiedevo se quei giorni possano essere stati sufficienti ad inalare dosi preoccupato di asbesto.

    Ovviamente il tetto non è stato toccato, e sono totalmente ignorante circa la possibilità che un tetto lasciato alle intemperie per anni possa rilasciare delle polveri.

    Grazie per ogni informazione.

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