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per la lotta al cancro del polmone

Artralgie da immunoterapia: come controllarle?

Artralgie da immunoterapia: come controllarle?

26 Gennaio 2023

CONTESTO

L’immunoterapia è un tipo di trattamento per il cancro. Utilizza sostanze prodotte dal corpo o in laboratorio per potenziare il sistema immunitario e aiutare il corpo a trovare e distruggere le cellule tumorali.
Gli effetti collaterali possono apparire come segni o sintomi. I segni sono cambiamenti che possono essere misurati, come la pressione sanguigna o la temperatura corporea. I sintomi sono cambiamenti che si possono percepire nel corpo.
L’immunoterapia può anche indurre il sistema immunitario ad attaccare le cellule sane. Ciò può causare effetti collaterali, chiamati anche “effetti avversi immuno-correlati”. Questi possono verificarsi in qualsiasi momento durante il trattamento o talvolta anche dopo l’interruzione dell’immunoterapia.

Artralgie da immunoterapiaLievi effetti collaterali
Per gli effetti collaterali lievi, il trattamento probabilmente continuerà e il paziente sarà monitorato per i cambiamenti dei sintomi.

Effetti collaterali da moderati a gravi
Il medico può sospendere il trattamento e prescrivere un tipo di farmaco chiamato corticosteroide (come il prednisone o altri) per calmare il sistema immunitario. A volte, dopo un corticosteroide possono essere somministrati anche altri farmaci. Se gli effetti collaterali vengono alleviati, il medico può tentare di ricominciare l’immunoterapia o modificare il piano di trattamento, soprattutto se è stata somministrata una combinazione di farmaci. Se gli effetti indesiderati non scompaiono o peggiorano, il medico può decidere di interrompere il trattamento con l’immunoterapia.
Gli effetti collaterali degli inibitori del checkpoint immunitario sono generalmente causati dal sistema immunitario che attacca parti del corpo normali oltre alle cellule tumorali. Questo è un processo chiamato infiammazione. Gli effetti collaterali degli inibitori del checkpoint immunitario possono influenzare le seguenti parti del corpo: Pelle, Tratto gastrointestinale, Muscoli e scheletro, Reni, Nervi., Sangue, Polmoni, Sistema endocrino, Cuore e vasi sanguigni, Occhi, Organi riproduttivi.

Fonte Cancer.net


Buongiorno, Professoressa Aurilio.
Sto facendo dei cicli di doppia immunoterapia per adenocarcinoma non operabile.
Purtroppo sono al quinto ciclo e sto soffrendo moltissimo di mal di schiena.
Non capisco il perché e con che farmaci gestirlo.
Non ho metastasi ossee.
La ringrazio in anticipo
Grazie
Matilde

Gentile Signora Matilde,
ho riscontrato anche io che pazienti che assumono farmaci immunoterapici presentano dolori articolari.
Potrebbe utilizzare sulla zona dolente cerotti di farmaci antinfiammatori da cambiare ogni 12/24 ore a seconda del tipo che utilizzerà, nei giorni in cui il dolore è più insistente.
Potrebbe aggiungere un antinfiammatorio per via orale a rilascio modificato.

Sono a sua disposizione, mi scriva pure per altre informazioni.

terapia dolore

Distinti saluti,

Prof.ssa Caterina Aurilio
Professore Ordinario di Anestesia e Rianimazione a.r.
Università degli Studi della Campania, Luigi Vanvitelli

2024-06-02T18:31:20+00:00

6 Commenti

  1. Giusi 14 Febbraio 2023 al 6:39 pm - Rispondi

    Gentile Dottoressa,
    la mia mamma, con adenocarcinoma polmonare destro al 4 stadio, non operabile, cT2 N2 M1, per secondarismi linfonodali, ossei, pleurici, ha fatto lunedì scorso la terza seduta di chemioimmuno. Verso mercoledì ha iniziato a stare male con i dolori, soprattutto nella parte destra, raggiungendo l’apice del dolore venerdì. Da sabato meglio. Dice che sono delle fitte di dolore insopportabile, simile a delle forti contrazioni. Questo le succede dopo un paio di giorni dalla terapia (anche le due volte precedenti) e le dura 2 o 3 giorni. In quei momenti prende Effentora e ha sempre il cerotto. Le chiedo:” Perché questi picchi di dolore dopo aver fatto la terapia?” “Da cosa dipendono?” “Si possono controllare solo con Effentora e Fentanil cerotto ?” “Saranno sempre così?” .
    Grazie
    Giusi

    • CATERINA AURILIO 14 Febbraio 2023 al 6:40 pm - Rispondi

      Gentile Signora Giusi,
      la terapia con chemioterapia ed immunoterapia ha indubbiamente migliorato molto i risultati dell’ adenocarcinoma del polmone, a fronte, però quasi sempre di dolore che insorge dopo la terapia per qualche giorno , ma che a volte può durare più giorni. Questi effetti collaterali dipendono dal fatto che l’immunoterapia attiva il sistema immunitario e di questo fanno parte anche le chemochine infiammatorie che sono la causa del dolore.
      La terapia prescritta a sua madre è corretta, dal momento che si tratta soltanto di pochi giorni. Per migliorarla consiglio di assumere durante i giorni nei quali avverte dolore paracetamolo compresse 1000mg, da 1 a 3 compresse al dì, da assumere a distanza di 4 ore l’una dall’altra.
      Distinti saluti
      Caterina Aurilio
      Professore Ordinario di Anestesia e Rianimazione a.r.
      Università degli Studi della Campania, Luigi Vanvitelli

  2. Nicoletta 9 Marzo 2023 al 6:39 pm - Rispondi

    Gentilissima dottoressa, la mia mamma è affetta da un adenocarcinoma non a piccole cellule del polmone destro con oligometastasi, scoperto durante un follow up di un carcinoma mammario del 2019 trattato con chemio e radio attualmente con zoltron.
    Per il polmone ha già eseguito 4 cicli chemioimmuno, dopo tac che ha evidenziato una riduzione della lesione, e gli oncologi hanno optato per il mantenimento con keytruda ed alymta, (ed ha eseguito il primo ciclo).
    Questa volta i dolori articolari sono stati molto forti e localizzati alla spalla, collo e emitorace dx. Durante i precedenti cicli era localizzato nella regione lombo sacrale irradiati al fianco destro.
    La qualità della vita di mia madre è peggiorata tantissimo, il dolore è invalidante, la cosa che non riesco a spiegarmi è che il dolore ha un’intensità di circa 20 minuti, può tornare più volte nell’arco della giornata, oppure scomparire anche per alcuni giorni. Assume Tachipirina 1000 quando ha dolore anche 3 volte al dì, altrimenti non vuole prendere nulla perché asintomatica.
    A volte è sufficiente una borsa dell’acqua calda ed un massaggio con Voltaren gel.
    Sinceramente non so più cosa fare, gli oncologi mi dicono di somministrare del Voltaren i.m. ma quanto? Quando? Per quanto?
    Vorrei aiutare mia madre, anche in considerazione del fatto che prima di iniziare il tutto mamma era totalmente asintomatica, passeggiava andava a fare la spesa e faceva le faccende domestiche, in quasi 6 mesi è stata distrutta dal dolore.
    L’unica cosa che ho notato è che aumenta dopo la somministrazione delle compresse di acido folico, anche in questo caso gli oncologi mi hanno escluso la correlazione.
    Le chiedo gentilmente un aiuto, un consiglio su come gestire questa situazione.
    La ringrazio anticipatamente.
    Una figlia disperata.
    Distinti saluti
    Nicoletta

    • CATERINA AURILIO 9 Marzo 2023 al 6:41 pm - Rispondi

      Gentile Signora Nicoletta,
      Le consiglio di far assumere a sua madre l’integratore alimentare a base di palmitoiletanolamide ultra micronizzata 2 volte al dì per almeno 1 mese o anche per più tempo, se la sintomatologia migliora può assumerli anche 1 volta al dì.
      Molto bene la Tachipirina 1000 anche 3 volte al dì.
      Nel caso si presentino episodi acuti saltuari di dolore potrebbe assumere un FANS per os ad effetto rapido, ce ne sono molti in commercio ed i principi attivi sono simili.
      Mi scriva ulteriormente per farmi sapere come procede la sintomatologia dolorosa.
      Caterina Aurilio
      Professore Ordinario di Anestesia e Rianimazione a.r.
      Università degli Studi della Campania, Luigi Vanvitelli

  3. Giusi 22 Marzo 2023 al 10:51 am - Rispondi

    Gentile Dottoressa,
    mia mamma, dapprima aveva più spesso dolori rispetto ad ora. Adesso i dolori (e come dice lei quel senso di bruciore) appaiono quando sta per fare l’infusione successiva… quasi come se arrivasse a un punto in cui “è scoperta” dai farmaci e riaffiora il male.
    La mia perplessità è questa: se il dolore riappare quando ci si avvicina all’infusione successiva. e quindi quasi dopo 15 giorni dall’infusione precedente, è normale?
    Possiamo sperare che questo dolore/bruciore passi?
    Lei ha finito il primo ciclo e ha la tac il 30 marzo. Fino ad allora non farà terapia…quindi la paura è che stia col dolore per tanto tempo…
    Inoltre non ho mai capito se il dolore lo provoca il tumore stesso (adenocarcinoma 4 stadio con qualche secondarismo osseo) o l’immunoterapia.
    So che il polmone, in quanto privo di sistema nervoso, non provoca dolore…ma mia mamma dice di avere quel forte dolore proprio dove è localizzata la malattia, sul fianco destro.
    La ringrazio infinitamente
    Giusi

    • CATERINA AURILIO 22 Marzo 2023 al 10:53 am - Rispondi

      Cara signora Giusi,
      il sistema nervoso è diffuso in tutto il nostro organismo e rappresenta una condizione importante e di sopravvivenza per l’uomo…
      Pensi ai nostri progenitori che, al primo contatto col fuoco, se non avessero avuto dolore, sarebbero stati eliminati.
      Il dolore di sua madre, credo (perché è fondamentale per il medico una visita) derivi sia dalla neoplasia che per la proprietà che ha di occupare uno spazio in un tessuto genera dolore ed inoltre anche dall’immunoterapia.
      Mi riscriva pure se, dopo la TAC, il dolore non è ben gestito e vediamo cosa possiamo fare
      Cordiali saluti
      Caterina Aurilio
      Professore Ordinario di Anestesia e Rianimazione a.r.
      Università degli Studi della Campania, Luigi Vanvitelli

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