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per la lotta al cancro del polmone

Confronto fra immunoterapici: camrelizumab, pembrolizumab, tislelizumab e sintilimab

Negli ultimi anni si è assistito al rapido sviluppo di nuovi inibitori del check-point immunitario (ICP), soprattutto ad opera di ricercatori Cinesi.

Ad una prima analisi dei risultati clinici relativi a ciascun nuovo inibitore ICP, si osservano solo modeste ed apparentemente non clinicamente significative differenze, sia per quanto riguarda l’efficacia, sia per quanto riguarda la tossicità. Ciò, ovviamente, non è sufficiente per scegliere un inibitore ICP a dispetto di un’altro. Sono, perciò, assolutamente necessari confronto fra immunoterapici  che siano randomizzati,  di confronto nella popolazione generale e, ancora di più, nei sottogruppi che hanno maggiore probabilità di risposta all’immunoterapia (sesso femminile, età giovanile, carico mutazionale, espressione di PD-L1, ecc..).

Un primo confronto fra immunoterapici (ma si tratta ancora di uno studio retrospettivo, basato sulla cosiddetta “analisi del mondo reale”) è stato recentemente pubblicato da studiosi Cinesi e, importante, include un immunoterapico molto utilizzato in occidente, il Pembrolizumab.

Segue la traduzione del riassunto dell’articolo scientifico:

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Contesto: Gli inibitori dei checkpoint immunitario (ICI) hanno modificato significativamente il paradigma del trattamento di prima linea per il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) senza alterazioni dei geni driver. L’efficacia e la sicurezza di diversi inibitori della proteina di morte cellulare programmata 1 (PD-1) nel trattamento del NSCLC avanzato nella pratica clinica reale cinese rimangono poco chiare. Questo studio mira ad analizzare retrospettivamente l’efficacia e la sicurezza di camrelizumab, pembrolizumab, tislelizumab e sintilimab come opzioni di trattamento di prima linea per il NSCLC avanzato nelle applicazioni reali cinesi.

Metodi: Un totale di 452 pazienti con NSCLC trattati con camrelizumab, pembrolizumab, tislelizumab o sintilimab come trattamento di prima linea tra gennaio 2019 e giugno 2023 presso il Jiangsu Cancer Hospital sono stati valutati retrospettivamente. Gli eventi avversi e le risposte obiettive dei pazienti sono state valutate utilizzando il Common Terminology Criteria for Adverse Events v5.0 e il Response Evaluation Criteria for Solid Tumors v1.1. La sopravvivenza libera da progressione (PFS) è stata stimata utilizzando il metodo di Kaplan-Meier o il modello di regressione di sopravvivenza di Cox e confrontata utilizzando il log-rank test.

Risultati: Non sono state osservate differenze significative nel tasso di risposta obiettiva (ORR) e nella mediana della sopravvivenza libera da progressione (mPFS) tra i gruppi camrelizumab, pembrolizumab, tislelizumab e sintilimab (ORR: 43,0% vs. 40,5% vs. 49,3% vs. 51,0%, P=0,33; mPFS: 8,51 vs. 10,97 vs. 9,43 vs. 9,79 mesi, P=0,31). Incidenze simili di eventi avversi immuno-correlati (irAE) di qualsiasi grado sono state osservate nei diversi gruppi di studio (P=0,21). Analogamente, non sono state osservate differenze statisticamente significative nell’incidenza di irAE di grado 3 e 4 (P=0,63). L’analisi del modello di rischio proporzionale di Cox ha suggerito che la prestazione fisica e l’insorgenza di irAE erano tutti correlati alla prognosi. Il tipo di inibitore PD-1 utilizzato non è stato un fattore prognostico indipendente in grado di predire la PFS.

Conclusioni: Camrelizumab, pembrolizumab, tislelizumab e sintilimab mostrano un’efficacia simile come opzioni di trattamento di prima linea per i pazienti con NSCLC avanzato nella pratica clinica cinese. Gli eventi avversi irreversibili (irAE) di qualsiasi grado o di grado ≥3 sono risultati anch’essi comparabili tra i quattro inibitori di PD-1.

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COMMENTO: Questo è il primo studio di confronto fra immunoterapici che ci capita di leggere. Vogliamo dunque metterlo in grande risalto. Come già accennato, tuttavia, è assolutamente necessario che esso sia seguito da altri studi multicentrici, non limitati alla popolazione cinese, prospettici e randomizzati. Soprattutto, sarà poi importante andare a studiare le popolazioni a differente probabilità di risposta all’immunoterapia.

Il Fondatore di ALCASE Italia

Dr. Gianfranco Buccheri

Boves, 2 Giugno, 2025

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