ALCASE Italia
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per la lotta al cancro del polmone

Il DNA tumorale circolante come strumento dinamico

La biopsia liquida nel tumore del polmone: biologia molecolare, monitoraggio e medicina di precisione

Introduzione
Negli ultimi anni la medicina di precisione ha profondamente trasformato il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC). L’identificazione di driver oncogenici e lo sviluppo di terapie target hanno reso indispensabile una caratterizzazione molecolare sempre più accurata e dinamica della malattia.
Tradizionalmente l’analisi molecolare del tumore veniva eseguita esclusivamente sul tessuto ottenuto mediante biopsia. Tuttavia, il tumore del polmone presenta frequentemente importanti limitazioni legate alla quantità e alla qualità del materiale bioptico disponibile. Inoltre, il profilo molecolare tumorale non è statico, ma evolve nel tempo sotto la pressione selettiva delle terapie.

In questo contesto si è sviluppato il concetto di biopsia liquida, una delle innovazioni più rilevanti dell’oncologia molecolare moderna. Attraverso un semplice prelievo di sangue è infatti possibile analizzare il DNA tumorale circolante (ctDNA), ottenendo informazioni molecolari dinamiche sulla malattia.

La biopsia liquida rappresenta oggi uno strumento fondamentale nel tumore del polmone per:
• identificare alterazioni molecolari target;
• rilevare meccanismi di resistenza;
• monitorare l’evoluzione clonale del tumore;
• seguire la risposta terapeutica nel tempo.

Dal punto di vista biologico, essa permette di osservare il tumore come un sistema dinamico in continua evoluzione.

Cos’è la biopsia liquida

La biopsia liquida è una metodica diagnostica che consente di analizzare materiale tumorale rilasciato nel sangue periferico.
Tra i diversi biomarcatori studiati, il più importante nel NSCLC è il circulating tumor DNA (ctDNA), cioè frammenti di DNA derivanti direttamente dalle cellule tumorali.

Questi frammenti possono essere isolati dal plasma mediante tecniche altamente sensibili, come:
• Next Generation Sequencing (NGS);
• digital PCR;
• PCR allele-specifica

La biopsia liquida non sostituisce completamente la biopsia tissutale, ma rappresenta un complemento estremamente utile nella caratterizzazione molecolare della malattia.

Origine biologica del ctDNA

Il ctDNA deriva principalmente dalla morte delle cellule tumorali attraverso:
• apoptosi;
• necrosi;
• turnover cellulare;
• rilascio attivo di materiale nucleico.

Durante questi processi, frammenti di DNA tumorale vengono liberati nel circolo sanguigno e possono essere identificati nel plasma.

La quantità di ctDNA presente nel sangue dipende da diversi fattori biologici, tra cui:
• carico tumorale;
• sede metastatica;
• vascolarizzazione della neoplasia;
• attività proliferativa;
• grado di necrosi tumorale.
Tumori particolarmente aggressivi o metastatici tendono generalmente a rilasciare maggiori quantità di ctDNA.

Dal punto di vista biologico, il ctDNA rappresenta una “fotografia molecolare” della malattia attiva in quel preciso momento.

Differenza tra ctDNA e DNA normale circolante

Nel sangue sono normalmente presenti frammenti di DNA libero derivanti dalle cellule sane dell’organismo. Questo DNA prende il nome di cell-free DNA (cfDNA).

Il ctDNA rappresenta invece una piccola frazione del cfDNA totale ed è caratterizzato dalla presenza di alterazioni genomiche tumorali specifiche.

Le principali differenze riguardano:
• origine cellulare;
• profilo mutazionale;
• significato biologico.

Il DNA normale riflette il turnover fisiologico dei tessuti sani, mentre il ctDNA contiene:
• mutazioni driver;
• alterazioni di resistenza;
• fusioni geniche;
• amplificazioni tumorali.

La sfida tecnica della biopsia liquida consiste proprio nell’identificare piccole quantità di ctDNA tumorale immerse in una grande quantità di DNA normale.

Applicazioni della biopsia liquida nel tumore del polmone

Nel NSCLC la biopsia liquida ha acquisito un ruolo clinico sempre più importante grazie alla sua capacità di fornire informazioni molecolari in modo rapido e minimamente invasivo.

Diagnosi molecolare quando il tessuto non è disponibile

Una delle applicazioni più importanti della biopsia liquida riguarda i pazienti nei quali il tessuto tumorale risulta:
• insufficiente;
• non adeguato;
• difficile da ottenere;
• biologicamente eterogeneo.
Nel tumore del polmone questo problema è molto frequente perché molte biopsie sono di piccole dimensioni.

La biopsia liquida permette in questi casi di identificare alterazioni molecolari targetabili direttamente dal sangue.

Le principali alterazioni ricercabili includono:
• mutazioni EGFR;
• mutazioni KRAS;
• alterazioni BRAF;
• fusioni ALK;
• mutazioni HER2;
• alterazioni MET.
Le linee guida internazionali raccomandano oggi l’utilizzo della biopsia liquida soprattutto quando il campione tissutale non è adeguato per il profiling molecolare completo.

Identificazione delle mutazioni di resistenza

Uno dei campi più importanti della biopsia liquida è il monitoraggio delle resistenze terapeutiche.

Nel NSCLC con mutazioni di EGFR, i pazienti trattati con TKI di prima o seconda generazione possono sviluppare la mutazione di resistenza EGFR T790M.

Questa alterazione:
• modifica il dominio tirosin-chinasico;
• riduce il legame del farmaco;
• conferisce resistenza terapeutica.

La biopsia liquida consente di identificare tale mutazione attraverso un semplice prelievo ematico, evitando spesso una nuova biopsia invasiva.

L’identificazione di T790M ha importanti implicazioni terapeutiche perché permette l’utilizzo di osimertinib, TKI di terza generazione attivo contro questa mutazione.

Oggi la biopsia liquida viene utilizzata anche per identificare altri meccanismi di resistenza, tra cui:
EGFR C797S;
• amplificazioni MET;
• mutazioni secondarie di ALK;
• alterazioni bypass.

Monitoraggio longitudinale della malattia

Uno degli aspetti più rivoluzionari della biopsia liquida è la possibilità di monitorare il tumore nel tempo.

A differenza della biopsia tissutale, che rappresenta una singola “istantanea” della malattia, il ctDNA permette un’analisi dinamica e ripetibile.

Attraverso campionamenti seriali è possibile:
• monitorare la risposta terapeutica;
• identificare recidive precoci;
• osservare l’evoluzione clonale;
• rilevare resistenza emergente;
• seguire la malattia minima residua.

Riduzioni dei livelli di ctDNA possono correlare con risposta terapeutica, mentre un aumento può precedere la progressione radiologica.

Questo approccio sta trasformando il modo di seguire il paziente oncologico nel tempo.

Vantaggi biologici e clinici della biopsia liquida

La biopsia liquida offre numerosi vantaggi rispetto alla biopsia tradizionale.

1) Minimamente invasiva

Il principale vantaggio è la minima invasività.

Un semplice prelievo di sangue può sostituire procedure invasive come:
• broncoscopia;
• biopsia TC-guidata;
• toracoscopia;
• biopsia metastatica.
Questo è particolarmente importante nei pazienti fragili o con condizioni cliniche compromesse.

2) Ripetibile nel tempo
La biopsia liquida può essere ripetuta frequentemente senza rischi significativi per il paziente.
Ciò consente un monitoraggio dinamico della malattia, impossibile da ottenere con biopsie tissutali seriali.

3) Rappresentativa della malattia sistemica
La biopsia tissutale analizza una singola porzione del tumore, mentre il ctDNA può riflettere materiale proveniente da diverse sedi tumorali.

Questo permette di cogliere meglio:
• eterogeneità intratumorale;
• eterogeneità metastatica;
• evoluzione clonale sistemica.

Dal punto di vista biologico, il ctDNA rappresenta quindi una visione più globale della malattia.

Limiti della biopsia liquida
Nonostante il suo enorme potenziale, la biopsia liquida presenta anche importanti limiti.

La quantità di ctDNA può essere molto bassa in:
• tumori piccoli;
• malattia localizzata;
• metastasi cerebrali isolate;
• tumori scarsamente vascolarizzati.

Un risultato negativo non esclude quindi necessariamente la presenza di alterazioni molecolari.
Inoltre:
• non tutte le fusioni sono facilmente identificabili;
• alcune alterazioni hanno sensibilità limitata;
• la standardizzazione tecnica è ancora in evoluzione.

Per questo motivo la biopsia liquida deve essere interpretata nel contesto clinico complessivo.

Significato biologico della biopsia liquida
La biopsia liquida rappresenta uno dei migliori esempi di oncologia dinamica.

Il tumore non viene più considerato una struttura statica, ma un sistema biologico in continua evoluzione genomica.

Attraverso il ctDNA è possibile osservare:
• comparsa di nuovi cloni;
• selezione terapeutica;
• resistenze emergenti;
• adattamento tumorale.

La medicina di precisione sta quindi passando da una visione “fotografica” del tumore a una visione “cinematografica” della malattia.

Messaggio per il paziente

La biopsia liquida permette oggi di ottenere informazioni molecolari fondamentali attraverso un semplice prelievo di sangue.

Questa tecnologia aiuta i medici a:
• scegliere terapie mirate;
• monitorare la risposta ai trattamenti;
• identificare resistenze;
• seguire l’evoluzione del tumore nel tempo.

Il messaggio fondamentale è:
Il sangue può raccontare la storia molecolare del tumore in tempo reale.

SOMMARIO

biopsia liquida

Dott. ssa  Jessica Evangelista

Policlinico Universitario Agostino Gemelli – Roma

Bibliografia essenziale
1. Rolfo C et al. Liquid biopsy for advanced NSCLC: a consensus statement from the IASLC. Journal of Thoracic Oncology.
2. Oxnard GR et al. Association Between Plasma Genotyping and Outcomes of Treatment With Osimertinib. JAMA Oncology.
3. Wan JCM et al. Liquid biopsies come of age: towards implementation of circulating tumour DNA. Nature Reviews Cancer.
4. Bettegowda C et al. Detection of circulating tumor DNA in early- and late-stage human malignancies. Science Translational Medicine.
5. ESMO Precision Medicine Working Group recommendations on liquid biopsy.
6. NCCN Guidelines – Non-Small Cell Lung Cancer.
7. Ignatiadis M et al. Liquid biopsy enters the clinic. Nature.
8. Abbosh C et al. Phylogenetic ctDNA analysis depicts early-stage lung cancer evolution. Nature.
9. Heitzer E et al. Current and future perspectives of liquid biopsies in genomics-driven oncology. Nature Reviews Genetics.
10. Siravegna G et al. Integrating liquid biopsies into the management of cancer. Nature Reviews Clinical Oncology.

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