Carcinoma polmonare nel Lazio: verso modelli di cura più vicini ai pazienti
20 Maggio 2026
Il carcinoma polmonare continua a rappresentare una delle principali sfide per la salute pubblica. Ogni anno, in Italia, vengono diagnosticate circa 44.800 nuove persone, e nella Regione Lazio si stimano oltre 4.300 casi. Numeri importanti, che richiedono un sistema capace di garantire diagnosi rapide, percorsi chiari e terapie innovative accessibili a tutti.
Per affrontare questi temi, il 17 giugno 2026 si terrà l’incontro pubblico “Carcinoma polmonare nel Lazio: strategie regionali e modelli gestionali innovativi”, un momento di confronto promosso da Johnson & Johnson.
All’incontro parteciperanno rappresentanti istituzionali della Regione Lazio, clinici, esperti di organizzazione sanitaria e il prof. Filippo Lococo, Presidente di ALCASE Italia ODV – Alliance for Lung Cancer Advocacy, Support and Education, portavoce delle esigenze e delle esperienze delle persone con tumore al polmone.
Cancro al polmone: una patologia che richiede diagnosi tempestive e percorsi personalizzati
Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) rappresenta circa l’85% dei casi.
In una quota di pazienti, stimata tra il 10% e il 15%, è presente una mutazione del gene EGFR, che permette l’accesso a terapie mirate e altamente efficaci. Nel Lazio questo riguarda circa 473 persone ogni anno.
Per questi pazienti, la rapidità del testing molecolare è fondamentale: individuare precocemente la mutazione significa poter iniziare subito un trattamento personalizzato, spesso meglio tollerato e più efficace.
La Regione Lazio ha recentemente aggiornato il Piano di rete per la gestione del tumore del polmone (dicembre 2025).
Il documento punta a rafforzare il coordinamento tra ospedale e territorio, rendere più omogenei i percorsi, migliorare l’accesso ai test diagnostici e garantire una continuità assistenziale più fluida.
Si tratta di un passo importante verso un sistema più equo e più vicino ai bisogni reali delle persone.
Un’indagine qualitativa condotta dall’ istituto di ricerca ELMA ha raccolto le esperienze dirette dei pazienti, evidenziando alcuni nodi critici ancora aperti:
differenze organizzative tra i centri , tempi non uniformi per diagnosi e test molecolari, difficoltà di collegamento tra territorio e centri specialistici, scarsa integrazione tra diagnosi e accesso alle terapie.
Questi elementi incidono profondamente sulla qualità di vita e sulla serenità delle persone che affrontano la malattia.
Nuove terapie, nuovi modelli di cura
Le terapie più recenti – spesso percepite come meno invasive – aprono la strada a modelli assistenziali più vicini al domicilio per ridurre gli spostamenti verso gli ospedali, alleggerire il carico sulle strutture, rendere la cura più compatibile con la vita quotidiana. Un’evoluzione che può migliorare concretamente l’esperienza di cura dei pazienti.
L’incontro del 17 giugno nasce con un obiettivo preciso: costruire insieme un percorso di cura più semplice, più rapido e più umano.
Il confronto tra istituzioni, clinici, associazioni e industria permetterà di individuare priorità condivise, proporre modelli organizzativi più omogenei e accessibili, valorizzare il ruolo delle associazioni dei pazienti e rafforzare l’integrazione tra ospedale e territorio.
Il carcinoma polmonare può diventare un ambito pilota per ripensare l’intero modello assistenziale regionale, mettendo al centro la persona e non solo la malattia.
L’incontro / dibattito rappresenta un’occasione concreta per migliorare il percorso di cura delle persone con tumore al polmone nel Lazio.
ALCASE Italia sarà presente per portare la voce dei pazienti, con l’impegno di contribuire a un sistema più equo, più vicino e più capace di rispondere ai bisogni reali di chi affronta questa diagnosi.


