ALCASE Italia
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per la lotta al cancro del polmone

Il valore personale, scientifico e sociale della prevenzione

25 Novembre 2025

Venerdì 21 novembre 2025 presso l’Aula Magna Federico Rossi dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale si è tenuto il Convegno “A Nome Tuo: Conosci, Previeni e Prenditi cura di te e del mondo”, che è nato con l’obiettivo di promuovere tra gli studenti universitari una cultura della prevenzione fondata sulla conoscenza scientifica, sull’educazione alla salute e sul valore della ricerca.

Il convegno ha offerto agli studenti un’occasione di approfondimento e confronto su temi cruciali come la prevenzione primaria e secondaria, l’importanza della diagnosi precoce, l’impatto delle scelte individuali sul benessere collettivo e il ruolo attivo delle nuove generazioni nella valorizzazione della ricerca scientifica in Italia.

Attraverso la partecipazione di esperti, ricercatori e testimoni attivi sul territorio, l’incontro ha senza dubbio contribuito alla diffusione di una nuova consapevolezza: prendersi cura di sé è un atto di responsabilità che ha valore non solo personale, ma anche sociale e culturale. Promuovere la conoscenza scientifica, sostenere la ricerca e incoraggiare scelte di vita consapevoli significa costruire un futuro più giusto, più sano e più sostenibile. Un futuro che inizia, simbolicamente, a nome di ciascuno.

Tra i numerosi relatori intervenuti, ha preso la parola la Professoressa Giulia Orofino, Rettrice Vicaria dell’Ateneo, che ha voluto condividere un’esperienza personale che si è trasformata in un messaggio universale: la prevenzione funziona, la ricerca è fondamentale e la conoscenza libera dai pregiudizi.
È stato un intervento che non solo ha informato, ma ha ispirato e motivato, rendendolo prezioso in un contesto accademico e sociale.

Vorrei fare un saluto “a nome mio” a questo importante convegno, che giustamente nella locandina evidenzia in rosso l’invito a prevenire.

A nome mio perché quasi un anno fa, durante un controllo nell’ambito della campagna di screening RISP, la Rete Italiana Screening Polmonare, alla quale mi ero iscritta perché fumatrice, mi è stato diagnosticato un adenocarcinoma polmonare.

Un nome terribile, una diagnosi che spaventa, ma anche una diagnosi arrivata in tempo, proprio grazie alla prevenzione.

Sono stata operata con un intervento mininvasivo, dopo 4 giorni in ospedale ero a casa, non ho dovuto fare nessuna terapia e oggi sono qui, davanti a voi, a raccontare la mia esperienza con serenità e gratitudine.

Sono la testimonianza, fortunatamente vivente, è proprio il caso di dirlo, sono la testimonianza che la prevenzione funziona, che la conoscenza è la base di ogni scelta consapevole, e che investire nella ricerca significa investire nel futuro.

Proprio in questo mese è attiva la campagna “Illumina Novembre”, promossa da ALCASE Italia, la prima organizzazione italiana non-profit esclusivamente dedicata alla lotta al cancro del polmone, diretta dal prof. Filippo Lococo, che è anche il chirurgo che mi ha operata e al quale sarò sempre grata. Una campagna che ha il fine di sensibilizzare alla realtà del cancro al polmone, di informare sui progressi compiuti dalla scienza medica relativamente alla neoplasia polmonare e di sfatare miti e idee sbagliate su questa patologia della quale si parla ancora, purtroppo, come malattia “infausta”, “incurabile”, o, peggio ancora, come “auto-provocata”, provocando dannosi sensi di colpa in chi ne è colpito.

Ringrazio di cuore tutti gli organizzatori e i partecipanti a questo evento — L’Associazione Messore, Komen Italia, i colleghi e le colleghe del Dipartimento di Scienze Umane, Sociali e della Salute, i ricercatori e gli esperti che hanno accettato di essere qui— e un ringraziamento particolare alla collega e amica Annalisa Calabrò, anche per la vicinanza proprio fisica durante il mio ‘corpo a corpo’ con il tumore.

Formare e informare le nostre studentesse e i nostri studenti universitari sui temi affrontati da questa iniziativa significa non solo trasmettere conoscenze scientificamente fondate, ma anche costruire una cultura della consapevolezza, della responsabilità e della cura.

Non si è trattato di un semplice racconto personale, ma è stata una testimonianza viva e concreta del valore della prevenzione. Le parole hanno ricordato a tutti che dietro ogni campagna di screening, dietro ogni iniziativa di sensibilizzazione, ci sono vite che possono essere salvate, storie che possono continuare.

È stato un messaggio di speranza, ma anche di responsabilità: la conoscenza e la ricerca non sono concetti astratti, bensì strumenti che permettono di trasformare la paura in consapevolezza e la diagnosi in futuro.

Questo intervento deve invitare tutti a guardare alla prevenzione non come un obbligo, ma come un dono che ciascuno di noi può fare a sé stesso e alla comunità.

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