Aumento del CEA. Bisogna allarmarsi?
14 Ottobre 2025
CONTESTO
Il test CEA (dall’inglese Carcino-Embryonic Antigen) misura il livello nel sangue dell’antigene carcinoembrionario, una proteina presente in alcuni tessuti del feto. Dalla nascita in poi, il CEA diminuisce di quantità sino ad arrivare, nell’adulto, a concentrazioni nel sangue molto basse.
L’esame consiste nel prelevare una piccola quantità di sangue inserendo un ago in una vena del braccio. Occasionalmente, può essere eseguito su altri fluidi corporei, quali il liquido che si trova tra le due membrane che rivestono la parete e gli organi dell’addome (liquido peritoneale), il liquido che si trova tra le due membrane che rivestono la parete del torace e i polmoni (liquido pleurico), il liquido che si trova nelle meningi e esternamente al midollo spinale (liquido cerebrospinale).
Le concentrazioni di CEA nel sangue possono aumentare nei soggetti colpiti da alcuni tipi di cancro ma anche in altre malattie come la cirrosi, l’epatite, l’ulcera dello stomaco (ulcera peptica), la pancreatite, la colite ulcerosa e il morbo di Crohn, l’enfisema e l’ipotiroidismo. I suoi valori, inoltre, possono essere più elevati nelle malattie benigne del seno, nei fumatori e nelle infiammazioni. Per queste ragioni il CEA non è utile per accertare (diagnosticare) la presenza di un tumore ma ha un ruolo nella valutazione dell’efficacia delle cure nelle persone già malate e per controllarne nel tempo l’andamento. La misurazione dei valori di CEA nel sangue è utilizzata anche come analisi di supporto nella valutazione clinica degli individui con alcuni tipi di cancro (più frequentemente, carcinomi del colon, del seno, del fegato, del polmone, dello stomaco, del pancreas).
Il medico utilizza principalmente la misurazione del CEA:
– per monitorare la risposta alle terapie e l’eventuale ricomparsa (recidiva) del tumore,
– come indicatore della grandezza della massa tumorale presente (carico tumorale),
– come supporto per determinare quanto è avanzata la malattia (stadiazione) e quale sarà la sua probabile evoluzione (prognosi),
– per individuare la diffusione del tumore (metastasi).
In genere, quando ad una persona è diagnosticato un cancro, è effettuata una misurazione iniziale del CEA. Se la concentrazione è elevata, sono eseguite misure periodiche per verificare l’andamento della malattia e la risposta alle cure. Se il tumore non produce CEA, il test non è utile nel programma di controllo.
Fonte Istituto Superiore di Sanità
Buongiorno, Professore.
Volevo sapere se può essere normale un valore lievemente alterato del CEA in una paziente che 2 anni fa ha tolto un nodulo polmonare.
Fortunatamente però ha dovuto fare solo una chemio ed ora prosegue solo con immunoterapia perché è tutto sparito.
La pet di luglio pulitissima. Ma dieci giorni fa il CEA è risultato un poco poco più alto mentre tutto il resto delle analisi è perfetto.
Grazie mille
Melania
Stim.ma Melania,
un valore lievemente al di sopra della norma può anche essere correlato a fattori non dipendenti da una ripresa della malattia, ma in ogni caso il test va ripetuto nel tempo per valutare se vi sia realmente una tendenza all’incremento, evento che potrebbe anticipare l’evidenza di ripresa radiologica di malattia.
Cordialmente
Federico Cappuzzo MD
Director Oncology and Hematology Department
Istituti Fisioterapici Ospitalieri – IFO -Roma



