ALCASE Italia
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per la lotta al cancro del polmone

Esiste una dieta-tipo per un paziente con adenocarcinoma polmonare?

14 Dicembre 2025

Buonasera dottoressa

Ad agosto hanno diagnosticato un adenocarcinoma polmonare 4 stadio a mio papà. L’altro giorno siamo andati da una Nutrizionista e ci ha proposto un alimentazione da seguire. Non è una nutrizionista oncologica e ho dei dubbi se fidarmi o no.

Posso sapere se esiste una dieta tipo da seguire per un paziente con adenocarcinoma polmonare e se ci sono alimenti vietati e alimenti che aiutano a mantenere ferma la malattia?

La ringrazio anticipatamente

Cordiali saluti

Emanuela

Buongiorno Emanuela.

Per rispondere a questa domanda vorrei citare una review sistematica del 2023 pubblicata su Pubmed che riassume le evidenze scientifiche di studi epidemiologici condotti dal 1977 al 2022 riguardanti le interazioni tra dieta e tumore al polmone.

“Una dieta adeguatamente equilibrata supporta il corpo nella lotta contro il cancro ai polmoni.”

Quello che emerge dagli studi condotti ad oggi è che l’integrazione di nutrienti essenziali e antiossidanti possa avere un effetto benefico sul trattamento terapeutico.

A causa della costante mobilizzazione del sistema immunitario e della natura a lungo termine della malattia, il cibo deve fornire tutti i nutrienti essenziali, cioè carboidrati, proteine, grassi, vitamine e micro- e macronutrienti, nelle giuste proporzioni, altrimenti il corpo inizierà a consumare i propri tessuti per questo scopo. Anche se non guarirà la malattia, una dieta equilibrata è un fattore molto importante per supportare i trattamenti nei pazienti oncologici. Il suo scopo principale è prevenire la malnutrizione e la cachessia associata al cancro. Una corretta alimentazione fin dal momento della diagnosi può ridurre il rischio di complicazioni perioperatorie, minimizzare gli effetti avversi di chemioterapia, radioterapia o immunoterapia e rafforzare il sistema immunitario”

Nello specifico emerge che l’introduzione di fibre (solubili e non), acidi grassi omega3, minerali, antiossidanti (acido ascorbico, zinco, selenio, vitamina A), carotenoidi (carotene, licopene, luteina), composti fenolici (quercitina, curcumina, resveratrolo, catechine…), prebiotici e probiotici svolgano funzione protettiva e andrebbero inseriti all’interno di un piano nutrizionale adeguato.

Considerato quanto appena riportato, il punto di partenza è l’attenta valutazione dello stato nutrizionale del singolo paziente, le terapie a cui è sottoposto e la condizione clinica del momento.

In linea molto generale l’impostazione di una dieta antinfiammatoria eubiotica è un ottimo punto di partenza per strutturare poi le declinazioni necessarie a ciascuna persona. Per cui: basso indice glicemico con carboidrati non raffinati e integrali, corretto bilanciamento di acidi grassi (aumento omega 3 e riduzione omega 6), introduzione di fibre, vitamine e minerali con frutta e verdura di stagione e assunzione di alimenti fermentati per nutrire correttamente il microbiota intestinale.

Ultima considerazione che aggiungo, è quanto sia fondamentale sostenere il corretto funzionamento dell’apparato gastrointestinale, per minimizzare gli effetti collaterali delle terapie, migliorare l’assorbimento dei nutrienti introdotti e di conseguenza la qualità di vita.

Le declinazioni dietetiche necessarie devono quindi rispettare principalmente il benessere dell’intestino modulando i singoli alimenti a seconda dell’obiettivo e integrando probiotici specifici da valutare caso per caso.

Le auguro una buona giornata

Un saluto cordiale

dott.ssa Martina Toschi

Biologa nutrizionista

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