La vitamina B 12 nei pazienti oncologici
7 Ottobre 2025
Buona sera, dottoressa Toschi.
Vorrei sapere se è vero che la vitamina B12 è sconsigliata nei pazienti oncologici.
La ringrazio molto.
S.P.
Buona sera a lei.
In generale la vitamina B12 non è sconsigliata nei pazienti oncologici; anzi, la sua integrazione è raccomandata in caso di carenza per prevenire problemi ematologici e altre complicazioni. Tuttavia, l’uso eccessivo o livelli alti di vitamina B12 nel sangue sono stati associati a prognosi peggiori e ad un aumento del rischio di certe neoplasie in alcuni studi, quindi è importante mantenere un equilibrio e monitorare i livelli.
La sua integrazione è particolarmente importante durante alcuni specifici trattamenti chemioterapici, per ridurre la tossicità e prevenire complicanze. L’integrazione deve però avvenire sotto controllo medico, preferibilmente con dosaggi che rispecchiano quelli alimentari e tramite vie di somministrazione efficaci come la sublinguale o intramuscolare.
A conferma di questo, una review del 2024 mostra come livelli elevati di B12 superiori a 1000 pg/L, se sostenuti e inspiegabili, potrebbero insieme ad altri fattori guidare efficacemente il processo diagnostico delle malattie neoplastiche. Studi clinici longitudinali osservazionali hanno suggerito un potenziale legame tra l’aumento dei livelli di B12 e i rischi di cancro e mortalità.
Tuttavia, questi studi sono stati studi di coorte retrospettivi e mancano di un punto soglia definito dei livelli di B12. Gli studi hanno documentato una correlazione positiva tra livelli elevati di B12 e l’incidenza di tumori del polmone, del pancreas e del fegato, nonché di alcune neoplasie ematologiche, in particolare quelle correlate al lignaggio mieloide.
Al contrario, è stata osservata un’associazione negativa consistente nel contesto del cancro al seno
(Amado-Garzon SB, Molina-Pimienta L, Vejarano-Pombo A, Vélez-Bonilla M, Moreno-Chaparro J,
Buitrago-Lopez A. Elevated Vitamin B12, Risk of Cancer, and Mortality: A Systematic Review.
Cancer Invest. 2024;42(6):515-526)
Un saluto cordiale
dott.ssa Martina Toschi
Biologa nutrizionista


