Studio italiano su Chemio‑immunoterapia e chirurgia
Fattibilità chirurgica ed esiti postoperatori dopo chemioimmunoterapia neoadiuvante per NSCLC localmente avanzato
Lo studio “Dagli studi clinici alla pratica clinica reale: fattibilità chirurgica ed esiti postoperatori dopo chemioimmunoterapia neoadiuvante per NSCLC localmente avanzato in un’esperienza monocentrica” (Lococo F. et al) è stato pubblicato sulla rivista scientifica internazionale Cancers.

Obiettivo dello studio
Valutare, in un centro italiano, se la chirurgia polmonare dopo chemioterapia + immunoterapia neoadiuvante (NACIT: acronimo di Neoadjuvant Chemo‑ImmunoTherapy, cioè chemioterapia + immunoterapia somministrate prima dell’intervento chirurgico) è fattibile, sicura e con quali risultati post‑operatori, confrontando la pratica reale con i dati dei trial clinici.
Chi sono i pazienti
Persone con NSCLC localmente avanzato (stadio III), trattati con chemioterapia + immunoterapia prima dell’intervento e valutati per risposta al trattamento, possibilità di resezione, complicanze post‑operatorie
Cosa è stato osservato
- Alta fattibilità chirurgica dopo NACIT
- Buona risposta tumorale in molti pazienti, con casi di risposta patologica maggiore o completa
- Complicanze post‑operatorie gestibili, senza aumento significativo rispetto alla chirurgia tradizionale
- Tempi operatori e difficoltà tecniche leggermente aumentate, come atteso dopo immunoterapia
- Mortalità post‑operatoria molto bassa
Messaggi chiave per i clinici
La NACIT non compromette la possibilità di resezione; anzi, può migliorarla. La chirurgia richiede accurata pianificazione multidisciplinare e team esperto.
Le complicanze sono sovrapponibili a quelle della chirurgia standard. La risposta patologica può essere un forte predittore di outcome.
Messaggi chiave per i pazienti
La combinazione chemioterapia + immunoterapia prima dell’intervento può aiutare a ridurre il tumore.
L’operazione rimane possibile e sicura nella maggior parte dei casi.
Le complicanze dopo l’intervento sono simili a quelle della chirurgia tradizionale.
Questo approccio offre una chance terapeutica in più per tumori localmente avanzati.
Perché è importante
Lo studio conferma che ciò che si è visto nei trial clinici è riproducibile nella vita reale: la combinazione di chemo‑immunoterapia + chirurgia è una strategia concreta, efficace e sostenibile per molti pazienti con NSCLC localmente avanzato.
Estratti dallo studio
Introduzione
Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) è il tipo più comune di tumore del polmone. Quando il tumore è scoperto in fase iniziale, la chirurgia è spesso il trattamento principale. Quando invece la malattia è più avanzata, serve un percorso combinato che può includere chirurgia, radioterapia e terapie mediche.
Negli ultimi anni, l’arrivo dei farmaci immunoterapici ha cambiato molto il modo di curare questo tumore. Questi farmaci aiutano il sistema immunitario a riconoscere e combattere meglio le cellule tumorali.
Gli studi hanno dimostrato che fare chemioterapia + immunoterapia prima dell’intervento può portare diversi benefici, tra cui:
- ridurre il rischio che la malattia torni
- aumentare la sopravvivenza
- far regredire il tumore in modo più profondo
In particolare, i trial clinici randomizzati controllati hanno mostrato che nei pazienti con NSCLC localmente avanzato — cioè non metastatico ma
esteso — e senza mutazioni EGFR o ALK (detti wild type), la combinazione di chemioterapia e immunoterapia prima o intorno alla chirurgia migliora i risultati rispetto alla sola chemioterapia: più possibilità di rimuovere completamente il tumore e maggiore sopravvivenza nel tempo.
Dare l’immunoterapia quando il tumore è ancora presente può aiutare il sistema immunitario a “vedere” meglio le cellule malate e a creare una memoria più efficace contro la malattia.
Oltre agli studi clinici, sono stati pubblicati anche i primi dati della vita reale, cioè di pazienti trattati quotidianamente negli ospedali. Questi dati sono importanti perché nella pratica clinica i pazienti sono spesso più anziani, con altre malattie e percorsi più complessi rispetto a quelli selezionati per gli studi.
Lo studio ha voluto capire se questo tipo di trattamento — chemioterapia + immunoterapia seguite da chirurgia — è davvero fattibile e sicuro anche nella pratica quotidiana.
I risultati ottenuti in un singolo centro sono stati confrontati con quelli degli studi clinici e con altre esperienze reali, per capire se questo percorso può essere applicato in modo affidabile ai pazienti con NSCLC localmente avanzato.
Risultati clinici
Tra il 2024 e il 2026, 30 persone con tumore al polmone localmente avanzato hanno iniziato un trattamento combinato con chemioterapia + immunoterapia prima dell’intervento. Di queste, 25 persone (circa 8 su 10) sono poi arrivate all’operazione chirurgica con intento curativo.
Le poche che non sono state operate hanno avuto motivi specifici come effetti collaterali, peggioramento delle condizioni generali, progressione della malattia o scelta personale.
Chi sono i pazienti operati
La maggior parte erano uomini. Quasi tutti avevano fumato in passato. Il tipo di tumore più frequente era l’adenocarcinoma. In molti casi il tumore era in stadio avanzato (stadio III). Circa la metà aveva un valore di PD‑L1 alto, un indicatore che può influenzare la risposta all’immunoterapia.
Come è stato tollerato il trattamento
Il trattamento prima dell’intervento è stato generalmente ben tollerato: solo 7 persone hanno avuto effetti collaterali lievi o moderati, gestiti senza interrompere la terapia.
In alcuni casi l’intervento è stato rimandato di qualche settimana per motivi organizzativi o per piccoli effetti collaterali.
L’intervento chirurgico
La maggior parte dei pazienti è stata operata con una lobectomia (rimozione di un lobo del polmone). In alcuni casi è stata necessaria una pneumonectomia (rimozione di un intero polmone). Quando possibile, è stato usato un approccio mininvasivo, che nel tempo è diventato sempre più frequente.
Durante gli interventi:
- sono state trovate aderenze e fibrosi, cioè tessuti “induriti” dal trattamento, cosa attesa dopo immunoterapia
- non ci sono state complicazioni gravi
- solo un intervento su 25 è stato convertito in chirurgia tradizionale per difficoltà tecniche
Questo studio mostra che fare chemioterapia + immunoterapia prima dell’intervento è un percorso fattibile e sicuro, e permette alla maggior parte dei pazienti di arrivare alla chirurgia con buone possibilità di rimuovere completamente il tumore.
Dopo l’operazione, la maggior parte dei pazienti ha avuto un decorso regolare.
Durata del ricovero
In media, le persone sono rimaste in ospedale circa 5–6 giorni.
Chi è stato operato con tecnica mininvasiva (U‑VATS) è tornato a casa leggermente prima rispetto a chi ha avuto un intervento tradizionale.
Drenaggio toracico a casa
Quattro pazienti sono tornati a casa con un piccolo drenaggio collegato a una valvola di Heimlich, utile per gestire una perdita d’aria che tende a risolversi spontaneamente.
Complicanze dopo l’intervento
Circa la metà dei pazienti ha avuto qualche complicanza, ma nella maggior parte dei casi si è trattato di problemi lievi, facilmente gestibili dai medici. L’unico fattore che ha aumentato il rischio di complicazioni è stata la presenza di altre malattie già esistenti (comorbilità).
Eventi gravi
Si è verificato un solo decesso dopo l’intervento (4%), dovuto a una grave infezione. Si tratta comunque di un evento raro.
Terapie adiuvanti
Radioterapia: 1 paziente (R2)
Immunoterapia adiuvante: 17 pazienti (68%)
Pembrolizumab: 62%
Durvalumab: 78%
Conclusioni
In questa coorte monocentrica di pazienti trattati in condizioni di pratica clinica reale, la chemio‑immunoterapia neoadiuvante seguita da chirurgia si è dimostrata fattibile, sicura ed efficace nei casi di NSCLC localmente avanzato. Sono stati ottenuti alti tassi di resezione completa e risposte patologiche incoraggianti, risultati pienamente in linea con quanto osservato negli studi clinici randomizzati.
Sebbene la dimensione ridotta del campione e la maggiore presenza di pazienti con PD‑L1 elevato possano influenzare l’interpretazione dei dati, gli esiti complessivi risultano coerenti con quelli riportati sia nei trial sia nelle serie multicentriche di vita reale.
Questi risultati confermano che l’approccio multimodale basato su chemo‑immunoterapia + chirurgia è applicabile nella pratica clinica quotidiana, anche considerando l’eterogeneità tipica delle popolazioni real‑world. Per garantire il successo del percorso terapeutico nell’era dell’immunoterapia, sono fondamentali:
- un coordinamento multidisciplinare solido,
- la presenza di chirurghi toracici esperti,
- la centralizzazione dei casi in centri ad alto volume.
Sono necessari studi più ampi e con un follow‑up più lungo per definire meglio l’impatto di questa strategia sugli esiti oncologici a lungo termine e per ottimizzare la selezione dei pazienti.


