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per la lotta al cancro del polmone

Osimertinib migliora la sopravvivenza dei pazienti operati di cancro al polmone EGFR-mutato

Osimertinib migliora la sopravvivenza dei pazienti operati di cancro al polmone EGFR-mutato

Si continuano ad esplorare nuove indicazioni terapeutiche per i farmaci a bersaglio molecolare, dopo aver definitivamente dimostrato la loro superiorità, rispetto alla chemioterapia da sola, nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato/metastatico con  mutazioni farmacologicamente trattabili.

La nuova area di studio è così divenuta la malattia localmente avanzata e quella in fase iniziale suscettibile d’intervento chirurgico d’emblée, in ambito sia adiuvante (post-chirurgico) che neo-adiuvante (pre-chirurgico).

Con la “pillola” di qualche giorno fa (Pembrolizumab peri-operatorio per il carcinoma polmonare non a piccole cellule in stadio iniziale) abbiamo esplorato le enormi potenzialità dell’immunoterapia, ed in particolare dell’inibitore di PD-1, pembrolizumab (Keytruda®), che, sulla base dei dati a disposizione, potrebbe divenire un nuovo standard di cura per il NSCLC resecabile privo di mutazioni genetiche attivanti.

Con la presente “pillola”, ci concentriamo sulla stessa condizione patologica con l’unica differenza che, in questo caso, sono presenti mutazioni tumorali attivanti.  Più in particolare, ci occupiamo di una tra le più comuni e facilmente trattabili mutazione genetiche: quella di EGFR dell’esone 19/21.  E anche qui, come vedrete, si potrebbe arrivare ad un nuovo standard di cura…

Come al solito, segue uno screenshot dell’abstract originale con link all’articolo, la nostra traduzione in italiano dello studio ed il nostro commento.

RIASSUNTO:

PREMESSA
Tra i pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) resecato, con mutazione del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR), stadio da IB a IIIA, la terapia adiuvante con osimertinib, con o senza precedente chemioterapia adiuvante, ha determinato una sopravvivenza libera da malattia significativamente più lunga rispetto al placebo, nello studio ADAURA. Riportiamo qui i risultati dell’analisi finale, pianificata per la sopravvivenza globale.

METODI
In questo studio di fase 3, in doppio cieco, abbiamo assegnato in modo casuale i pazienti eleggibili in un rapporto 1:1 a ricevere osimertinib (80 mg una volta al giorno) o placebo fino a quando non è stata osservata recidiva di malattia, il regime previsto dallo studio è stato completato (3 anni) o un altro criterio di interruzione è stato soddisfatto. L’obiettivo primario dello studio (endpoint) era la valutazione della sopravvivenza libera da malattia, come valutato dallo sperimentatore nei pazienti con malattia in stadio da II a IIIA. Gli endpoint secondari includevano la sopravvivenza libera da malattia tra i pazienti con malattia in stadio da IB a IIIA, la sopravvivenza globale e la tossicità.

RISULTATI
Dei 682 pazienti sottoposti a randomizzazione, 339 hanno ricevuto osimertinib e 343 hanno ricevuto placebo. Tra i pazienti con malattia in stadio compreso fra  II e IIIA, la sopravvivenza globale a 5 anni è stata dell’85% nel gruppo osimertinib e del 73% nel gruppo placebo (rapporto di rischio complessivo per morte, 0,49; intervallo di confidenza 95,03% [CI], da 0,33 a 0,73; P<0,001). Nella popolazione complessiva (pazienti con malattia in stadio da IB a IIIA), la sopravvivenza globale a 5 anni è stata dell’88% nel gruppo osimertinib e del 78% nel gruppo placebo (rapporto globale di rischio di morte, 0,49; 95,03% CI, da 0,34 a 0,70 ; P<0,001). Un nuovo evento avverso grave, una polmonite correlata alla malattia da coronavirus, è stato segnalato dopo la data limite della raccolta dei dati e dunque non pubblicata in precedenza (l’evento non è stato considerato dallo sperimentatore correlato al regime dello studio e il paziente è completamente guarito). L’osimertinib adiuvante aveva un profilo di sicurezza coerente con quello dell’analisi primaria.

CONCLUSIONI
L’osimertinib adiuvante ha fornito un significativo vantaggio in termini di sopravvivenza globale tra i pazienti con NSCLC in stadio da IB a IIIA, completamente resecato ed EGFR-mutato.

(Studio finanziato da AstraZeneca; numero dello studio ADAURA su ClinicalTrials.gov: NCT02511106.)


NOSTRO COMMENTO:

Due anni fa, erano stati pubblicati, sempre sul NEJM  che rimane il più autorevole giornale di medicina al mondo, i primi dati dello studio ADAURA (Osimertinib in Resected EGFR-Mutated Non–Small-Cell Lung Cancer) e già allora era del tutto evidente che l’aggiunta di osimertinib al trattamento standard (4 cicli di chemioterapia a base di cisplatino dopo una resezione chirurgica completa, o la semplice osservazione) apportava degli evidenti benefici clinici, in termini di sopravvivenza libera da malattia.  Si aspettava ancora la prova del nove…ovvero si aspettava la risposta alla domanda:

La sopravvivenza globale é significativamente migliorata, anch’essa?…

Bene. Oggi possiamo dire sì.  Non vi sono dubbi, almeno per quanto riguarda questo trial clinico, condotto in maniera tecnicamente ineccepibile.

Ci rimane un dubbio.  Ma, a questo punto….

Qual è la terapia adiuvante migliore per i pazienti che rientrano nei criteri dello studio ADAURA?? E’ solo osimertinib in adiuvante o chemioterapia adiuvante seguita da osimertinib?

Non ci risulta che questa -importantissima- questione sia stata affrontata né, crediamo, lo si sarebbe potuto, dato il disegno di studio…

C’è sempre spazio per ulteriori studi ed investigazioni!… La ricerca continua.

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