Effetti collaterali locali e sistemici del trattamento radiante
19 Aprile 2023
CONTESTO
Effetti collaterali comuni della radioterapia e loro gestione
I radioterapisti pianificano i loro trattamenti con molta attenzione per ridurre gli effetti collaterali. Mentre alcuni pazienti hanno pochi o nessun effetto collaterale dalla radioterapia, altri provano un certo disagio. Gli effetti collaterali sono generalmente a breve termine e possono essere facilmente trattati. Indipendentemente dal tipo di radioterapia effettuata, medici e infermieri sono in grado di gestirne gli effetti collaterali.
Questi ultimi iniziano più spesso entro la seconda o la terza settimana di trattamento. Possono durare fino a diverse settimane dopo la fine del trattamento radiante. Molte persone che ricevono radiazioni provano un po’ di affaticamento e hanno reazioni cutanee. In base all’area trattata, si possono rilevare: perdita dei capelli, riduzione dell’appetito, micro lesioni della bocca e della gola, difficoltà a deglutire, rigonfiamenti localizzati…
La maggior parte degli effetti collaterali scompare entro 1-2 mesi dal termine della radioterapia.
Fonte: Fox Chase Cancer Center
Gentile Dottoressa,
la mia mamma con adenocarcinoma al 4 stadio e metastasi ossee, ha fatto una seduta di radioterapia il 7 aprile per trattare la vertebra L2.
Non ha avuto niente per i primi due giorni.
Adesso, da qualche giorno, accusa forte bruciore alla pelle, un po’ ovunque.
L’oncologo dice che non può essere la radioterapia, ma la stessa sensazione di bruciore l’ha avuta anche a gennaio quando aveva fatto 5 sedute.
Lei cosa mi può dire a riguardo?
La ringrazio
Giusi
Carissima Giusi,
buongiorno innanzitutto.
La Radioterapia potrebbe essere la causa di una sensazione di “bruciore” localizzato a livello della parte irradiata (sulla base di quanta dose è arrivata in quel punto visibile solo con il piano di trattamento).
Certamente come afferma il Collega Oncologo, non può essere responsabile di un bruciore generalizzato, come scritto nella mail.
Invece questo sintomo sarebbe maggiormente spiegabile con l’impiego di qualche farmaco specifico, senza negare la possibilità che la radioterapia possa aver potenziato, e magari quindi reso più evidente, il sintomo la cui causa tuttavia è altrove.
Se il bruciore fosse localizzato solo a livello della regione irradiata, immagino che con dei massaggi nella zona lombare fatti con una crema idratante semplicemente, potrebbero migliorare il sintomo.
Spero di essere stata utile, ma comunque le suggerisco di prendere contatti con i Colleghi Oncologi Radioterapisti che hanno eseguito il trattamento per avere anche il loro parere alla luce del piano di cura.
Buona giornata
Prof.ssa Sara Ramella
Full Professor and Chair
Radiation Oncology
Campus Bio-Medico University
NUOVO QUESITO SULL’ARGOMENTO:
Gent.ma Dottoressa, il mio quesito è il seguente: in presenza di una stadio IIIC , a cavallo tra lo stadio terzo e lo stadio quarto, è sempre corretto applicare il protocollo terapeutico dello stadio terzo “puro”, che prevede radio-chemio concomitante (proposto da radioterapista) e successivo trattamento immunoterapico con durmaluvab, o è altrettanto valida la proposta di altri oncologici che suggeriscono di applicare un protocollo da IV stadio, con chemio e immunoterapia,per avere un trattamento più ”sicuro”, in quanto non espone alla tossicità della radio-chemio concomitante, il cui scopo è curativo e pertanto non perseguibile in uno stadio terzo così avanzato?
Costanza Caruso
Carissima, certamente data la descrizione di malattia che viene riportata, entrambe le opzioni possono essere prese in considerazione, anche se il trattamento che può avere uno scopo radicale è Radio-chemio e IO a seguire. Tutto dipende dalla fattibilità del trattamento concomitante che si basa sulla estensione/volume di malattia e quindi dalla valutazione del collega Radio-Oncologo che, guardando le immagini della PET/TC con FDG (indispensabile in questa presentazione di malattia), si esprima sulla fattibilità del trattamento stesso.
Spero questa riflessione sia utile,
buona giornata.
Prof.ssa Sara Ramella


