Le analisi molecolari stanno cambiando la storia del cancro ai polmoni
6 Novembre 2025
Nel 2022, a 26 anni, Drea, di St. Petersburg in Florida, notò il gonfiore alla caviglia la cui diagnosi iniziale fu di trombosi venosa profonda (TVP). In seguito a una serie di sintomi misteriosi e di un vistoso peggioramento, tra cui lividi, difficoltà respiratorie, perdita di peso inspiegabile e uno strano rumore sordo proveniente dalla gola, cinque mesi dopo quel primo sintomo, a Drea fu diagnosticato un cancro ai polmoni in stadio 4.
Dopo la diagnosi, ancora molto malata, Drea fu dimessa dall’ospedale e le fu detto che qualcuno avrebbe “cercato” una sperimentazione clinica per lei. “Ripensandoci, ero così malata che nessuna sperimentazione clinica mi avrebbe accettata”, racconta. “Avevo embolie polmonari, sepsi e liquido nel cuore: ero sulla via del decesso“.
Quando un’infermiera la sollecitò a tornare in ospedale, Drea acconsentì con riluttanza. A quel punto, riusciva a malapena ad attraversare la stanza senza ansimare. Tuttavia, si rivelò una decisione salvavita. Le scansioni rivelarono che il cancro si stava diffondendo rapidamente. Aveva bisogno di una trasfusione urgente di sangue per iniziare una chemioterapia a base di platino.
Nel caos iniziale, ci fu una svolta: i test sui biomarcatori. I risultati rivelarono una rara mutazione del gene ROS1 che la rendeva idonea a una terapia mirata (TKI) con la terapia target entrectinib. I suoi medici ne furono entusiasti. “Ricordo di aver pensato: ‘Sto festeggiando il fatto di avere una mutazione? Che strano!”.
Il suo nuovo trattamento funzionò subito e le scansioni di Drea iniziarono a stabilizzarsi. A quel punto, si trasferì in un centro oncologico specializzato, dove un team multidisciplinare iniziaò ad affrontare non solo il cancro, ma anche una lunga lista di altre complicazioni, tra cui l’insufficienza cardiaca congestizia precoce.
Drea è riuscita a proseguire con entrectinib per 3 anni prima di passare a un nuovo trattamento all’inizio di quest’anno, dopo aver sperimentato un’oligoprogressione, cioè una progressione in alcuni punti, mentre il resto del tumore rimaneva invariato nonostante il trattamento. Questo TKI, lorlatinib, è tecnicamente approvato per i tumori ALK-positivi, ma si è anche rivelato un potente farmaco in grado di penetrare nel cervello per i tumori ROS1+.
Nonostante la gratitudine per la possibilità di un nuovo trattamento, la transizione tra i farmaci è stata dura per Drea. “Sono stata costretta a letto per due settimane“, racconta. “I sintomi dell’astinenza erano terribili: dolori in tutto il corpo, una strana pressione dietro gli occhi, difficoltà a respirare, difficoltà a deglutire”.
Ora, dice, “mi sento lentamente più me stessa“, una sensazione favorita dal fatto che il nuovo TKI sta funzionando. La sua prima risonanza magnetica dopo il cambio di trattamento ha mostrato una risposta quasi completa.
Drea oggi è convinta che deve la sua sopravvivenza ai test sui biomarcatori e al trattamento personalizzato ma attribuisce anche il merito a qualcos’altro: la sua comunità. I pazienti condividono consigli, supporto e speranza. “Quel gruppo mi ha salvato la vita. E tanto più lo ha fatto dopo un’esperienza traumatica con un medico che mi aveva detto che probabilmente la malattia aveva una data di scadenza di 3 mesi. Io gli avevo creduto e questo mi aveva fatto soffrire terribilmente. È stato solo quando ho incontrato altri pazienti che convivevano da anni con questa malattia che qualcosa è cambiato in me“.
Quando le viene chiesto quale consiglio darebbe ad altri, soprattutto ai giovani, a cui è stato diagnosticato un cancro ai polmoni, Drea non esita a rispondere: “Siate persistenti. Siate i vostri migliori sostenitori“.
Ha cambiato assistenza tre volte per trovare il team giusto. Si è affidata alla sua comunità per capire quali domande porre e quando insistere per ottenere di più, e ora può vantare un team sanitario che la fa sentire considerata, ascoltata e accudita. “In fin dei conti“, dice, “la salute è ricchezza, e questa è la tua vita. Cosa potrebbe esserci di più importante? Trovare il trattamento giusto può fare la differenza. Se a te o a una persona cara è stato diagnosticato un cancro ai polmoni, esigi i test sui biomarcatori, esplora tutte le opzioni di trattamento e partecipa alle sperimentazioni cliniche. Fai oggi stesso il prossimo passo verso un’assistenza personalizzata.”
Link all’articolo originale della GO2 Foundation for Lung Cancer
ALCASE will note on the translated page(s): “Copyright GO2 Foundation for Lung Cancer. Used with permission”


