ALCASE Italia

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per la lotta al cancro del polmone

L’ obiettivo per pazienti metastatici è cronicizzare la malattia

L’ obiettivo per pazienti metastatici è cronicizzare la malattia

Riceviamo, pubblichiamo e a nota commentiamo


Gentili operatori di ALCASE, buonasera.

“Purtroppo” devo scrivervi. Avrei preferito immensamente non dovermi confrontare con un’associazione di questo tipo, ma purtroppo il tumore al polmone ha bussato alle porte della mia famiglia.

Nel mio piccolo, cerco di raccogliere più informazioni possibili e, qualora possibili, dei pareri.  Se non vi disturbo, se potete e avete la pazienza di rispondere alle mie paure, ve ne sarò molto grato.
Nel mio piccolo, ho sempre svolto piccole attività di volontariato in altre associazioni, ma il cancro è sempre stata una di quelle cose che mi terrorizzava e spaventava. Aver aiutato persone con patologie similari non mi ha desensibilizzato nei confronti di questa malattia.

Mio padre ha fatto vari esami, tra cui la TAC addome+torace.
Il medico di base è stato chiaro: c’è un tumore al polmone destro, con metastasi al fegato (asintomatiche) e alle ossa della schiena (da un paio di settimane, improvvisamente molto sintomatiche).
È un tumore al quarto stadio quindi.
Lunedì andremo a conoscere l’oncologo, cui ci indicherà probabilmente di fare la biopsia, in modo da comprendere quale tipo di tumore polmonare sia, e avviare le cure del caso.

La mia domanda, nonché estrema preoccupazione, è questa: la prognosi.
Cercando su internet, si leggono prognosi per il quarto stadio molto negative.
Potete darmi una conferma in merito?

Sempre navigando su internet, ci si può imbattere su siti più ottimistici, fra cui a volte alcuni articoli che voi avete pubblicato su Facebook, in cui sembra essere concreta la possibilità di cronicizzare la malattia e poter mantenere una buona qualità della vita per molti anni.  Potete darmi un parere in merito, per quella che è la vostra esperienza? Avete altri possibili consigli da dare ad un figlio, sfortunatamente invalido con alcuni problemi di salute che lo limitano molto, nell’aiutare il proprio padre sofferente?

La nostra famiglia è distrutta, non sappiamo davvero cosa fare e se aspettarci il peggio nel giro di pochissimi mesi, o se vi sia una concreta speranza di poter continuare a rimanergli accanto a lungo.

Ringraziandovi per l’attenzione e scusandomi per l’eventuale disturbo, porgo cordiali saluti.

Federico


Carissimo Federico,
comprendiamo benissimo l’angoscia di un figlio, che si trova di fronte a quello che *un tempo* era chiamato il “Big Killer” tra  tutte le neoplasie.  Angoscia aggravata dalla consapevolezza della gravità della malattia del padre che, già a una prima valutazione, presenta metastasi diffuse.

Sappiamo che sul web si trovano informazioni sui tassi di sopravvivenza piuttosto infauste, ma o sono informazioni datate o molto generiche. Tieni presente, infatti, che gli studi su cui esse si basano si riferiscono a pazienti ammalatisi molti anni fa (quando non erano disponibili le terapie a bersaglio molecolare né l’immunoterapia)  e, per loro natura, non possono prevedere con esattezza cosa accadrà alla singola persona.

Per il tuo papà molto dipenderà dall’esito di tutti gli esami cui verrà sottoposto, ma una diagnosi di cancro al polmone metastatico oggi non è più una sentenza di morte.

Sulla base della nostra esperienza, che ha radici nel contatto quotidiano con i pazienti, ti assicuriamo che l’obiettivo terapeutico di cronicizzare la malattia o di raggiungere la fase NED (No Evidence of Disease – non evidenza di malattia) viene conseguito sempre più spesso.

A questo proposito ti consigliamo di unirti alla nostra Community su Facebook ed in particolare nel gruppo chiuso *Sconfiggiamo il cancro del polmone* ,dove potrai interagire con tanti altri pazienti e caregiver che stanno vivendo o hanno vissuto le tue stesse difficoltà e potrai verificare tu stesso che tra loro ci sono uomini e donne che questi traguardi li hanno raggiunti.

Ci auguriamo che le nostre parole ti abbiano chiarito che oggi, grazie ai nuovi trattamenti e al ricorso a medici super specialisti (gli oncologi toracici, come quelli del nostro elenco di eccellenza), si può convivere con  un cancro del polmone al 4° stadio e mantenere una buona qualità di vita.  Anche per diversi anni.

Con affetto
Il team di ALCASE Italia

Di |2024-06-02T15:37:07+00:0018 Luglio 2023|Dillo ad ALCASE|2 Commenti

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2 Commenti

  1. Gianfranco Buccheri 2 Ottobre 2023 al 5:15 pm - Rispondi

    Buon giorno, Mauro.
    Intanto grazie per i complimenti: fanno sempre piacere ed incoraggiano ad andare avanti…
    Nel caso specifico, però, posso esserti di poco aiuto, non potendo che ripetere quanto correttamente scritto nel commento di ALCASE alla mail di Federico: “[le statistiche attuali di sopravvivenza]… si riferiscono a pazienti ammalatisi anni fa (quando non erano disponibili le terapie a bersaglio molecolare né l’immunoterapia) [e non rispecchiano la realtà presente].”
    Se continuerai a seguirci, vedrai che pubblicherò sui nostri social le nuove statistiche di sopravvivenza (e con molta enfasi) una volta che esse saranno disponibili…
    Cordialmente,
    Gianfranco Buccheri

  2. Mauro 2 Ottobre 2023 al 3:23 pm - Rispondi

    Buongiorno, intanto grazie per quanto fate a favore dei pazienti con cancro al polmone.

    Torno sul tema posto da Federico, circa la speranza di cronicizzazione, per un cancro al polmone al IV stadio non operabile.
    Vorrei a tale proposito sapere quali sono le attuali percentuali di cronicizzazione.
    Le statistiche che sono riuscito a trovare qualche tempo fa, parlavano di una sopravvivenza a cinque anni pari al 16%, con le nuove terapie per l’alterazione EGFR, non mi pare fosse specificato l’esone.

    Grazie

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