ALCASE Italia
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per la lotta al cancro del polmone

Don’t stop believin’ – Non smettere di credere

28 Luglio 2026

Mi chiamo Gianluca, ho 44 anni e desidero condividere la mia storia con voi e con tutta la nostra comunità di malati, per offrire una testimonianza di forza, di speranza e di profonda resilienza.

La mia battaglia è iniziata il 29 marzo 2019, una data che ha cambiato per sempre la mia vita. A soli 36 anni, nel pieno della salute e della realizzazione personale e lavorativa, ho ricevuto una diagnosi devastante: adenocarcinoma polmonare al IV stadio, metastatico.

Lo sconforto iniziale è stato immenso, ma, grazie ai test molecolari, ho potuto accedere a una terapia mirata di ultima generazione, Osimertinib (Tagrisso), una pillola quotidiana che ha bloccato la mutazione EGFR (delezione dell’esone 19).

La risposta è stata straordinaria. A novembre dello stesso anno, la TC mostrava la completa scomparsa di metastasi, noduli e versamento pleurico.

Per oltre sei anni la mia malattia è rimasta stabile, permettendomi di vivere e veder crescere i miei figli.

Il percorso contro il cancro al polmone, purtroppo, non è una linea retta.

A settembre 2025, dopo anni di serenità, i controlli hanno evidenziato una recidiva localizzata al polmone sinistro.
La paura è riaffiorata, ma insieme ai medici dell’Istituto Tumori abbiamo risposto con una contromisura terapeutica ancora più imponente.

Da quel momento è iniziata una nuova, durissima fase di cure.
Per contrastare la progressione della malattia, ho affrontato 4 intensi cicli di chemioterapia con Cisplatino e pemetrexed e mi sono sottoposto a ben 33 sedute di radioterapia.

Superato questo blocco d’attacco così pesante per il fisico, ho proseguito con la terapia di combinazione e proprio in questi giorni ho completato l’ottavo ciclo di Pemetrexed, continuato in parallelo al Tagrisso.

I mesi trascorsi da settembre a oggi sono stati faticosi, scanditi da una sorveglianza clinica strettissima, continui esami del sangue, monitoraggio dei marcatori e TC ravvicinate.

Ma tutti questi sforzi e la durezza delle terapie hanno portato al risultato più bello.

I controlli attuali hanno confermato che ora sono in remissione totale e che, al momento, non ci sono tracce di malattia.

La debolezza e i dolori muscolari legati alle cure si fanno ancora sentire, ma la gioia per questo traguardo è immensa.

Sono qui, in piedi, e continuo a salire sul palco a suonare la mia musica tutte le volte che posso.

Ho scelto di inviare la mia storia ad ALCASE perché sposo appieno la missione dell’Associazione di informazione, supporto e sensibilizzazione.

Condividere questo momento di remissione totale vuole essere il mio contributo per dimostrare a chiunque stia iniziando questo cammino che, anche di fronte ai momenti più bui e a terapie estremamente toste, la speranza è concreta, non si è soli e si può continuare a lottare a testa alta.

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