Il valore dei giorni – La storia di Giuseppe
5 Luglio 2026
Mi chiamo Giuseppe, ho 50 anni e sono un militare
Ad aprile 2025, dopo mesi in cui avevo sempre mal di testa (era una metastasi al cervello), ho scoperto di avere un tumore al polmone sinistro al 4 stadio asintomatico con mutazione Kras.
Un giorno torno a casa dopo il lavoro e rimango bloccato sul lato destro del corpo, mi portano in ospedale e dopo una TC notano una macchia alla testa e mi ricoverano.
Il giorno seguente altri controlli e conferma di un tumore al 4 stadio al polmone sinistro con metastasi cerebrali, non operabile (per la verità i medici mi danno poco da vivere!).
Per fortuna ho trovato dottori che mi hanno praticamente salvato la vita.
La neurochirurga, che non smetterò mai di ringraziare, crede in quello per cui ha giurato e dopo 15 giorni mi ha operato alla testa per asportare una massa di 6 cm dalla testa.
L’operazione è riuscita e dopo delle sedute di radioterapia alla testa, dopo un mese circa mi affida alla mia attuale oncologa (ironia della sorte siamo nati lo stesso mese e giorno) a cui devo – anche a lei – la vita e inizio una terapia combinata di chemio e immunoterapia, abbinata a 32 sedute di radioterapia al polmone per ridurre i 12cm x 9cm presenti al polmone sinistro.
Il tumore attualmente è regredito più della metà e alla testa non è più presente.
Continuo la chemio e l’immunoterapia, sto bene, ho una vita più o meno normale: pratico sport (palestra e camminate) quasi tutti i giorni.
Certamente non sarà facile, la vita viene stravolta dopo una diagnosi come questa.
So che non avrò più la vita di prima.
Inoltre le amicizie si allontanano (come se la malattia fosse contagiosa)!
Ma non mi interessa: mi basta l’amore di mia moglie e dei miei figli per andare avanti, lo faccio per loro, non perché ho paura della morte ma per non lasciarli troppo presto soli.
Quello che posso dire a chi sta vivendo la mia stessa situazione è di vivere la vita il più normale possibile, non serve lasciarsi abbattere, sicuramente ci saranno giorni no ma fa parte della malattia.
Circondatevi di gente positiva, godetevi quello che la vita vi dà e speriamo sempre nella scienza.
Commento
ALCASE Italia ringrazia Giuseppe per aver condiviso la sua testimonianza, un racconto di coraggio, fiducia nella scienza e profonda resilienza.
La sua storia ricorda a tutti che, anche nelle diagnosi più complesse, il valore delle cure, la competenza dei professionisti e il sostegno della famiglia possono cambiare il percorso.
Le sue parole sono un dono per molti altri pazienti: un invito a non isolarsi, a cercare persone positive e a continuare a vivere, giorno dopo giorno, con dignità e speranza.


